Mario Oliverio

90 milioni di euro per il Centro Storico di Cosenza

Centro Storico Cosenza
90 milioni di euro per il Centro Storico di Cosenza. Non è una promessa elettorale ma la pura e semplice realtà, frutto del lavoro svolto dai parlamentari PD e da Enza Bruno Bossio con la loro interpellanza di due anni fa e di quello della Giunta regionale guidata da Mario Oliverio. Noi del PD siamo fatti così, facciamo quello che diciamo. Siamo Governo anche quando siamo opposizione in una città. Perché per noi vengono prima i cittadini e la città. Perché per noi la politica non è fatta né di promesse né di fake news. Ora l’Amministrazione comunale non ha più scuse per non intervenire nel cuore culturale di Cosenza. Ci sono i fondi, ci vogliono idee e progetti. Nelle prossime settimane incalzeremo Sindaco e Giunta per questa che è un’occasione che assolutamente non può andare sprecata.

Questo Governo eviti la Vandea in Calabria…

Vandea

Quanto è accaduto oggi al Senato è vergognoso. 5000 famiglie di lavoratori precari calabresi vengono derubricati a fattore locale, ai soliti calabresi che cercano assistenza. Non si dice che si tratta di consentire alla Regione Calabria di spendere soldi propri. Non si dice che si tratta di difendere un percorso di contrattualizzazione che metta lo Stato italiano nella legalità facendolo uscire da una condizione di sostanziale sfruttamento di lavoro a nero. La battaglia comunque prosegue. Le forze politiche progressiste calabresi e la Giunta Oliverio sanno bene che la posta in gioco, oggi, è evitare che la Calabria precipiti in un ribellismo sanfedista e antipolitico. Il governo nazionale faccia di tutto per evitare che questa parte del Paese precipiti nella Vandea.

De Gaetano, Del Rio e Lanzetta

nino-de-gaetano

Apprendiamo oggi dalla sagace penna di Adriano Mollo che l’ex ministro Maria Carmela Lanzetta non solo aveva accettato di entrare a far parte della Giunta Oliverio insieme a De Gaetano ma aveva anche rilasciato una intervista piena di buoni propositi in cui delineava il suo programma come futuro assessore. L’uscita notturna di Del Rio le ha fatto cambiare idea, evidentemente, per cui De Gaetano da compagno di Giunta si trasformava repentinamente in appestato intoccabile. Ma la dichiarazione di Del Rio è, a mio parere, ancora più grave, ammesso che l’abbia fatta, visto che l’agenzia non riporta dichiarazioni virgolettate. De Gaetano non è indagato, i fatti che gli rimproverano risalgono al 2010, PM e GIP hanno entrambi risposto picche ad una richiesta d’arresto della Mobile di Reggio, dicendo che non ce n’erano i presupposti. Così funziona negli Stati di diritto, l’azione giudiziaria è di competenza esclusiva della magistratura e si può essere sottoposti ad indagine solo quando si è in presenza di una chiara notizia di reato. Quindi, parafrasando il mio amico Pasquale Motta di cosa sarebbe colpevole il nostro De Gaetano ? E nominandolo assessore quale principio di opportunità avrebbe mai violato il Presidente Oliverio ? Il sospetto che la questione sia stata sollevata per finalità di lotta politica è quindi forte. Chi poi conosce personalmente Nino De Gaetano sa di che pasta è fatto e non ha motivo di dubitarne. Che la questione sia stata ripresa da Del Rio è quindi grave, soprattutto perché Del Rio delle bolle mediatiche di certo giustizialismo è vittima recente.

graziano-delrio

Sono di questi giorni le chiacchiere sollevate ad arte sulla partecipazione nel 2009 ad una festa religiosa a Cutro di Graziano Del Rio, all’epoca sindaco di Reggio Emilia. Una visita istituzionale in omaggio ai molti calabresi che da anni lavorano e vivono a Reggio Emilia, ha dichiarato il nostro. In quel periodo però a Reggio Emilia si votava e Del Rio era candidato. Da qui l’accusa, solo mediatica, di essere andato a chiedere i voti alla ‘ndrangheta.

A parte che è davvero singolare considerare il solo fatto di recarsi in Calabria durante una campagna elettorale una circostanza degna del Codice Penale, come se tutti i calabresi fossero geneticamente mafiosi, ma quale reato avrebbe commesso Del Rio anche se fosse andato a chiedere voti ai parenti dei suoi concittadini a Cutro ? Nessuno.

A dire il vero nessuno si è sognato, giustamente, nonostante il clamore mediatico, di chiedere a Del Rio le dimissioni dal Governo, dove ricopre un ruolo di primo piano, per ragioni di opportunità. Del Rio non è indagato, esattamente come De Gaetano. Ma sappiamo tutti che le ragioni di opportunità sono come le coperte troppo corte, ognuno le tira dalla parte sua. Alcuni dicono che tutta questa bolla sia stata gonfiata nel quadro dello scontro interno al PD di Reggio Calabria e il povero Del Rio sarebbe stato spinto da alcuni in riva allo Stretto per fare quella dichiarazione per amor di corrente. Si spiegherebbe così anche la repentina rinuncia della Lanzetta con relative spiegazioni a posteriori. La sostanziale smentita di Matteo Renzi confermerebbe questa lettura. Non ho notizie in merito, ma non mi sorprenderebbe. Ma a costoro che pensano di utilizzare certi metodi a fini di lotta politica voglio solo sommessamente ricordare che, in genere, chi di giustizialismo ferisce, di giustizialismo perisce. E alla fine la coperta troppo corta finisce per stracciarsi.

Maria-Carmela-Lanzetta

Un capolavoro politico

Il Congresso del Circolo PD e la relazione del Segretario Raffaele Zuccarelli

Il Congresso del Circolo PD e la relazione del Segretario Raffaele Zuccarelli

Se due anni fa un bookmaker avesse voluto accettare scommesse sulle chance di vittoria del centrosinistra calabrese lo avrebbe messo cinque a uno.

Come dargli torto di fronte allo spettacolo di un PD commissariato, debole, diviso e marginalizzato che si rappresentava mediaticamente attraverso le elucubrazioni di gente senza testa e senza voti, espulso dal governo delle principali città.

La storia di questi anni ci parla di feroci polemiche tutte interne mentre il centrodestra, tutt’altro che unito, pensava soltanto ad amministrare e ad allargare con arroganza il potere riducendo la Calabria nel modo che conosciamo.

La lunga marcia è partita da un congresso di sezione, quello del circolo del Centro Storico di Cosenza.
L’unità si ritrovò nella e sulla politica e mettendo in campo un rinnovamento vero, non quello enunciato a soli scopi di continuismo e sostituismo.

La presidenza di Mario Oliverio è stata costruita a partire da lì. E non è un caso che i veri sconfitti oggi siano proprio continuisti e sostituisti.

 

Immagini del Congresso

Immagini del Congresso

Un voto necessario

Schede elettorali

Domani, al termine di una complicata vicenda istituzionale e nel mezzo della peggiore crisi economica dal dopoguerra ad oggi, la nostra Calabria tornerà a votare.

Si può dire tutto quello che si vuole, nutrire i sentimenti più crudi nei confronti della politica ma nulla potrà mai togliere valore all’atto principe della democrazia, il voto.

Il voto è un diritto e un dovere civico. Chi vota si assume la responsabilità di scegliere. Non votare significa soltanto sottrarsi a questa responsabilità, lasciare che altri, forse i peggiori, scelgano per noi.

Il non voto non è protesta, ma solo rinuncia. È lasciare campo libero a chi, davvero, finora ha fatto solo danni ed ha perpetuato sistemi di potere personalistici e particolaristici.
La Calabria, invece, ha bisogno di una collettiva assunzione di responsabilità.

Il centrosinistra, il PD, Mario Oliverio hanno parlato a tutti il linguaggio della verità.
La situazione è grave e non ci sono salvatori della patria o eroi o grandi timonieri o signori più o meno illuminati. Tutti questi, in genere, presuppongono masse di seguaci o di sudditi. Al contrario ci deve essere un popolo che si alza e si mette in cammino, un popolo che sostiene un progetto di cambiamento rifuggendo chiacchiere e demagogie.

Domani io, come faccio sempre da quando ho l’età della ragione, andrò a votare per scegliere Mario Oliverio, il mio partito, il PD, e dare anche una preferenza, a Carlo Guccione.

Farò tutto questo con la consapevolezza che davvero questo non è un passaggio ordinario della vita della nostra terra. Con la convinzione che davvero e soltanto tutti insieme, ce la possiamo fare.

Un voto politico

Voto politico

Il percorso non semplice, ma comunque esaltante, che ci ha portato a candidare Mario Oliverio a Presidente della Regione Calabria, il significato stesso che ha assunto questa candidatura, rappresentano il punto di arrivo di un percorso cominciato 5 anni fa, quando, sulle rovine lasciate dall’esperienza Loiero, abbiamo cominciato una lunga traversata che ci ha portato fin qui.

Non è questa sede per ripercorrere quella fase: so solo che tutte le cose che dicevamo si sono verificate e la Calabria, forse nel momento più difficile della sua storia, si avvia a votare e ad eleggere un Presidente non sull’onda confusa e distruttiva dell’antipolitica ma sulla base di un vero e proprio progetto politico di cambiamento di questa Regione.

Come tutti i sondaggi e lo stesso umore generale lasciano prevedere, il 23 novembre sarà possibile avviare questo lavoro, che sarà lungo e difficile.

Ai calabresi non abbiamo voluto raccontare chiacchiere e fare promesse facili.

Abbiamo chiesto, invece, un’assunzione collettiva di responsabilità.

Per questo, oltre che un buon Presidente come Mario Oliverio, occorre eleggere anche un buon Consiglio.

Nella mia vita ho sempre dato voti politici. Poi fortuna ha voluto che, seguendo le mie convinzioni politiche, ho anche avuto la possibilità di votare per amici. E’ stato così per Nicola Adamo, per Enza Bruno Bossio, per lo stesso Mario Oliverio. Sarà così anche stavolta.

Ho deciso, infatti, di votare Carlo Guccione.

Con Carlo ci conosciamo da quasi trent’anni. Ne conosco pregi e difetti come lui di me.

A volte siamo stati d’accordo a volte in dissenso. Ma gli ho sempre riconosciuto le grandi capacità di lavoro, la determinazione, la capacità di “stare sul pezzo” della politica.

Carlo Guccione merita di essere sostenuto. Io lo farò e invito tutti coloro che lo ritengano opportuno, di fare altrettanto. Per dare, anche stavolta, un voto politico.

Oliverio Presidente, Lista PD e Guccione come preferenza.

Grave la posizione della CGIL calabrese

CGIL Calabria

La CGIL calabrese annuncia manifestazioni davanti alle sedi del PD in Calabria e rifiuta il confronto con il candidato del centrosinistra Mario Oliverio.

Decisione grave perché mai i sindacati, nella loro storia, hanno manifestato davanti alle sedi dei partiti ma solo, giustamente e propriamente, davanti alle sedi istituzionali. Grave il rifiuto del confronto, fosse stato richiesto anche da altro candidato fosse stato pure di centrodestra. E si rifiuta di incontrare il candidato governatore meno renziano del mondo, adducendo a motivazione il duro scontro con il governo Renzi (sic). Posizione ingenerosa, infine, perché sanno i dirigenti della CGIL calabrese quanto impegno i parlamentari del PD stanno profondendo sulle vertenze aperte anche rispetto al Governo che sostengono. Ricordo a me stesso che non più tardi di qualche ora fa, subito dopo il brutto episodio degli operai pestati, Landini che non è certo tenero con il Governo, è andato ad incontrare Renzi ed Alfano. Era suo dovere nei confronti dei lavoratori che rappresenta. Pensare che l’esercizio della rappresentanza si riduca agli slogan e alla prona sudditanza rispetto a posizioni estremiste e massimaliste è un errore madornale i cui primi effetti negativi si rovesceranno proprio sul sindacato. Siamo ancora in tempo per correggere.

Io voto Mario Oliverio

Io voto Mario Oliverio

Domani 5 ottobre invito tutti coloro che hanno la bontà di leggermi ad andare a votare alle primarie del centrosinistra e dare la loro preferenza a Mario Oliverio.

Si vota dalle 8,00 alle 21,00 nei seggi organizzati in tutta la provincia.

Il mio invito parte intanto dalla considerazione che è di per sé un fatto importante che la scelta del candidato Presidente del centrosinistra sia affidata al popolo e non a ristrette conventicole romane.

C’è stato chi ha tentato di impedire che ciò avvenisse con mille sotterfugi e giochini da tre carte. Domani per fortuna si vota e sono in campo tre personalità ed opzioni politiche e programmatiche diverse.

Per quanto mi riguarda ho scelto di sostenere Mario Oliverio perché la Regione Calabria ha bisogno di una guida che unisca alla competenza ed all’esperienza una reale e concreta volontà di cambiamento.

Il cambiamento non si fa né con i slogan né con la carta d’identità, ma è il frutto spesso di coraggiose e determinate battaglie politiche, dell’assunzione di responsabilità, della capacità di dire molti si e molti no.

Perché di chiacchiere se ne sono fatte fin troppe e spesso per nascondere dietro una cortina fumogena i soliti tristi figuri.

Buon voto a tutti.

Perché Mario Oliverio fa tanto paura ?

Mario Oliverio

Avere ragione comincia ad essere stucchevole. Proprio ieri scrivevo ai sinceri sostenitori di Callipo che li stavano portando a passeggio se si illudevano che, con un atto di imperio del principe Renzi, il giovane sindaco di Pizzo sarebbe stato imposto a tutto il PD calabrese come unico candidato facendo ritirare Mario Oliverio.

Di pochi minuti fa la notizia (che prendiamo con le cautele de caso visto il passato recente di nomi agitati e bruciati spesso all’insaputa degli stessi interessati) che Luca Lotti avrebbe proposto come candidato di superamento il dott. Salvatore Di Landro, ex procuratore generale di Reggio Calabria.
Pare che, giustamente, Mario Oliverio avrebbe ribadito, senza nulla togliere alla persona, che l’unico percorso possibile per il PD calabrese sono e restano le primarie per come, del resto, solennemente ribadito dal vicesegretario nazionale Deborah Serracchiani appena 48 ore fa.
Che farà Gianluca Callipo ? Resterà in pista per tentare di ricevere dalla maggioranza degli elettori di centrosinistra calabresi la legittimazione di candidato alla Presidenza della Calabria o si ritirerà in buon ordine, mostrando che in realtà il primo a non crederci a questa possibilità è proprio lui e di essere quindi stato utilizzato, consapevolmente o inconsapevolmente, come una sorta di foglia di fico dall’improbabile renzismo in salsa calabra ?

Le primarie sono un diritto sancito dallo Statuto del PD. Se ne convincano finalmente tutti.
Perché alla Calabria dovrebbe essere negato ciò che è stato riconosciuto ovunque, ultima l’Emilia ?

Le primarie sono state inventate proprio per evitare la pantomima dei candidati di superamento che, in genere, non superano un bel niente e fanno solo perdere le elezioni.

E’, dunque, del tutto evidente che ci troviamo di fronte all’ennesimo ed a questo punto disperato tentativo di far saltare le primarie per impedire a Mario Oliverio di candidarsi.

Notoriamente, il complottismo e la dietrologia non mi hanno mai convinto. Sono sempre stato per i percorsi chiari e lineari. Ma non comincia a sembrare anche a voi che tutto questo accanimento contro Mario Oliverio sia quantomeno sospetto ? Perché a tutti i costi si vuole impedire ad un esponente del PD di concorrere alle primarie come garantisce lo Statuto del PD ? Quali interessi oscuri si muovono dietro questa ostinazione ? Se Mario Oliverio è vecchio, inadeguato, usurato come alcuni sostengono, perché fa tanta paura ? Perché con coraggio e dignità non si combatte contro Mario Oliverio una battaglia politica a viso aperto, sulle idee e sui programmi e anche sulle persone come solo le primarie possono garantire ?

Io le risposte me le sono già date e comincio a credere che se le stiano dando tanti in Calabria, dentro e fuori il PD.

Un po’ di dignità

Primarie

Lo dico ai sinceri sostenitori di Gianluca Callipo: la partita in Calabria non è mai stata la data delle elezioni, ma far saltare le primarie, ad ogni costo. Ancora in queste ore questo tentativo è in atto. E chi vi fa credere che senza primarie ci sarà la “nomina” del giovane Callipo vi sta semplicemente portando a passeggio. Lo schema è niente primarie e nomina di un pupo in mano ai soliti pupari, sopra la testa dei calabresi. Tentano di fare come quel tizio che, ad un concorso ippico, siccome stava perdendo il cavallo su cui aveva scommesso, sparò all’animale che stava vincendo e fece annullare la gara. Con questa pantomina sulla data del voto, inoltre, i cosiddetti “renziani” calabresi hanno indebolito oltremodo la candidatura dello stesso Callipo. Un po’ di dignità dunque, come calabresi e come militanti dello stesso partito. Primarie il 7 o il 14 e chi ha più idee e/o filo, tessa.