Cultura

E’ morto un grande attore, Flavio Bucci

Flavio Bucci

“E voi, massa di pecoroni invigliacchiti, sempre pronti a inginocchiarvi, a chinare la testa davanti ai potenti! Adesso inginocchiatevi, e chinate la testa davanti a uno che la testa non l’ha chinata mai, se non davanti a questo strummolo qua [la ghigliottina]! Inginocchiatevi, forza! E fatevi il segno della croce! E ricordatevi che pure Nostro Signore Gesù Cristo è morto da infame, sul patibolo, che è diventato poi il simbolo della redenzione! Inginocchiatevi, tutti quanti! E segnatevi, avanti! E adesso pure io posso perdonare a chi mi ha fatto male. In primis, al Papa, che si crede il padrone del Cielo. In secundis, a Napulione, che si crede il padrone della Terra. E per ultimo al boia, qua, che si crede il padrone della Morte. Ma soprattutto, posso perdonare a voi, figli miei, che non siete padroni di un cazzo! E adesso, boia, mandami pure all’altro mondo, da quel Dio Onnipotente, Lui sì padrone del Cielo e della Terra, al quale – al posto dell’altra guancia – io porgo… tutta la capoccia!”.
Il discorso di Don Bastiano al popolo prima della sua esecuzione, in “Il Marchese Del Grillo” del grande Mario Monicelli e uno straordinario Alberto Sordi.

Felici in classe

Una classe scolastica

Sono in classe con i miei ragazzi e sorrido mentre fanno ricreazione. Guardo le loro facce fresche e piene di speranza. E penso, anzi so, che non hanno bisogno di eroi, di improbabili giustizieri, di demagoghi improvvisati, di gente che li tratta come esseri astratti, come oggetto di retorica a un tanto al chilo. Loro sono già più avanti di noi. Loro sono già meglio di noi. E mi sento, una volta tanto, felice.

Auguri Umberto, figlio mio…e sono 19.

Umberto

Auguri Umberto per i tuoi 19 anni. Il tuo compleanno mi ricorda quanto sei importante per me, e mi richiama a quanto vorrei fare per te e non riesco a fare. Il mondo là fuori è grande e terribile, ma sono sicuro che ce la farai alla grande. Sei ormai nell’età in cui si combatte per cambiare. Non arretrare mai.

Tuo padre

Montagne verdi nel tuo futuro…

Barbara

Mentre ascoltavo la tua esposizione e la tua proclamazione, nel momento stesso in cui il Presidente ha detto: “110 e lode”, mi sono tornate in mente le innumerevoli immagini della tua vita e di quella di Umberto, la tua dedica a me nella tua tesi: “mio padre, una montagna troppo alta da scalare, causa prima di ideali e passioni che hanno fatto di me quella che sono”. Ho pensato che forse avresti preferito un padre più presente. Ho pensato che forse le mie assenze hanno pesato sulla tua vita e su quella di tuo fratello più di quanto credessi. Ma ci ho letto anche il tuo grande amore per me. E ho pianto come un bambino. Amore di papà tu non hai bisogno che qualcuno ti liberi posti da occupare, tu te lo sei conquistato da sola e con l’aiuto soltanto del tuo essere donna forte e autentica di questa terra il posto che meriti in questa società. E a te, ed ai ragazzi come te tocca cambiarla, davvero. Perché non ci sono montagne troppo alte ma solo le montagne verdi del tuo futuro.

Tuo padre

Laurea di BarbaraBarbara 2 Barbara 6Laurea di Barbara 3

Craxi e la sinistra

Craxi e Pertini

Diciamolo subito: Craxi è stato un leader della sinistra italiana. Perché la sinistra non è stata solo il PCI. Perché altrimenti non si capirebbe persino perché abbiamo superato il PCI fino ad arrivare al PD. Craxi interpretò in forme più dinamiche e politicamente innovative la nenniana linea autonomista del PSI. Con intuizioni e proposte che la sinistra ha fatto sue dopo la sua morte. Craxi commise molti errori il più grave quello di non essere lui uno dei protagonisti, dopo il 1989, di un processo di ricomposizione della sinistra italiana che chiudesse le cicatrici della scissione di Livorno. Preferì rifugiarsi nell’accordo con Andreotti e Forlani. La vicenda giudiziaria fu l’epilogo drammatico di una dissoluzione della repubblica dei partiti che pure avevano garantito all’Italia democrazia e sviluppo. Una dissoluzione che ha iniettato nella coscienza collettiva i semi velenosi del giustizialismo e del forcaiolismo. Che sono agli antipodi della cultura politica della sinistra. Rileggerla storicamente è il dovere di tutti. A cominciare da me, che da giovane comunista iniziai a fare politica anche contro Craxi. E che all’epoca consideravo un nemico della sinistra. Sbagliavo e con me chi pensò che liquidare il PSI si traducesse nella vittoria elettorale degli eredi del PCI. Invece si aprì la fase del berlusconismo. Io avevo l’attenuante della giovane età. A dire il vero fu Massimo D’Alema, proponendo i funerali di Stato per Craxi, il primo a tentare una revisione di quella linea. Ma la abbandonò. Non sbagliare oggi è dovere di tutti per restituire a Craxi e alla storia del PSI i meriti che indubbiamente ebbe. E riflettere insieme sui gravi errori di quel tempo. Perché solo così possiamo fare i conti, tutta la sinistra, con la nostra storia che è cosa nobile e grande. Per non rassegnarci al grillotravaglismo e al salvinismo. La storia non la scrivono gli atti giudiziari, ma gli storici. Anche Helmuth Kohl fu coinvolto in uno scandalo per fondi neri al suo partito, la CDU. Eppure nessuno oggi lo ricorda per questo ma per avere costruito le condizioni della riunificazione tedesca. Se facessimo lo stesso in Italia sarebbe cosa utile e giusta.

Buon 2020 a tutti e per tutti

Buon 2020

Auguri a chi è lontano, auguri a chi è vicino, auguri a chi soffre, auguri a chi pensa agli altri, auguri alla nostra terra, auguri ai coraggiosi e alle coraggiose perché ce ne sono sempre troppo pochi e troppo poche, auguri a chi ha il coraggio di dire la verità anche quando è scomoda. Per un anno che sia di vero cambiamento. Buon 2020.

A proposito di questi giorni…

La Giustizia trafitta

Nel dibattito tra garantismo e giustizialismo giova ricordare queste parole, pronunciate da Martin Niemöller, un pastore protestante tedesco per denunciare il silenzio degli intellettuali tedeschi di fronte al nazismo.
“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

 

In memoria del Cugino, oste e militante politico indimenticabile…

Natale Barone, il Cugino di Dipignano

Natale Barone detto il Cugino, oste e militante politico indimenticabile di Dipignano

Si è spento stanotte Natale Barone, da tutti conosciuto come il Cugino. Da più di quarant’anni la sua osteria è stata il crocevia di compagni, militanti oltre che di tantissimi amici. Locale da cui sono passati dirigenti politici, ministri, presidenti, intellettuali, uomini di spettacolo. Ma l’osteria del Cugino è stata anche luogo di discussione politica oltre che di semplice godimento gastronomico. Natale non è stato soltanto un oste ma un “quadro politico”. Le sue analisi erano sempre acute e mai banali. Era un uomo di parte che tutti rispettavano anche quando non erano d’accordo con lui. Un uomo moderno che univa alla militanza politica il gusto antico e tutto calabrese dell’ospitalità. Un bicchiere di vino e una delle sue mitiche polpette appianavano ogni divergenza, aprivano praterie di condivisione…Era un mio amico e nel suo locale ho vissuto momenti bellissimi. Anche negli ultimi tempi, quando il locale era ormai affidato alle cure del suo figliolo Cesare Barone, non mancava di venire e parlare di politica e del sol dell’avvenire. Ti abbraccio Natale…mi mancherai come mancherai a tutti. Un abbraccio alla tua splendida famiglia, che saprà portare avanti il ricordo del tuo nome…

Un asino non può travestirsi da cavallo

Asino che raglia

C’era una volta un asino geloso che volle farsi cavallo. Si mise addosso i paramenti del cavallo, si fece crescere la criniera, insomma si travestì. Un giorno, però, volle andare ad un raduno di cavalli di razza e, appena aprì bocca invece di un nitrito gli uscì fuori un sonoro raglio. E chi l’ha voluta capire l’ha capita.