Gabriele Petrone

La faccia di bronzo

Palazzo dei Bruzi

Ha riempito la città di debiti che non basteranno due generazioni di cosentini per pagarli. Nello stesso tempo si è abbassata la qualità dei servizi, la viabilità è un rompicapo, il traffico un girone dantesco. Il Centro Storico e le periferie languono nel più desolante abbandono. Ha fatto della città che era l’Atene della Calabria una suburra di subculture provinciali senza fondamento. Ha riempito il Comune con i dipendenti del suo studio professionale e alcuni clienti. Eppure per anni è riuscito a far passare la mistificazione del “sindaco del fare” completando in gran parte opere pensate e iniziate dai suoi predecessori. Sulla base di questi “meriti” ora ambirebbe candidarsi a Presidente della Calabria. Peccato che ora il re sia desolatamente nudo e non c’è faccia di bronzo che tenga.

Articolo de la C News 24

L’insopportabile qualunquismo

Carola Rackete Capitano della Sea Watch 3

Che pena questi intellettuali cerchiabottisti protesi a difendere quel che resta del “Governo del Fallimento” con l’argomento Salvini sbaglia, ma anche Carola persegue un fine politico, anzi è la migliore alleata di Salvini. E giù ad attaccare l’opposizione di sinistra “che non esiste” anche quando fa esattamente il suo dovere. Questi (che a Cosenza chiameremmo “rifardi”) non rispondono all’unica vera domanda: da che parte stanno loro ? Stanno con chi smantella l’accoglienza e fomenta odio e razzismo per piccoli calcoli elettorali o con chi crede che la vita, di tutti, sia sacra, che la solidarietà sia un dovere e il razzismo sia una montagna di…sempre e comunque ? Questo è il tema. La destra sa bene da che parte stare. È sincera nella sua pura crudeltà. Il problema ce l’ha certa “sinistra” a chiacchiera che si è intruppata con i cinque stelle per moda o opportunismo e che ha sostituito il socialismo con il qualunquismo. E il qualunquismo è sempre il brodo di coltura più favorevole alla destra.

Il commissariamento del PD produce solo danni.

Logo del PD
Il primo dato che emerge dalle elezioni amministrative è la conferma ulteriore di come i commissariamenti aggravano le criticità e non risolvono i problemi che pur esistono.
I risultati del turno di ballottaggio ci consegnano un quadro molto chiaro che premia da una parte la continuità amministrativa (Rende e Montalto) e dall’altra una coalizione civica con una forte caratterizzazione di rinnovamento e ambientalista (Corigliano-Rossano).
Quello che riteniamo del tutto insufficiente e dequalificante è l’azione dei commissari cittadini, nominati dal Commissario regionale, di Rende e Corigliano-Rossano che di fatto non hanno consentito al PD di esercitare la sua azione politica, determinando sbandamento, inconsistenza e marginalità.
Non sarà sfuggito a nessuno che il commissario regionale ha avocato a sè ogni decisione su questi due importanti centri della nostra Provincia, delegando ogni azione e scelta ai commissari cittadini. Sono rimaste inascoltate le raccomandazioni del Segretario provinciale sull’utilizzo del simbolo, così come a Rende non si sono voluti ascoltare e consultare gli iscritti e le iscritte al partito, così come richiesto dallo stesso Segretario.
Hanno voluto agire, invece, i commissari con scientifico e certosino lavoro al fine di adottare scelte e decisioni che potessero far scomparire il PD, pregiudicandone ogni iniziativa.
Potevamo essere oggi a festeggiare vittorie storiche e invece ci troviamo a ringraziare i tantissimi iscritti che, nel vuoto più totale creato dai commissari, hanno salvaguardato il Partito Democratico attraverso un impegno diretto a sostegno delle buone amministrazioni e di progetti credibili e robusti di cambiamento culturale prima ancora che generazionale.
Durante i ballottaggi i commissari sono rimasti del tutto inerti e solo a Montalto l’azione diretta del Segretario provinciale è riuscita a correggere l’impostazione deficitaria seguita dal PD al primo turno.
Da queste premesse i commissari cittadini ne traggano le giuste conseguenze e riconsegnino immediatamente il PD agli iscritti e agli elettori del PD.

Gabriele Petrone

Franco Madeo

Eleonora Ienaro

Componenti della Segreteria Provinciale del PD

 Articolo su il Fatto di Calabria

Il Quotidiano dell’11 giugno 2019

A Rovito con i ragazzi dell’IC “T.Cornelio” per rievocare la tragica storia dei fratelli Bandiera e dei loro compagni.

IC Tommaso Cornelio Rovito

Dalla pagina Facebook dell’IC. “T. Cornelio” di Rovito.

“I ragazzi delle classi quarte della scuola primaria frequentanti il modulo PON “Digitalizziamo la Memoria Storica 1” hanno incontrato il Professore Gabriele Petrone, docente di Filosofia e Storia, Dottore di ricerca in “Modelli di formazione, analisi teorica e comparazione” e autore di diverse pubblicazioni, l’ultima delle quali, La Calabria che fece l’Italia, ricostruisce le convulse fasi della partecipazione calabrese al Risorgimento nazionale. Il Professore Petrone ha relazionato con dovizia di particolari, desunti da una conoscenza minuziosa dei documenti di archivio oltre che della sconfinata bibliografia sull’argomento, le complesse vicende che caratterizzarono la spedizione dei fratelli Bandiera in Calabria. I ragazzi hanno partecipato entusiasticamente alla lezione, intervenendo con domande pertinenti sull’argomento. Un viaggio nella storia e nella memoria per ricordare i Fratelli Bandiera, due patrioti italiani, due eroi del Risorgimento”.

Fare politica è diventato un reato

Giustizia e Giustizialismo

A leggere quanto emerge dalle carte dell’ennesima inchiesta fare politica e assumere conseguenti scelte amministrative è diventato un reato in Calabria. Persino sfiduciare un sindaco, come prevede la legge e la Costituzione repubblicana (sic). Ovviamente anche questa inchiesta sarà smontata in sede di verifica giudiziaria. Ma intanto il danno è fatto. Ed è un messaggio assai pericoloso quello che si veicola. La democrazia? La giustizia vera ? Meglio di no.

25 aprile: una destra incapace di guardare avanti

 

25 aprile25 aprile papavero

Bisognerebbe ricordare ai soliti che ogni anno rovesciano cofani di sciocchezze sul 25 aprile, tacciandola come festa “comunista” e di sinistra, che questa è stata istituita il 22 aprile 1946 dalla personalità più intelligentemente anticomunista della storia italiana, Alcide De Gasperi.
Che in tutto il mondo civile e democratico si può essere francamente conservatori e di destra senza essere “fascisti” o razzisti e rimpiangere il “quando c’era lui”,  e i tempi in cui “i treni arrivavano sempre in orario” e tante cazzate simili.
Che per uomini e donne che vivono negli anni 2000 non vale più neanche il senso di colpa che potevano aver avuto le generazioni precedenti che con il fascismo, il nazismo, la dittatura, le persecuzioni, le leggi razziali, lo sterminio e la devastazione della guerra, per sole ragioni anagrafiche, avevano avuto a che fare. E che a quei tempi si può guardare oggi con la consapevolezza della storia e la fermezza del “mai più”.
Ma chi lo spiega ai piccoli demagoghi dei tempi nostri che, senza idee, senza cultura e senza neppure fantasia continuano a credere che essere di destra significa solo ripetere a pappagallo qualche vecchio luogo comune ?
D’altronde il 25 aprile lo festeggiamo anche per consentire a qualcuno di continuare a sparare cazzate.

Ugo Piscitelli non c’è più…

Ugo Piscitelli

Ugo Piscitelli in una iniziativa elettorale a Mendicino con Enza Bruno Bossio e Stefania Covello candidate PD alla Camera nelle elezioni del 2013.

Ugo Piscitelli non c’è più. Lascia in tanti di noi un vuoto enorme. Ugo non è stato soltanto un dirigente politico della sinistra e un bravo sindaco di Mendicino. È stato anche un intellettuale vivace e sensibile. Parlando con lui imparavi sempre qualcosa. Ciao amico mio, la terra ti sia lieve…

La commedia dell’assurdo

Giustizia

Nella inchiesta relativa a Piazza Bilotti che coinvolge il Presidente della Regione Mario Oliverio, la deputata del PD Enza Bruno Bossio e l’ex consigliere regionale Nicola Adamo sta mostrando nel merito tutta la sua debolezza. Lo dimostra l’evidente ridimensionamento dell’impianto accusatorio che sta emergendo in sede di riesame e di Cassazione per gran parte degli indagati. Sarà così anche per gli altri, al di là del clamore mediatico che si cerca di tenere vivo. Certo, per quanto riguarda la deputata Bruno Bossio siamo al paradosso. Insomma chi pretende che sia rispettata la legge e che a persone non più sindaco o assessore sia impedito di ispezionare un cantiere risulta indagato. Chi quel cantiere ispezionava abusivamente no. Siamo all’assurdo. La campagna elettorale per via giudiziaria è iniziata. Siamo certi che anche questa storia si chiuderà come le altre, in una bolla di sapone. Ma i danni alla credibilità delle istituzioni chi potrà mai ripararli ?

 Fatto di Calabria