Gabriele Petrone

Il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare

Don Abbondio

Don Abbondio

 

I ciucci travestiti da cavallo contro Mario Oliverio
Il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare
Quanto sta accadendo in Calabria richiama la famosa frase di don Abbondio ne “I promessi sposi”. Attorno alla disponibilità di Mario Oliverio a ricandidarsi alla guida della Regione, normale in qualunque democrazia, si affanna una pletora di “personaggetti” da cortile, proni a procure e ad alcune redazioni giornalistiche (che in questa nostra terra hanno lavorato spesso di sponda) non protési alla vittoria della propria squadra ma all’azzoppamento dei titolari sul campo. C’è di tutto: gli iper garantiti incapaci anche di vincere una partita a carte, i rancorosi vendicativi, gli asini travestiti da cavallo, gli eterni numeri due che vogliono ammazzare i numeri uno affinché la gente si accorga della loro esistenza, i mediocri che pensano di convincere il mondo che servono a qualcosa oltre che a se stessi, gli ex di qualcosa frustrati di non essere più nulla e, ovviamente, gli opportunisti già pronti sul mercato.
Se avessero quel coraggio che non si possono dare potrebbero trovare tra di loro un candidato e sfidare Mario Oliverio in campo aperto. Ma non ce l’hanno e brigano, diffondono fake news, aspettando che Roma risolva loro il problema.
Misurarsi sulla politica, sulle diverse visioni della Calabria ? Trovare davvero qualcuno che possa essere un candidato migliore di Oliverio attraverso meccanismi democratici ? Manco per idea. Meglio tentare di strumentalizzare le vicende giudiziarie che anche uno studente di legge del 1 anno comprende essere prive di ogni fondamento. È questa accozzaglia di nani e ballerine che ha logorato il PD e il centrosinistra in questi anni, non Oliverio. Nessuna operazione trasformistica potrà mai nascondere questa realtà.

Il Fatto di Calabria

NoidiCalabria

 

Le ipocrisie sui 5 stelle

L'izquierdista

Manifesto della guerra ciivile spagnola che attaccava coloro che si celavano dietro una retorica di ultrasinistra ma in realtà erano spie fasciste,

Francamente trovo sciocchi e anche un tantino ipocriti i richiami ai 5 stelle rispetto al loro atteggiamento su migranti e la loro resa al razzismo securitario di Salvini. Come se ci fossimo dimenticati dei loro voti in parlamento per abolire il reato di clandestinità e sui diritti civili. Non è solo attaccamento alle poltrone, ma soprattutto indifferenza culturale e ideologica ai contenuti politici. I cinque stelle sono una forza qualunquista, non hanno nulla a che fare con la sinistra, tranne alcuni slogan e battaglie di retroguardia. Possono votare tutto e il contrario di tutto. L’unico collante che li ha tenuti insieme finora è il rancore contro la “casta”. Peccato che la casta adesso sono loro.

I peggiori venduti

Venduti

In questa città e in questa regione, come in tutte le altre, nidificano diverse specie di venduti: per denaro, per paura, per ignoranza, per opportunismo. Ma i peggiori sono quelli per ambizione e presunzione. Perché sono i più spudoratamente convinti di poter dare lezioni ad altri. E non si accorgono dei conati di disistima che provocano intorno a loro.

La faccia di bronzo

Palazzo dei Bruzi

Ha riempito la città di debiti che non basteranno due generazioni di cosentini per pagarli. Nello stesso tempo si è abbassata la qualità dei servizi, la viabilità è un rompicapo, il traffico un girone dantesco. Il Centro Storico e le periferie languono nel più desolante abbandono. Ha fatto della città che era l’Atene della Calabria una suburra di subculture provinciali senza fondamento. Ha riempito il Comune con i dipendenti del suo studio professionale e alcuni clienti. Eppure per anni è riuscito a far passare la mistificazione del “sindaco del fare” completando in gran parte opere pensate e iniziate dai suoi predecessori. Sulla base di questi “meriti” ora ambirebbe candidarsi a Presidente della Calabria. Peccato che ora il re sia desolatamente nudo e non c’è faccia di bronzo che tenga.

Articolo de la C News 24

L’insopportabile qualunquismo

Carola Rackete Capitano della Sea Watch 3

Che pena questi intellettuali cerchiabottisti protesi a difendere quel che resta del “Governo del Fallimento” con l’argomento Salvini sbaglia, ma anche Carola persegue un fine politico, anzi è la migliore alleata di Salvini. E giù ad attaccare l’opposizione di sinistra “che non esiste” anche quando fa esattamente il suo dovere. Questi (che a Cosenza chiameremmo “rifardi”) non rispondono all’unica vera domanda: da che parte stanno loro ? Stanno con chi smantella l’accoglienza e fomenta odio e razzismo per piccoli calcoli elettorali o con chi crede che la vita, di tutti, sia sacra, che la solidarietà sia un dovere e il razzismo sia una montagna di…sempre e comunque ? Questo è il tema. La destra sa bene da che parte stare. È sincera nella sua pura crudeltà. Il problema ce l’ha certa “sinistra” a chiacchiera che si è intruppata con i cinque stelle per moda o opportunismo e che ha sostituito il socialismo con il qualunquismo. E il qualunquismo è sempre il brodo di coltura più favorevole alla destra.

Il commissariamento del PD produce solo danni.

Logo del PD
Il primo dato che emerge dalle elezioni amministrative è la conferma ulteriore di come i commissariamenti aggravano le criticità e non risolvono i problemi che pur esistono.
I risultati del turno di ballottaggio ci consegnano un quadro molto chiaro che premia da una parte la continuità amministrativa (Rende e Montalto) e dall’altra una coalizione civica con una forte caratterizzazione di rinnovamento e ambientalista (Corigliano-Rossano).
Quello che riteniamo del tutto insufficiente e dequalificante è l’azione dei commissari cittadini, nominati dal Commissario regionale, di Rende e Corigliano-Rossano che di fatto non hanno consentito al PD di esercitare la sua azione politica, determinando sbandamento, inconsistenza e marginalità.
Non sarà sfuggito a nessuno che il commissario regionale ha avocato a sè ogni decisione su questi due importanti centri della nostra Provincia, delegando ogni azione e scelta ai commissari cittadini. Sono rimaste inascoltate le raccomandazioni del Segretario provinciale sull’utilizzo del simbolo, così come a Rende non si sono voluti ascoltare e consultare gli iscritti e le iscritte al partito, così come richiesto dallo stesso Segretario.
Hanno voluto agire, invece, i commissari con scientifico e certosino lavoro al fine di adottare scelte e decisioni che potessero far scomparire il PD, pregiudicandone ogni iniziativa.
Potevamo essere oggi a festeggiare vittorie storiche e invece ci troviamo a ringraziare i tantissimi iscritti che, nel vuoto più totale creato dai commissari, hanno salvaguardato il Partito Democratico attraverso un impegno diretto a sostegno delle buone amministrazioni e di progetti credibili e robusti di cambiamento culturale prima ancora che generazionale.
Durante i ballottaggi i commissari sono rimasti del tutto inerti e solo a Montalto l’azione diretta del Segretario provinciale è riuscita a correggere l’impostazione deficitaria seguita dal PD al primo turno.
Da queste premesse i commissari cittadini ne traggano le giuste conseguenze e riconsegnino immediatamente il PD agli iscritti e agli elettori del PD.

Gabriele Petrone

Franco Madeo

Eleonora Ienaro

Componenti della Segreteria Provinciale del PD

 Articolo su il Fatto di Calabria

Il Quotidiano dell’11 giugno 2019

A Rovito con i ragazzi dell’IC “T.Cornelio” per rievocare la tragica storia dei fratelli Bandiera e dei loro compagni.

IC Tommaso Cornelio Rovito

Dalla pagina Facebook dell’IC. “T. Cornelio” di Rovito.

“I ragazzi delle classi quarte della scuola primaria frequentanti il modulo PON “Digitalizziamo la Memoria Storica 1” hanno incontrato il Professore Gabriele Petrone, docente di Filosofia e Storia, Dottore di ricerca in “Modelli di formazione, analisi teorica e comparazione” e autore di diverse pubblicazioni, l’ultima delle quali, La Calabria che fece l’Italia, ricostruisce le convulse fasi della partecipazione calabrese al Risorgimento nazionale. Il Professore Petrone ha relazionato con dovizia di particolari, desunti da una conoscenza minuziosa dei documenti di archivio oltre che della sconfinata bibliografia sull’argomento, le complesse vicende che caratterizzarono la spedizione dei fratelli Bandiera in Calabria. I ragazzi hanno partecipato entusiasticamente alla lezione, intervenendo con domande pertinenti sull’argomento. Un viaggio nella storia e nella memoria per ricordare i Fratelli Bandiera, due patrioti italiani, due eroi del Risorgimento”.

Fare politica è diventato un reato

Giustizia e Giustizialismo

A leggere quanto emerge dalle carte dell’ennesima inchiesta fare politica e assumere conseguenti scelte amministrative è diventato un reato in Calabria. Persino sfiduciare un sindaco, come prevede la legge e la Costituzione repubblicana (sic). Ovviamente anche questa inchiesta sarà smontata in sede di verifica giudiziaria. Ma intanto il danno è fatto. Ed è un messaggio assai pericoloso quello che si veicola. La democrazia? La giustizia vera ? Meglio di no.