politica

In memoria del Cugino, oste e militante politico indimenticabile…

Natale Barone, il Cugino di Dipignano

Natale Barone detto il Cugino, oste e militante politico indimenticabile di Dipignano

Si è spento stanotte Natale Barone, da tutti conosciuto come il Cugino. Da più di quarant’anni la sua osteria è stata il crocevia di compagni, militanti oltre che di tantissimi amici. Locale da cui sono passati dirigenti politici, ministri, presidenti, intellettuali, uomini di spettacolo. Ma l’osteria del Cugino è stata anche luogo di discussione politica oltre che di semplice godimento gastronomico. Natale non è stato soltanto un oste ma un “quadro politico”. Le sue analisi erano sempre acute e mai banali. Era un uomo di parte che tutti rispettavano anche quando non erano d’accordo con lui. Un uomo moderno che univa alla militanza politica il gusto antico e tutto calabrese dell’ospitalità. Un bicchiere di vino e una delle sue mitiche polpette appianavano ogni divergenza, aprivano praterie di condivisione…Era un mio amico e nel suo locale ho vissuto momenti bellissimi. Anche negli ultimi tempi, quando il locale era ormai affidato alle cure del suo figliolo Cesare Barone, non mancava di venire e parlare di politica e del sol dell’avvenire. Ti abbraccio Natale…mi mancherai come mancherai a tutti. Un abbraccio alla tua splendida famiglia, che saprà portare avanti il ricordo del tuo nome…

Fare politica è diventato un reato

Giustizia e Giustizialismo

A leggere quanto emerge dalle carte dell’ennesima inchiesta fare politica e assumere conseguenti scelte amministrative è diventato un reato in Calabria. Persino sfiduciare un sindaco, come prevede la legge e la Costituzione repubblicana (sic). Ovviamente anche questa inchiesta sarà smontata in sede di verifica giudiziaria. Ma intanto il danno è fatto. Ed è un messaggio assai pericoloso quello che si veicola. La democrazia? La giustizia vera ? Meglio di no.

Sapere la destinazione non è sufficiente per arrivarci

Lincoln

“Una bussola ti indica il nord dal punto in cui ti trovi, ma non puo’ avvertirti delle paludi, dei deserti e degli abissi che incontrerai lungo il cammino. Se nel perseguire la tua destinazione ti spingi oltre non curante degli ostacoli e affondi in una palude, a che serve sapere il nord…”

 

Abraham Lincoln

Antipolitica e coerenza

Antonio Di Pietro

Vi ricordate Antonio Di Pietro ? L’intransigente contro Berlusconi e il centrodestra. Quello che cacciò Scilipoti e Razzi con ignominia dopo averli candidati in comode liste bloccate, perché se ne erano andati con Berlusconi. Adesso si è fatto nominare da Maroni in una partecipata della Regione Lombardia. La conferma di una cosa che penso da sempre: l’antipolitica è una politica che fa ciò che prima contesta con tutte le forze.

Intervista di Di Pietro su Corriere.it

Intimidazioni e politica

Federica Roccisano

Quanto accaduto a Federica Roccisano è solo l’ennesimo episodio di una vera e propria escalation di intimidazioni ai danni soprattutto di amministratori in Calabria. È il segno non solo di una forte aggressività delle organizzazioni criminali ma anche della frammentazione della società calabrese. Il ricorso al l’intimidazione e alla minaccia, infatti, nelle forme più diverse, non ha come autori soltanto mafiosi o delinquenti. Spesso la minaccia è frutto dalla semplice insofferenza ad una elementare cultura delle regole, al rispetto sic et simpliciter dello Stato di diritto. Spesso la minaccia ti arriva non solo con l’incendio dell’auto ma nelle forme più diverse, anche attraverso l’insolenza sul web. Sono tanti e troppi che esprimono una visione del mondo basata solo sui fatti propri, anche quando sono legittimi. Combattere questa cultura della sopraffazione e della prepotenza, quindi, non può essere affidata solo a polizia e carabinieri. Impone comportamenti conseguenti e rigorosi. Da affermare, magari, con il sorriso di chi sa e sostiene la politica al servizio degli interessi di tutti e non di pochi.

Avvelenatori/trici di pozzi che portano sfiga

Bottiglia di veleno

Puntuali come il dolore dei calli quando cambia il tempo ad ogni campagna elettorale fanno la loro comparsa gli avvelenatori e le avvelenatrici di pozzi. Sempre gli stessi e le stesse, con gli stessi metodi cominciano a lavorare per propagare maldicenze, cattiverie e vere e proprie calunnie su chi ritengono il loro nemico politico. Per loro tutto si riduce a pettegolezzo lubrico, a fantasia da spogliatoio, a barzelletta da trivio o da caserma. Privi di argomenti politici o di semplice buon senso preferiscono percorrere la strada della maligna insinuazione pensando di poter far dimenticare la propria storia e i danni prodotti agli altri ed anche a se stessi. Li conoscono tutti e tutti li scansano, non fosse altro per la ragione che, a coloro ai quali si avvicinano, con statistica certezza, fanno perdere le elezioni.

Per fare politica ci vuole la politica

Ignazio Marino

Pubblicato su “Il Garantista” del 10 ottobre 2015

Le dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino sono l’ennesima dimostrazione del grande equivoco in cui si dimena il nostro dibattito pubblico.

Affermare che per potere governare comuni, regioni o nazioni sia sufficiente essere persone perbene ed oneste, come se questo non fosse nient’altro che un prerequisito, sta dimostrando tutta la sua vacuità. Si continua a non comprendere una cosa elementare: che per fare politica ci vuole la politica.

Ignazio Marino, invece, sono anni che si candida dappertutto da “non politico”: come senatore, come segretario del PD e come sindaco di Roma.

Peccato che quando si tratta di “fare politica” non sono sufficienti i master americani e i proclami al vento, soprattutto quando si devono fronteggiare crisi enormi come quella che ha investito Roma dopo l’inchiesta “Mafia Capitale”. Continua a leggere