Archivi del mese: aprile 2019

25 aprile: una destra incapace di guardare avanti

 

25 aprile25 aprile papavero

Bisognerebbe ricordare ai soliti che ogni anno rovesciano cofani di sciocchezze sul 25 aprile, tacciandola come festa “comunista” e di sinistra, che questa è stata istituita il 22 aprile 1946 dalla personalità più intelligentemente anticomunista della storia italiana, Alcide De Gasperi.
Che in tutto il mondo civile e democratico si può essere francamente conservatori e di destra senza essere “fascisti” o razzisti e rimpiangere il “quando c’era lui”,  e i tempi in cui “i treni arrivavano sempre in orario” e tante cazzate simili.
Che per uomini e donne che vivono negli anni 2000 non vale più neanche il senso di colpa che potevano aver avuto le generazioni precedenti che con il fascismo, il nazismo, la dittatura, le persecuzioni, le leggi razziali, lo sterminio e la devastazione della guerra, per sole ragioni anagrafiche, avevano avuto a che fare. E che a quei tempi si può guardare oggi con la consapevolezza della storia e la fermezza del “mai più”.
Ma chi lo spiega ai piccoli demagoghi dei tempi nostri che, senza idee, senza cultura e senza neppure fantasia continuano a credere che essere di destra significa solo ripetere a pappagallo qualche vecchio luogo comune ?
D’altronde il 25 aprile lo festeggiamo anche per consentire a qualcuno di continuare a sparare cazzate.

Ugo Piscitelli non c’è più…

Ugo Piscitelli

Ugo Piscitelli in una iniziativa elettorale a Mendicino con Enza Bruno Bossio e Stefania Covello candidate PD alla Camera nelle elezioni del 2013.

Ugo Piscitelli non c’è più. Lascia in tanti di noi un vuoto enorme. Ugo non è stato soltanto un dirigente politico della sinistra e un bravo sindaco di Mendicino. È stato anche un intellettuale vivace e sensibile. Parlando con lui imparavi sempre qualcosa. Ciao amico mio, la terra ti sia lieve…

La commedia dell’assurdo

Giustizia

Nella inchiesta relativa a Piazza Bilotti che coinvolge il Presidente della Regione Mario Oliverio, la deputata del PD Enza Bruno Bossio e l’ex consigliere regionale Nicola Adamo sta mostrando nel merito tutta la sua debolezza. Lo dimostra l’evidente ridimensionamento dell’impianto accusatorio che sta emergendo in sede di riesame e di Cassazione per gran parte degli indagati. Sarà così anche per gli altri, al di là del clamore mediatico che si cerca di tenere vivo. Certo, per quanto riguarda la deputata Bruno Bossio siamo al paradosso. Insomma chi pretende che sia rispettata la legge e che a persone non più sindaco o assessore sia impedito di ispezionare un cantiere risulta indagato. Chi quel cantiere ispezionava abusivamente no. Siamo all’assurdo. La campagna elettorale per via giudiziaria è iniziata. Siamo certi che anche questa storia si chiuderà come le altre, in una bolla di sapone. Ma i danni alla credibilità delle istituzioni chi potrà mai ripararli ?

 Fatto di Calabria

Insegnamento e diritto a manifestare

Un momento degli scontri con la polizia nella manifestazione antifascista a Padova

Un momento degli scontri con la polizia nella manifestazione antifascista a Padova

A Padova una insegnante viene fermata durante una manifestazione antifascista contro un raduno antiabortista di Forza Nuova.
Si potrebbe discutere sul fatto che il questore abbia autorizzato la prima manifestazione e negato l’autorizzazione alla seconda, ma credo avrà fatto tutte le valutazioni che ha ritenuto opportune sul mantenimento dell’ordine pubblico, sulle quali non ho elementi per discutere.
Resta il fatto che dopo la manifestazione si scatena una polemica, soprattutto a causa di un articolo di un quotidiano locale, il “Mattino di Padova”, che contesta il fatto che una insegnante (dopo averne ricostruito anche il profilo di “antagonista di professione”) possa partecipare ad una manifestazione politica. Alla polemica si sono aggiunti poi l’assessore all’istruzione leghista del Veneto Elena Donazzon e il Ministro dell’Interno Matteo Salvini.
A difendere l’insegnante si sono levate alcune organizzazioni della sinistra antagonista che hanno messo l’accento sul fatto che un insegnante “non può non essere antifascista”. Continua a leggere