emergenza corona virus

Si a referendum popolare su città unica

Veduta di Cosenza dall'alto

Non c’è da perdere altro tempo: si proceda in tempi rapidi ad un pronunciamento popolare sulla istituzione della città unica della area metropolitana cosentina.
È un tema che va discusso e affrontato senza steccati politici e pregiudiziali di schieramento.
Le affermazioni dei Sindaci di Cosenza e Rende sulla possibilità di realizzare la città unica vanno accolte e non lasciate cadere.
Si convochino subito i consigli comunali di Cosenza e Rende e di tutti i comuni della area urbana interessati.
Per quanto ci riguarda, questo è stato uno dei punti prioritari del programma elettorale con il quale il PD e il centrosinistra si sono presentati alle scorse elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Cosenza.
Di fronte a processi di unificazione urbana che, di fatto, sono ormai compiuti da anni è questa l’unica vera prospettiva per restituire a questo territorio una funzione e un ruolo che sono andati perdendosi negli ultimi anni.
La Calabria ha bisogno di una nuova grande città capace di sviluppare nei prossimi decenni processi di forte innovazione e uscire da anacronistiche divisioni municipalistiche. Alla luce di quanto ha evidenziato la pandemia Covid diviene sempre più urgente pervenire a nuove forme di organizzazione urbana, partendo da un riordino dei servizi per essere all’altezza di una nuova necessaria domanda sociale.

 

Gabriele Petrone

(Segretario Circolo PD “Centro Storico e Frazioni”)

Damiano Covelli

(Capogruppo PD Consiglio Comunale di Cosenza)

Quicosenza.it

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La scuola in emergenza e la sfida di un futuro che è già dentro di noi

Didattica a distanza

(Pubblicato su “Il Quotidiano della Calabria” del 16 aprile 2020).

Intervengo volentieri nel dibattito suscitato sulle pagine de “Il Quotidiano” sui temi sollevati all’interno della scuola italiana a causa dell’emergenza corona virus, stimolato anche dall’intervento del mio “maestro ed autore”, il prof. Giuseppe Trebisacce, a cui mi lega una ultradecennale amicizia e frequentazione culturale.
Personalmente ritengo che, nonostante i limiti strutturali che proprio Trebisacce ricordava nel suo intervento, la scuola italiana stia, nel complesso, reagendo bene all’emergenza sanitaria.
In attesa di dati statistici completi sui quali svolgere un’analisi più approfondita credo si possa dire che i dirigenti scolastici, gli insegnanti, i ragazzi e le famiglie stanno fronteggiando con senso di responsabilità e abnegazione una situazione del tutto nuova e inattesa.
Il Governo e il Ministero hanno mobilitato risorse importanti: sono stati acquistati e distribuiti in comodato d’uso apparecchiature elettroniche agli studenti che ne erano sprovvisti, ci si è organizzati con piattaforme di videoconferenza per le lezioni e per lo svolgimento dei compiti, insegnanti e ragazzi si stanno “vedendo” attraverso gli schermi dei PC e degli smartphone, ecc..
Resta il problema della copertura della connessione che è essenzialmente un problema da “ultimo miglio” perché ormai quasi tutti i comuni italiani sono dotati di fibra e su cui molto si dovrà fare nei prossimi giorni.
Per certi versi, infatti, questa drammatica crisi ha posto più che mai all’ordine del giorno il tema del diritto ad INTERNET come una nuova frontiera della democrazia moderna.
Del resto occorre rendersi conto che la rivoluzione digitale, come quella della stampa nel XVI secolo, non ha prodotto soltanto una maggiore rapidità della comunicazione ma ha sollecitato nuove domande, ha prodotto  nuovi contenuti, ha creato nuovi bisogni.
Come diceva il grande poeta tedesco Rainer Maria Rilke: “il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima che accada”.
Ecco, io credo che nella scuola, forse più che nel resto della società, stia avvenendo proprio questo. L’innovazione, nonostante resistenze e ostilità, è penetrata profondamente.
Quando ho iniziato la mia carriera come insegnante, le domande erano cartacee, i computer a scuola erano merce ancora rara, un laboratorio era un avvenimento, le lavagne erano di ardesia e ci si sporcava le mani di gesso.
Oggi è cambiato tutto: se non ci fosse stata la spinta all’adeguamento tecnologico e professionale degli ultimi vent’anni non si sarebbe riusciti a mettere su, praticamente dal nulla e in pochissimo tempo, la didattica a distanza.
Insomma, sinceramente, non mi pare che su questo tema si possa essere del tutto insoddisfatti della reazione della nostra scuola.
Ovviamente restando consapevoli che nessuna didattica a distanza potrà mai compensare o sostituire quella in presenza. Su questo occorre essere chiari. Il processo di insegnamento ed apprendimento è strettamente legato a quello della socializzazione che ne è, in qualche modo, la componente fondamentale.
Per dirla banalmente si insegna e si apprende insieme, non individualmente dietro lo schermo di un PC o di uno smartphone ! A meno che non ci sia qualcuno in giro oggi disponibile a riprendere le radicali posizioni di Louis Althusser che indicava nella scuola uno degli apparati ideologici dello Stato, e quindi accarezzare l’idea di una società descolarizzata e di forme di autoeducazione individuale di massa mediate dalle eccezionali opportunità che offrono le nuove tecnologie !
La sfida, dunque, sta nel come incoraggiare, sostenere, spingere in avanti questo processo di innovazione attraverso una responsabilizzazione sempre più crescente degli insegnanti, delle famiglie, degli studenti. E non solo in tempi di emergenza ma sempre, anche nei tempi normali.
Ma la parte maggiore la devono fare soprattutto gli Stati, che devono abbandonare le politiche malthusiane cui accennava il prof. Trebisacce nel suo articolo.
Scuola e sanità sono i pilastri su cui si basa lo sviluppo stesso della democrazia. La drammatica crisi che stiamo vivendo ce lo sta letteralmente sbattendo in faccia.
Il nostro impegno sarà soprattutto quello di non farlo dimenticare dopo che tutto, speriamo presto, sarà finito.

Il Quotidiano 15 aprile 2020Il Quotidiano 15 aprile 2020

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Il Quotidiano della Calabria 15 aprile 2020

Pasqua 2020, il passaggio alla normalità…

Buona Pasqua 2020

Pasqua significa passaggio. Ecco, il migliore augurio è quello che possiamo lasciarci alle spalle tutto quanto stiamo vivendo e che si torni presto alla normalità. Buona Pasqua #andratuttobene.

Per fase 2 emergenza corona virus, riaprire i cantieri a Cosenza

Cantieri a CosenzaFrana a Portapiana

In vista della possibile ripresa di alcune attività strategiche, la cosiddetta fase 2 della convivenza col Coronavirus, ci chiediamo se non sia il caso di prevedere di riprendere le attività di alcuni cantieri fondamentali per le città e l’area urbana di Cosenza che già in situazioni di normalità, a causa dei ritardi accumulati e dal scarsa previsione di cronoprogrammi dell’Amministrazione, di fatto bloccano o rendono molto difficile il normale svolgersi della vita cittadina.
È noto, infatti, che nonostante l’emergenza Coronavirus e il lockdown generale, a Genova non si è mai fermato il cantiere per il completamento del Ponte Morandi, con tutte le precauzioni del caso.
In questi giorni, poi sono ripresi i lavori per la Metro 4 di Milano grazie ai protocolli per far operare i lavoratori nella massima sicurezza e attenzione alla salute in un cantiere strategico per la mobilità sostenibile della città. Si tratta di circa 200 tra operai, dipendenti e dirigenti.
Del 3 aprile è, invece, l’appello dei residenti di Portapiana, che fa seguito ad uno analogo del 15 gennaio scorso emanato congiuntamente dal Circolo PD Centro storico e frazioni, dal Comitato Casco – Area Storica Cosenza e da Italia in Comune-Cosenza, che chiedeva lumi sui mancati lavori di prevenzione del rischio idrogeologico di Cosenza vecchia, Donnici e zone contermini, finanziati dalla Regione Calabria e mai iniziati dall’Amministrazione comunale. Ricordiamo anche  il cantiere del Parco di viale Mancini con annessa la strada alternativa su via Popilia che il Comune ha avuto finanziata dalla Regione da più di un anno.
Stesso dicasi per i lavori di sistemazione del crollo di oramai 3 anni fa del muro che costeggia e conduce alle palazzine di Santa Maria della Sanità a Portapiana nei pressi del Conservatorio “Giacomantonio”, tuttora a rischio di ulteriori crolli.
Per non parlare della frana di Via Vittorio Emanuele, che isola il quartiere anche ai mezzi di soccorso oramai da mesi e mesi.
Su entrambi giova ricordare che sono stanziati interventi da 10 milioni di euro 6 per il colle Pancrazio, 3 per Donnici) che aspettano di essere spesi da agosto 2018.
Lavori che potrebbero riprendere o iniziare con uno sforzo di responsabilità istituzionale, garantendo le condizioni igieniche e di sicurezza necessari alle maestranze.
Cosenza prima o poi dovrà ripartire e sarebbe saggio che quando avverrà e il traffico veicolare e personale tornerà ai livelli precedenti, alcuni lavori siano non si spera finiti ma almeno a buon punto.
Ciò è fondamentale per ricucire quantomeno gli  strappi al tessuto urbano prodottisi in questi anni.
In fondo, se si trova la possibilità di far lavorare operai per le luminarie di Pasqua, lo si può trovare anche per le opere necessarie alla vita cittadina che, come ci auguriamo tutti, tornerà alla normalità quanto prima.
In fondo lo ripete anche il Sindaco che Cosenza ripartirà: lo dimostri tanto attraverso le sue dirette responsabilità quanto con le pressioni istituzionali verso la Regione.

Circolo PD “Centro Storico e Frazioni”

Italia in Comune – Cosenza

Emergenza corona virus 9…Cosa davvero non dovrà essere come prima…

Tutto andrà bene

Riflettevo, in questa triste Domenica delle Palme, sul fatto che questo nostro popolo sta dimostrando una grande forza d’animo e una grande disciplina. Nonostante una comunicazione spesso confusa, alimentata dal vecchio vizio del gioco a chi la spara più grossa, la quasi totalità delle persone sta rispettando regole dure, per il bene di tutti. Capisco che fanno più notizia i pochi furbi ma la vera novità è questo popolo, spesso additato come anarchico e indisciplinato nelle barzellette che amiamo raccontarci con un certo masochismo, che resiste. Tutto finirà e lo voglio dire, quando accadrà, dovremo tornare alla vita sociale. Meglio di prima. Perché non è questo il nostro difetto ma l’egoismo che c’era anche al di là del Corona Virus. In questo, tutti quanti noi, dovremo fare in modo che le cose cambino, davvero e per sempre. E’ questo che non dovrà più essere come prima. #andratuttobene #insiemecelafaremo

Il Comune di Cosenza faccia tutto il possibile per l’Annunziata

Ospedale dell'Annunizata di Cosenza

Nei giorni scorsi, attraverso il capogruppo in Consiglio comunale Damiano Covelli, abbiamo chiesto al Comune di Cosenza di attivarsi per erogare un contributo finanziario all’Ospedale dell’Annunziata.
Molti operatori sanitari ci hanno fatto sapere che la solidarietà che pure si sta dimostrando in forme straordinarie in queste ore, non è sufficiente. Servono tante cose e servono in quantità e in tempi diversi. Ecco perché abbiamo chiesto al Comune di erogare un contributo finanziario che sarà lo stesso Ospedale ad utilizzare per le necessità immediate.
Ribadiamo, quindi, al Sindaco la richiesta di convocare la Giunta e disporre un finanziamento a favore dell’Ospedale di almeno 100 mila euro. Quando questa pratica arriverà in Consiglio, abbiamo garantito la nostra presenza e il nostro voto favorevole.
E’ venuto il momento della responsabilità collettiva: tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, a cominciare dalle istituzioni che rappresentano tutti i cittadini.
Del resto la parola “Comune” indica, già nel nome, l’istituzione nella quale una comunità si riconosce, cerca e trova risposte. Risposte che abbiamo tutti il dovere di dare.

Quicosenza.it

Il Dispaccio