Sergio Mattarella

Io sto con Mattarella senza se e senza ma

Sergio Mattarella sul corpo di suo fratello Piersanti ucciso dalla mafia

Sergio Mattarella sul corpo di suo fratello Piersanti ucciso dalla mafia

Sto cancellando dai miei contatti Facebook tutti coloro che stanno attaccando il Presidente della Repubblica che ha esercitato una prerogativa assegnatagli dalla Costituzione. E’ successo anche in altri momenti della storia repubblicana che queste prerogative siano state esercitate dai Presidenti della Repubblica nei confronti di maggioranze ben più ampie e altrettano sostenute dal consenso popolare di quelle di oggi e nessuno ha urlato a complotti e si è sempre trovato un punto di equilibrio tra i diversi poteri dello Stato. Il Presidente è il Capo dello Stato, garante della Costituzione e dei trattati internazionali. Se si vuole l’Italia fuori dall’euro bisognava avere il coraggio di dirlo a tutti gli italiani con franchezza. Nessuno di questi signori ha fatto la campagna elettorale su questo ma su una giusta esigenza, che condivido, di riefinizione dei trattati. La vera questione è che hanno fatto di Savona un casus belli per andare al voto. Con la Lega che si è giocato i cinque stelle e Di Maio come polli, visto che alle elezioni, scommetto 100 euro contro un fagiolo, si ripresenterà con Berlusconi che si potrà anche candidare. Il tutto sulla pelle degli italiani, con lo spread che si sta già mangiando i mutui e la borsa le imprese. Se volete per l’Italia il destino della Grecia del governo con Varoufakis con la gente che correva ai bancomat, impiegati statali licenziati e pensioni cancellate (altro che riforma della Fornero) dovete avere il coraggio di dirlo agli italiani, Perché nessun partner internazionale rinuncierà ai suoi crediti con l’Italia perché un Savona, un Di Maio o un Salvini qualunque fanno la voce grossa. La rinegoziazione dei trattati vuole politica, mediazione, capacità di costruire alleanze, magari anche unità di tutte le forze politiche italiane, perchè no ? L’Italia si difende così, non con le chiacchiere contro le “inique sanzioni” di mussoliniana memoria, e sappiamo la fine che abbiamo fatto. Io alla Costituzione nata contro quel signore che distrusse l’Italia continuo ad essere attaccato. Io sto con Mattarella senza se e senza ma.

Il senso della misura

Mattarella sul volo di linea

Si fa un gran parlare della scelta del Capo dello Stato di recarsi a Palermo, la sua città, usando un volo di linea. Un bel gesto, intendiamoci, soprattutto perché non dovuto. Mi spiego, se Mattarella avesse scelto di andare a Palermo con un volo di Stato, come gli spetta, avrebbe fatto il suo dovere, cioè non esporre la massima carica dello Stato della settima potenza industriale del mondo a potenziali rischi. Dico ciò perché sinceramente trovo fastidiosa certa tendenza a mettere in risalto gesti che vanno invece valutati nella loro giusta dimensione. Mattarella ha valutato, insieme agli apparati di sicurezza, che recarsi a casa con il volo di Stato era una spesa che si poteva risparmiare e compatibile con le esigenze di sicurezza. Con senso delle cose e della misura. Che è ciò che davvero dovremmo chiedere non solo alla politica ma all’intera classe dirigente. Non la ricerca populista di atteggiamenti pauperistici a cui non crede più nessuno, ma un sano ed esemplare senso della misura.

Il Travaglio de “Il Fatto Quotidiano”

Il Grande Inquisitore

Tomas de Torquemada, il Grande Inquisitore

C’è qualcosa di vagamente patologico nell’ossessione inquisitoria di Travaglio e de “Il Fatto Quotidiano”. Lo dico con sincera preoccupazione. In quel “Mattarella è una brava persona, però…” c’è qualcosa che è degno dello studio attento del miglior Sigmund Freud. Il cercare antichi vizi, personali e di parenti e affini fino al sesto grado, è certamente un modo per riaffermare disperatamente il ruolo di Torquemada incorruttibili che si sono ritagliati nel circo mediatico, ma anche il segno di una involuzione malata che rasenta l’autismo giornalistico. Ammettere semplicemente di non averne imbroccata una in tutta questa vicenda del Quirinale, che Renzi è il PD sono stati bravi e che la trovata di Magalli presidente è stata solo una emerita cretinata che non è riuscita neanche a far ridere qualcuno sarebbe, da parte di questi ineffabili paladini dell’onestà, un atto onesto. Ma non c’è cosa più difficile per un qualunquista ammettere di non avere capito, anche questa volta, “una beata m…”.