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Primo Maggio di speranza per tutti…

Primo Maggio 2020

Così immagino questo Primo Maggio del 2020…colori di speranza che emergono dal grigio di questi giorni terribili. Ce la faremo…#insiemecelafaremo #primomaggio2020 #andratuttobene

25 Aprile 1945-25 Aprile 2020. 75 anni di libertà per la libertà di tutti, anche in questi difficili giorni…

25 Aprile 2020

75 anni fa fummo liberi dall’oppressione del nazifascismo e dalla tragedia della guerra. Oggi stiamo apprezzando, forse più che in qualsiasi altro momento, il valore di quella conquista. Ma questo 25 aprile del 2020 sia anche l’occasione per ricordare che la lotta per la libertà non avrà fine sino a quando un solo uomo sulla terra non sarà libero di vivere con dignità, fiducia e speranza nel futuro. Solo così, anche dopo questi difficili giorni, saremo veramente liberi. BUON 25 APRILE A TUTTI. #25aprile2020.

 

La scuola in emergenza e la sfida di un futuro che è già dentro di noi

Didattica a distanza

(Pubblicato su “Il Quotidiano della Calabria” del 16 aprile 2020).

Intervengo volentieri nel dibattito suscitato sulle pagine de “Il Quotidiano” sui temi sollevati all’interno della scuola italiana a causa dell’emergenza corona virus, stimolato anche dall’intervento del mio “maestro ed autore”, il prof. Giuseppe Trebisacce, a cui mi lega una ultradecennale amicizia e frequentazione culturale.
Personalmente ritengo che, nonostante i limiti strutturali che proprio Trebisacce ricordava nel suo intervento, la scuola italiana stia, nel complesso, reagendo bene all’emergenza sanitaria.
In attesa di dati statistici completi sui quali svolgere un’analisi più approfondita credo si possa dire che i dirigenti scolastici, gli insegnanti, i ragazzi e le famiglie stanno fronteggiando con senso di responsabilità e abnegazione una situazione del tutto nuova e inattesa.
Il Governo e il Ministero hanno mobilitato risorse importanti: sono stati acquistati e distribuiti in comodato d’uso apparecchiature elettroniche agli studenti che ne erano sprovvisti, ci si è organizzati con piattaforme di videoconferenza per le lezioni e per lo svolgimento dei compiti, insegnanti e ragazzi si stanno “vedendo” attraverso gli schermi dei PC e degli smartphone, ecc..
Resta il problema della copertura della connessione che è essenzialmente un problema da “ultimo miglio” perché ormai quasi tutti i comuni italiani sono dotati di fibra e su cui molto si dovrà fare nei prossimi giorni.
Per certi versi, infatti, questa drammatica crisi ha posto più che mai all’ordine del giorno il tema del diritto ad INTERNET come una nuova frontiera della democrazia moderna.
Del resto occorre rendersi conto che la rivoluzione digitale, come quella della stampa nel XVI secolo, non ha prodotto soltanto una maggiore rapidità della comunicazione ma ha sollecitato nuove domande, ha prodotto  nuovi contenuti, ha creato nuovi bisogni.
Come diceva il grande poeta tedesco Rainer Maria Rilke: “il futuro entra in noi, per trasformarsi in noi, molto prima che accada”.
Ecco, io credo che nella scuola, forse più che nel resto della società, stia avvenendo proprio questo. L’innovazione, nonostante resistenze e ostilità, è penetrata profondamente.
Quando ho iniziato la mia carriera come insegnante, le domande erano cartacee, i computer a scuola erano merce ancora rara, un laboratorio era un avvenimento, le lavagne erano di ardesia e ci si sporcava le mani di gesso.
Oggi è cambiato tutto: se non ci fosse stata la spinta all’adeguamento tecnologico e professionale degli ultimi vent’anni non si sarebbe riusciti a mettere su, praticamente dal nulla e in pochissimo tempo, la didattica a distanza.
Insomma, sinceramente, non mi pare che su questo tema si possa essere del tutto insoddisfatti della reazione della nostra scuola.
Ovviamente restando consapevoli che nessuna didattica a distanza potrà mai compensare o sostituire quella in presenza. Su questo occorre essere chiari. Il processo di insegnamento ed apprendimento è strettamente legato a quello della socializzazione che ne è, in qualche modo, la componente fondamentale.
Per dirla banalmente si insegna e si apprende insieme, non individualmente dietro lo schermo di un PC o di uno smartphone ! A meno che non ci sia qualcuno in giro oggi disponibile a riprendere le radicali posizioni di Louis Althusser che indicava nella scuola uno degli apparati ideologici dello Stato, e quindi accarezzare l’idea di una società descolarizzata e di forme di autoeducazione individuale di massa mediate dalle eccezionali opportunità che offrono le nuove tecnologie !
La sfida, dunque, sta nel come incoraggiare, sostenere, spingere in avanti questo processo di innovazione attraverso una responsabilizzazione sempre più crescente degli insegnanti, delle famiglie, degli studenti. E non solo in tempi di emergenza ma sempre, anche nei tempi normali.
Ma la parte maggiore la devono fare soprattutto gli Stati, che devono abbandonare le politiche malthusiane cui accennava il prof. Trebisacce nel suo articolo.
Scuola e sanità sono i pilastri su cui si basa lo sviluppo stesso della democrazia. La drammatica crisi che stiamo vivendo ce lo sta letteralmente sbattendo in faccia.
Il nostro impegno sarà soprattutto quello di non farlo dimenticare dopo che tutto, speriamo presto, sarà finito.

Il Quotidiano 15 aprile 2020Il Quotidiano 15 aprile 2020

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Il Quotidiano della Calabria 15 aprile 2020

Pasqua 2020, il passaggio alla normalità…

Buona Pasqua 2020

Pasqua significa passaggio. Ecco, il migliore augurio è quello che possiamo lasciarci alle spalle tutto quanto stiamo vivendo e che si torni presto alla normalità. Buona Pasqua #andratuttobene.

Emergenza corona virus 9…Cosa davvero non dovrà essere come prima…

Tutto andrà bene

Riflettevo, in questa triste Domenica delle Palme, sul fatto che questo nostro popolo sta dimostrando una grande forza d’animo e una grande disciplina. Nonostante una comunicazione spesso confusa, alimentata dal vecchio vizio del gioco a chi la spara più grossa, la quasi totalità delle persone sta rispettando regole dure, per il bene di tutti. Capisco che fanno più notizia i pochi furbi ma la vera novità è questo popolo, spesso additato come anarchico e indisciplinato nelle barzellette che amiamo raccontarci con un certo masochismo, che resiste. Tutto finirà e lo voglio dire, quando accadrà, dovremo tornare alla vita sociale. Meglio di prima. Perché non è questo il nostro difetto ma l’egoismo che c’era anche al di là del Corona Virus. In questo, tutti quanti noi, dovremo fare in modo che le cose cambino, davvero e per sempre. E’ questo che non dovrà più essere come prima. #andratuttobene #insiemecelafaremo

Emergenza corona virus 8…San Giuseppe, la Festa del #restiamoumani

Fiera di San Giuseppe Cosenza

Fiera di San Giuseppe a Cosenza

Per noi cosentini oggi non è soltanto la Festa di San Giuseppe ma quella della Fiera, delle zeppole, del ritrovarsi insieme a festeggiare i papà e noi stessi. Perché si è sempre figli e si è sempre papà. Da secoli è sempre stato così. Oggi festeggiamo in tono minore, senza la Fiera, che era il nostro modo per che quando li vivevamo non ci sembravano così importanti. Ma oggi sia l’occasione, per tutti, di restare confrontarci con il mondo al di fuori di noi, con i colori, con le merci povere, con l’umanità varia che ci raggiungeva da luoghi lontani e vicini. La Fiera ci manca ma torneranno presto quei giorni felici umani, vivi, solidali. Anche questo giorno ci avvicina alla luce in fondo al tunnel. #andratuttobene #restiamoumani.

Emergenza corona virus 7…L’alternativa alla paura

Paura collettiva del corona virus

“Il buon senso c’era. Ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”. Ricordate Manzoni. A me terrorizza la paura. Se non cerchiamo di essere razionali nonostante la paura, fra 15 giorni, se la situazione non migliora, la gente comincerà a sparare dai balconi contro chi non porta le mascherine. Altro che canti e balli. Ricordiamoci sempre che l’alternativa alla paura è l’amore. #restiamocalmi #andratuttobene