Rende

Si a referendum popolare su città unica

Veduta di Cosenza dall'alto

Non c’è da perdere altro tempo: si proceda in tempi rapidi ad un pronunciamento popolare sulla istituzione della città unica della area metropolitana cosentina.
È un tema che va discusso e affrontato senza steccati politici e pregiudiziali di schieramento.
Le affermazioni dei Sindaci di Cosenza e Rende sulla possibilità di realizzare la città unica vanno accolte e non lasciate cadere.
Si convochino subito i consigli comunali di Cosenza e Rende e di tutti i comuni della area urbana interessati.
Per quanto ci riguarda, questo è stato uno dei punti prioritari del programma elettorale con il quale il PD e il centrosinistra si sono presentati alle scorse elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Cosenza.
Di fronte a processi di unificazione urbana che, di fatto, sono ormai compiuti da anni è questa l’unica vera prospettiva per restituire a questo territorio una funzione e un ruolo che sono andati perdendosi negli ultimi anni.
La Calabria ha bisogno di una nuova grande città capace di sviluppare nei prossimi decenni processi di forte innovazione e uscire da anacronistiche divisioni municipalistiche. Alla luce di quanto ha evidenziato la pandemia Covid diviene sempre più urgente pervenire a nuove forme di organizzazione urbana, partendo da un riordino dei servizi per essere all’altezza di una nuova necessaria domanda sociale.

 

Gabriele Petrone

(Segretario Circolo PD “Centro Storico e Frazioni”)

Damiano Covelli

(Capogruppo PD Consiglio Comunale di Cosenza)

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Il commissariamento del PD produce solo danni

Logo del PD
Il primo dato che emerge dalle elezioni amministrative è la conferma ulteriore di come i commissariamenti aggravano le criticità e non risolvono i problemi che pur esistono.
I risultati del turno di ballottaggio ci consegnano un quadro molto chiaro che premia da una parte la continuità amministrativa (Rende e Montalto) e dall’altra una coalizione civica con una forte caratterizzazione di rinnovamento e ambientalista (Corigliano-Rossano).
Quello che riteniamo del tutto insufficiente e dequalificante è l’azione dei commissari cittadini, nominati dal Commissario regionale, di Rende e Corigliano-Rossano che di fatto non hanno consentito al PD di esercitare la sua azione politica, determinando sbandamento, inconsistenza e marginalità.
Non sarà sfuggito a nessuno che il commissario regionale ha avocato a sè ogni decisione su questi due importanti centri della nostra Provincia, delegando ogni azione e scelta ai commissari cittadini. Sono rimaste inascoltate le raccomandazioni del Segretario provinciale sull’utilizzo del simbolo, così come a Rende non si sono voluti ascoltare e consultare gli iscritti e le iscritte al partito, così come richiesto dallo stesso Segretario.
Hanno voluto agire, invece, i commissari con scientifico e certosino lavoro al fine di adottare scelte e decisioni che potessero far scomparire il PD, pregiudicandone ogni iniziativa.
Potevamo essere oggi a festeggiare vittorie storiche e invece ci troviamo a ringraziare i tantissimi iscritti che, nel vuoto più totale creato dai commissari, hanno salvaguardato il Partito Democratico attraverso un impegno diretto a sostegno delle buone amministrazioni e di progetti credibili e robusti di cambiamento culturale prima ancora che generazionale.
Durante i ballottaggi i commissari sono rimasti del tutto inerti e solo a Montalto l’azione diretta del Segretario provinciale è riuscita a correggere l’impostazione deficitaria seguita dal PD al primo turno.
Da queste premesse i commissari cittadini ne traggano le giuste conseguenze e riconsegnino immediatamente il PD agli iscritti e agli elettori del PD.

Gabriele Petrone

Franco Madeo

Eleonora Ienaro

Componenti della Segreteria Provinciale del PD

 Articolo su il Fatto di Calabria

Il Quotidiano dell’11 giugno 2019