Giulio Grandinetti

Giulio Grandinetti, la credibilità dell’informazione e l’autonomia della politica

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Dieci anni fa, il 22 aprile del 2007, moriva per gli effetti di una rapida e inesorabile malattia, Giulio Grandinetti.

Giulio è stato molte cose nel corso della sua vita: sin dalla giovanissima età dirigente assai ascoltato del PCI-PDS-DS, stimato imprenditore del ramo assicurativo e tra i fondatori de “Il Quotidiano”.

Confesso, per me che ho avuto l’onore di essere uno dei suoi amici più intimi, tutta la commozione e la difficoltà nel ricordarlo oggi, a dieci anni dalla sua scomparsa a chi non l’ha conosciuto.

Giulio Grandinetti, infatti, merita di essere ricordato intanto per l’esempio di militanza politica attiva e disinteressata nella sinistra cosentina tanto da rifiutare più volte il passaggio nelle istituzioni che pure gli era stato offerto, preferendo il ruolo di consigliere e, in alcuni momenti, di vera e propria eminenza grigia dei gruppi dirigenti del partito. Continua a leggere

Quattro anni fa moriva Giulio Grandinetti…Il ricordo dei suoi ultimi giorni nella bufera della bufala “Why Not”.

Giulio Grandinetti con Enza Bruno Bossio

Giulio Grandinetti con Enza Bruno Bossio


Il 22 aprile del 2007, dopo una breve e micidiale malattia si spegneva Giulio Grandinetti. Imprenditore nel ramo assicurativo e dirigente politico sin dalla più tenera età nel PCI-PDS-DS, era stato anche amministratore delegato de “Il Quotidiano della Calabria”, contribuendo notevolmente all’affermazione di questa testata nel panorama editoriale calabrese. Negli ultimi anni aveva svolto l’incarico di capo struttura del Vice Presidente della Giunta Regionale, Nicola Adamo.
Giulio era uomo di specchiata dirittura morale, con un rigore che gli era riconosciuto da tutti. Apparteneva a quella schiera di persone che stanno sempre dalla stessa parte e che concepiscono il loro impegno come servizio, in qualunque ruolo sono chiamati.
Fu nella veste di collaboratore di Nicola Adamo che ricevette, nell’ambito della roboante inchiesta Why Not dell’allora PM De Magistris, un avviso di garanzia per una presunta associazione a delinquere insieme allo stesso Nicola Adamo e ad Enza Bruno Bossio.
In verità, in quel settembre del 2006 il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, dott. Lombardo, smentì che ad essere raggiunto da avviso di garanzia fosse il Giulio Grandinetti collaboratore di Nicola Adamo, ma un omonimo commercialista di Cosenza che subì anche una minuziosa perquisizione del suo studio e della sua abitazione.
Pochi giorni dopo, Giulio già malato, il Procuratore Lombardo fu smentito da De Magistris che invece individuava proprio nel nostro Giulio l’obiettivo della indagine.
Cos’era successo ? Ai fini di mettere in piedi l’accusa di associazione a delinquere si tirò dentro Giulio Grandinetti senza neppure accorgersi che era la persona sbagliata.
Si parlò della fantomatica Loggia affaristico-massonica di San Marino e si finì per coinvolgere anche Prodi e Mastella, fatto che fu determinante per la caduta dell’allora governo di centrosinistra.
Tutto ciò diede al PM De Magistris una straordinaria proiezione mediatica che lo portò nel 2009 al Parlamento Europeo, in tempo per vedere tutte le sue inchieste sciogliersi come neve al sole, mentre persone perbene venivano additate al publbico ludibrio.
Nel novembre 2009 il GIP archiviò tutte le accuse a carico di Giulio Grandinetti collaboratore di Nicola Adamo per la loro insussistenza, restituendogli, purtroppo postumi, onore e dignità.
Mi sembrava giusto ricordare tutto ciò nell’anniversario della sua morte per riflettere, ancora una volta, su quanto è successo negli ultimi anni di ubriacatura giustizialista.

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