Europa

Basta ciance…Buon 25 aprile

Festa del 25 aprile, Festa della Liberazione

Provateci un attimo…solo per un attimo provate ad immaginare cosa sarebbe successo se il 25 aprile del 1945 avessero vinto quegli altri…

Capirete allora il fastidio che mi produce il riproporsi ogni anno delle solite polemiche su questa Festa.
Vi apparirà anche discutibile l’ultima arrivata da Roma, quella sul con chi sfilare e con chi no. Per fortuna a Milano e nel resto d’Italia il corteo sarà, come sempre di tutti.
Perché io ci penso ogni anno a come sarebbe stata l’Italia, l’Europa e il mondo se a vincere fossero stati quegli altri.

Perché la libertà, la democrazia e la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo sono cose serie, per le quali dobbiamo ringraziare il cielo (e coloro che ce le hanno conquistare) tutti i giorni. E temercele ben strette, altro che ciance…

Orgoglio PD…

Orgoglio PD foto

Lo dico con orgoglio, nessun partito in Italia e forse in Europa, discute così apertamente e appassionatamente di sé, dell’Italia, dell’Europa e del mondo. Solo per questo dobbiamo mostrare tutti grande responsabilità. E chi a noi guarda anche da posizioni diverse, dovrebbe mostrare rispetto. Ce la faremo #AssembleaPD

La vera maggioranza…

Bandiere

Immaginate per un attimo che i protagonisti di questi ultimi anni della vita del PD semplicemente non esistessero.

Niente Renzi, Bersani, Speranza, Letta, D’Alema, Emiliano e co.

Comunque dovremmo discutere di questo PD, del suo ruolo, della sua funzione perché al di fuori di esso rimarrebbero comunque Grillo, Salvini, Berlusconi, Trump, la Brexit, l’Europa in dissoluzione, l’emergenza del Medio oriente e del nord Africa, il dramma dell’immigrazione, la minaccia del terrorismo, il dramma globale della povertà, ecc..

Perché l’aver voluto, giustamente, tenere aperto un partito riformista in questi anni è stata una scelta giusta.
Non a caso a noi guarda ancora oltre un terzo dell’elettorato italiano, siamo la prima forza politica della sinistra in Europa, nonostante tutto. Continua a leggere

Silenzio, per favore.

Cattedrale di San Benedetto da Norcia

È crollata la cattedrale di San Benedetto. È un pezzo della storia non solo dell’Italia ma dell’Europa intera. Da San Benedetto ripartì la civiltà occidentale nell’epoca buia delle invasioni barbariche. Un segnale simbolico a questa Europa sempre più egoisticamente chiusa in se stessa, incapace di essere coerente con gli ideali di democrazia e uguaglianza che ne hanno motivato l’esistenza dopo secoli di guerre e divisioni. Un segnale a questa Italia incattivita, alle polemiche sconclusionate e prive di fondamento logico prima che politico. Vi imploro, almeno voi che avete ancora conservato un po’ di senso critico, tacete e intimate agli imbecilli di stare zitti. Perché quella Chiesa, quella Europa e questa Italia, dovremo ricostruirla. Nonostante tutto.

Il voto ungherese

Ungheria referendum del 2 ottobre 2016

Il voto ungherese dimostra che il populismo può trovare un argine nel buon senso democratico degli europei. Purché l’Europa cominci ad essere davvero una dimensione comune e non più una sovrastruttura burocratica.

A Cosenza è necessario ricostruire il senso di una comunità…

Il Dispaccio foto

Intervista su Il Dispaccio.it di Francesca Gabriele

A Cosenza più di tutto occorre ricostruire il senso di una comunità che è andato progressivamente perdendosi, che non significa coltivare il vezzo un po’ snob di parlare in dialetto, ma interrogarsi sul ruolo e sulla funzione che Cosenza deve avere rispetto alla Calabria, al Mezzogiorno, all’Italia e persino rispetto al Mediterraneo e all’Europa. I cosentini sono stati questo nel corso dei secoli, i più europei dei calabresi, i più internazionalisti del Mezzogiorno, quelli capaci di guardare a ciò che si agita nel “mondo grande e terribile”. Noi siamo la città di Telesio, di Salfi solo per fare due nomi, gente che elaborava idee che hanno cambiato l’Europa e il mondo. Il Comune di Cosenza nei primi anni dell’Unità d’Italia votava mozioni per l’abolizione della pena di morte partecipando ad un dibattito internazionale promosso da Victor Hugo e Alexandre Dumas che a Cosenza ha anche abitato scrivendo uno dei suoi racconti. Eppure a Dumas non abbiamo dedicato nessuna via, nessuna piazza, nessun museo. Ecco, io credo che Cosenza debba ritrovare questo orgoglio del suo essere una grande città produttrice di cultura. Che è altra cosa rispetto a certa paccottiglia sulla leggenda di Alarico che non può essere l’unico brand di una città come Cosenza o, con tutto il rispetto, la lista “Capra” di Vittorio Sgarbi. Leggi l’intervista completa

Il valore dell’Europa di pace che i nostri padri hanno costruito

Bruxelles 14

Pubblico solo ora (non lo avevo fatto per rispetto del mio alunno Matteo Barone morto proprio mentre ero lì) le foto della mia esperienza a Bruxelles presso le sedi della UE. Le pubblico perché bisogna ricordare a tutti, in questo momento così difficile, il valore di quanto siamo riusciti a costruire in questi 70 anni di pace in Europa. Per i nostri figli che oggi vivono in questo continente come fratelli e che nessun terrorismo riuscirà a spaventare. Continua a leggere

Risolvere il problema del “nostro” Sud.

L'Italia Rovesciata

Pubblicato su “Il Garantista” del 2 agosto 2015

In tutti i paesi la questione dello sviluppo unitario dei territori ha storicamente rappresentato una questione nazionale che è stata risolta a volte pacificamente e democraticamente a volte con la violenza e la guerra. Perché ogni paese ha un “nord” ed un “sud” e c’è sempre un “nord” più “nord”.

Prendiamo, ad esempio, gli USA, dove la questione Nord-Sud fu affrontata e risolta nel quadro di una delle più feroci guerre dell’età moderna, quando il problema dell’abolizione della schiavitù altro non era che la rappresentazione di un feroce conflitto tra due modelli di sviluppo, uno industriale e proteso all’espansione internazionale, l’altro agrario e chiuso in una dimensione tradizionale di una economia coloniale o post-coloniale.

Si pensi all’URSS staliniana dove industrializzazione e liquidazione brutale dell’economia contadina dentro il quadro ideologico della eliminazione dei kulaki come classe altro non erano che la scelta di un modello di sviluppo che si voleva in grado di competere con le altre potenze capitalistiche. Continua a leggere