pace

Il progresso senza ragionevolezza stritola l’Umanità e invece potrebbe salvarla

Charlie Chaplin nella parodia di Hitler con l'imitatore di Mussolini in Il "Grande Dittatore" (1940).

Charlie Chaplin nella parodia di Hitler con l’imitatore di Mussolini in Il “Grande Dittatore” (1940).

Ricorre in questi giorni sulle TV in uno spot pubblicitario il discorso finale di Charlie Chaplin ne “Il Grande Dittatore” del 1940. C’è da ringraziare i pubblicitari per averlo rievocato. Quando uscì il film gran parte del mondo era già in guerra, la più feroce e distruttiva della storia umana. Il discorso di Chaplin in quel film fu uno straordinario monito. Dopo la guerra quelle parole furono ascoltate, almeno in una parte del pianeta. Riascoltiamole ora in questi tempi bui. Perché il progresso, senza ragionevolezza, non sia macchina che ci stritola ma opportunità per tutta l’Umanità.

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Il semplice buon senso…

Guerra in Siria

Scoppiò una rivolta in Siria contro un feroce dittatore. Questo dittatore era sempre stato amico dei russi e inviso agli americani, a parte dei loro alleati occidentali e agli israeliani.
Gli americani aiutarono ribelli. Altre potenze europee fecero lo stesso. I russi si misero a difendere il dittatore. Ne venne fuori una guerra civile terribile. Ma si scoprì subito che i ribelli erano più feroci del dittatore stesso. Risultato stragi da una parte e dall’altra, profughi e tratta di schiavi da una parte all’altra del Mediterraneo. E il terrorismo islamico in crescita esponenziale. La strage dei bambini con il gas. Ora il bombardamento USA. Non sarebbe ora che il mondo democratico riflettesse davvero su quello che sta succedendo e fermasse l’escalation di guerra e di morte, riconoscendo che, ancora una volta, la pace non è utopia di romantici ma semplice buon senso ? Ovviamente la pace, per essere vera, la devono fare tutti…

Il valore dell’Europa di pace che i nostri padri hanno costruito

Bruxelles 14

Pubblico solo ora (non lo avevo fatto per rispetto del mio alunno Matteo Barone morto proprio mentre ero lì) le foto della mia esperienza a Bruxelles presso le sedi della UE. Le pubblico perché bisogna ricordare a tutti, in questo momento così difficile, il valore di quanto siamo riusciti a costruire in questi 70 anni di pace in Europa. Per i nostri figli che oggi vivono in questo continente come fratelli e che nessun terrorismo riuscirà a spaventare. Continua a leggere

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