Gabriele Petrone

Vaccini ? Si, sempre, grazie…

Vaccini, Si, grazie

Come purtroppo spesso capita in Italia si tende ad ideologizzare tutto.

La scienza, tuttavia, dovrebbe servire a farci ragionare partendo da dati di fatto, che sono anche dati statistici. Dire che alcuni vaccini possono far male alla salute di qualcuno è una ovvietà.

I dati statistici dimostrano però che sono davvero pochi, rarissimi i casi in cui qualche singolo vaccino possa aver fatto male a qualcuno. È compito della scienza ridurre fino a far sparire del tutto questi casi. Ma non vaccinarsi o non vaccinare i propri figli perché si è letto da qualche parte detto da qualcuno (spesso non un medico ma un ciarlatano qualunque la cui parola vale come quella del ciurlatore del bar di sotto) che i vaccini fanno male è da dementi.

Fino al Novecento ci beccavamo le epidemie perché non avevamo i vaccini. E quando si moriva come mosche ce la si prendeva con Manitù e ci si rivolgeva agli stregoni.

Oggi gli stregoni imperversano sul web e per andare contro comunque a tutto e a tutti (magari contro gli affari delle multinazionali del farmaco che notoriamente preferiscono, per semplice logica di profitto, vendere farmaci terapeutici che vaccini) si finisce per ricreare la condizione di una umanità in pericolo. Per questo io dico sempre: vaccini ? Si, sempre, grazie.

Auguri di speranza

Speranza

Pasqua 2017

Pur essendo profondamente laico spero vogliate accettare i miei auguri per Pasqua. Di questa festa ho sempre apprezzato una cosa che per me è di straordinaria importanza. L’idea che qualunque sia l’abisso in cui l’umanità possa precipitare (morte, distruzioni, persecuzioni, sopraffazioni, ecc.) alla fine c’è sempre la speranza e l’opportunità di risorgere. Non è poi forse proprio questa l’essenza stessa del progressismo ? Buona Pasqua a tutti.

I disonesti intellettuali e gli opportunisti italici

L'opportunista e la direzione del vento

Francamente trovo insopportabile l’atteggiamento di tanti “sinistri a nonna” nei confronti del Movimento 5 Stelle rispetto ad un tema tanto cruciale come la democrazia, anche quella interna.
Come si fa a rimanere indifferenti di fronte ad una forza politica che esclude i candidati sulla base dei like che questo mette sui post dei dissidenti ? Come si fa a sbrodolarsi in indignati sproloqui contro la presunta “renzizzazione” del PD e non dire una parola sul reale e concreto stalinismo dei 5 stelle ? Oppure prodigarsi nell’analisi sule responsabilità del PD per la crescita dei 5 stelle nello stesso tempo in cui si bofonchia su possibili alleanze con loro, come se Grillo fosse tanto scemo da prendere i voti e poi farli amministrare a questi che credono di saperla sempre più lunga degli altri ? O forse ci si illude che Beppe Grillo sia un sovrano illuminato a prescindere dalle forche mediatiche che innalza continuamente ? O più semplicemente siamo di fronte al vecchio opportunismo italico condito da copiose dosi di disonestà intellettuale ?

La guerra è business…

War is business

Oggi Luigi Di Maio di fronte alla tragedia della guerra in Siria ha bofonchiato del costo dei missili, 60 milioni di dollari, dicendo che forse era meglio lanciare dollari su quei territori invece che missili. Li per li non ci ho pensato ma è una frase talmente banale e scunchiudente che vincerebbe qualunque gara di idiozia. Michela giustamente ha detto: ma come si fa a parlare dei dollari che costano i missili senza curarti dei morti che provocano. Io dico di più: come fai a non capire che quei 60 milioni di dollari li hanno pagati proprio i morti che quei missili hanno provocato. E che la guerra semplicemente non esisterebbe se non fosse un grande business. Sia per i russi amici che per gli americani nemici o viceversa. E che per i signori della morte e della guerra lanciare missili è semplicemente un fatto di guadagno. E i signori della morte e della guerra i soldi non li buttano mica dalla finestra o dagli aerei.

Il semplice buon senso…

Guerra in Siria

Scoppiò una rivolta in Siria contro un feroce dittatore. Questo dittatore era sempre stato amico dei russi e inviso agli americani, a parte dei loro alleati occidentali e agli israeliani.
Gli americani aiutarono ribelli. Altre potenze europee fecero lo stesso. I russi si misero a difendere il dittatore. Ne venne fuori una guerra civile terribile. Ma si scoprì subito che i ribelli erano più feroci del dittatore stesso. Risultato stragi da una parte e dall’altra, profughi e tratta di schiavi da una parte all’altra del Mediterraneo. E il terrorismo islamico in crescita esponenziale. La strage dei bambini con il gas. Ora il bombardamento USA. Non sarebbe ora che il mondo democratico riflettesse davvero su quello che sta succedendo e fermasse l’escalation di guerra e di morte, riconoscendo che, ancora una volta, la pace non è utopia di romantici ma semplice buon senso ? Ovviamente la pace, per essere vera, la devono fare tutti…

Grazie…

Convenzione 1

Ieri abbiamo tenuto il nostro congresso di circolo. Al di là del risultato delle singole mozioni ciò che riempie di soddisfazione è stata l’eccezionale partecipazione al voto dei nostri iscritti, in linea con i dati che si stanno registrando in Calabria e segnatamente nella Provincia di Cosenza. È una cosa che ci fa ben sperare nel futuro l’attaccamento al partito di tante compagne e compagni in uno dei momenti più difficili della nostra storia repubblicana. Resto convinto che nessuna riforma della politica sarà possibile in questo Paese senza grandi forze popolari e di massa. Uso il plurale non a caso perché la ricostruzione di grandi partiti che praticano al loro interno la democrazia è un problema che riguarda tutti, non solo il PD.

Lasciatemi dunque ringraziare tutti coloro che ieri hanno dedicato parte del loro tempo per partecipare ai nostri lavori. Un grazie particolare consentitemi infine di rivolgerlo ai compagni che, con il loro lavoro e il loro contributo politico ci hanno consentito di fare di ieri una vera e propria festa di partecipazione: Raffaele Zuccarelli, Damiano Covelli, Luigi De Cicco, Roberta Vivacqua, Domenico De Luca, Andrea Adamo.

Ringrazio inoltre Franco Ambrogio, Nicola Adamo, Enza Bruno Bossio, Luig Guglielmelli, Ernesto Magorno, per i loro interventi al nostro congresso, così come il garante Domenico D’Ambrosio, e i presentatori delle mozioni Enzo Damiano per la mozione Orlando e Marco Ambrogio per la mozione Emiliano. E avanti per fare ancora più grande questo nostro PD. Continua a leggere

Cosa significa “primato della politica”.

Antonio Gramsci

“L’elemento popolare “sente”, ma non sempre comprende o sa; l’elemento intellettuale “sa”, ma non sempre comprende e specialmente “sente”. È dunque necessario evitare due estremi: “la pedanteria e il filisteismo da una parte e la passione cieca e il settarismo dall’altra”. Pertanto “l’errore dell’intellettuale consiste nel credere che si possa sapere senza comprendere e specialmente senza sentire ed esser appassionato”.

Come se “l’intellettuale possa essere tale (e non un puro pedante) se distinto e staccato dal popolo-nazione, cioè senza sentire le passioni elementari del popolo”.
(Antonio Gramsci, “Quaderni del carcere”).

Questa citazione si trova nelle tesi che sostengono la mozione Renzi-Martina al congresso del PD.
Qui sta il senso stesso della affermazione “primato della politica” per un partito riformista che vuole affrontare i problemi del tempo presente.

Non è affatto facile, ma dobbiamo riuscirci.

La vera natura del Movimento 5 Stelle

Caricatura di Grillo

C’è una cosa che molti, per sciatteria, per sciocco idelogismo o per becero opportunismo fanno finta di non vedere: la vera natura dei 5 stelle.

Se il PD, dopo aver fatto celebrare le primarie in un qualunque comune dello Stivale, avesse negato il simbolo al vincente per darlo al perdente, avrebbe avuto le Federazioni occupate da militanti incazzati e il linciaggio mediatico di tutti, giornali, TV, Rete, talk show, ecc.
Grillo, tranne qualche rara eccezione, non solo non subisce il linciaggio mediatico ma viene allisciato e blandito, la protesta dei suoi militanti viene derubricata a semplice protesta sulla rete, quindi nemmeno fisica.

Se un qualunque sindaco del PD avesse operato come i neanche sei mesi della Raggi a Roma vedremmo innalzare le forche in Campidoglio. Continua a leggere