Fidel Castro

26 luglio 1953: assalto alla Miocada ed inizio della rivoluzione cubana

Caserma della Moncada a Santiago de Cuba

Caserma della Moncada a Santiago de Cuba

C’è un episodio oggi quasi dimenticato della storia del ‘900, l’assalto alla caserma Moncada a Santiago de Cuba il 26 luglio del 1953. Fidel Castro, il fratello Raul e una manciata di rivoluzionari tentarono di impadronirsi della Caserma Moncada a Santiago approfittando del Carnevale cubano che si svolge proprio in quei giorni. Fu un fallimento culminato con caduti, arresti, torture ed esecuzioni sommarie del regime di Fulgencio Batista. Ma Fidel Castro, con la sua difesa nel processo lo trasformò in un successo politico, preludio della rivoluzione dei “barbudos” della Sierra Maestra del 1959 a cui partecipò anche Che Guevara. È stata forse l’ultima vera rivoluzione dell’età contemporanea, con le sue luci e le sue ombre. Comunque animata dal desiderio e dalla volontà di costruire un “mondo nuovo”. Almeno di quel desiderio e di quella volontà ci sarebbe bisogno anche oggi.

Uomini che segnano la storia…

Fidel Castro

Ci sono uomini che, con le loro azioni, giuste e sbagliate che siano, segnano la storia dei tempi che vivono e quello delle generazioni future. Tutto si potrà dire di Fidel Castro ma nessuno potrà mai negarne il ruolo di avere saputo portare una piccola isola marginale al centro della storia del mondo. Fu vera gloria ? A volte si, a volte no. Nessuno comunque potrà scrivere una storia del secolo breve senza incrociare il nome di Fidel Castro Ruz. Adios, Fidel…

La blogger cubana Yoani Sanchez contestata a Perugia

Sanchez contestataSanchez

Domenica scorsa la nota blogger cubana Yoani Sanchez era stata invitata a tenere una conferenza al Festival del giornalismo di Perugia. Proprio nel momento in cui stava per prendere la parola è stata rumorosamente contestata da una trentina di “castristi” italiani.

Che esistessero “castristi” in Italia mi giunge nuova. Non mi sorprende, però, l’intolleranza ideologica di certa parte della sinistra italiana, per fortuna elettoralmente e politicamente ormai assai marginale nel nostro Paese.

La giovane cubana che con grande sacrificio personale e non poche persecuzioni conduce la sua battaglia per la libertà di informazione nel suo Paese, ha espresso un commento che è stata come una lapide per i contestatori: “Anche noi a Cuba vorremmo protestare come hanno fatto loro. E’ bello vedere gente libera di manifestare e per questo li ringrazio. Le loro proteste rendono più alta la mia voce”.

La cosa più sorprendente è che questi “castristi” italiani si sono dimostrati anche più intolleranti di quelli originali, che comunque alla Sanchez hanno concesso un permesso per un ciclo di conferenze in Europa.

A Cuba sono stato anch’io, due volte. Del mito rivoluzionario di Fidel Castro e Che Guevara, sinceramente, ho ritrovato ben poco. Solo molta miseria, una popolazione comunque molto dignitosa e, nonostante tutto, allegra.

La stessa allegria con la quale dico ai “castristi” italiani: “una risata vi seppellirà”.