La banalità del male e il male del complottismo…

Le scarpe delle vittime dei campi di sterminio nazisti

Le scarpe delle vittime dei campi di sterminio nazisti

Riflettevo questa mattina con i miei studenti sui due fatti di questa giornata: l’anniversario dell’eccidio di Capaci e il drammatico attentato di Manchester.

Due fatti assolutamente diversi, ovviamente, ma che ci hanno spinto a riflettere sul tema del male.

Chi uccise Falcone, la moglie e la sua scorta era un vile assassino che a guardarlo non gli avresti dato due lire, Totò Riina.

Basso, tarchiato, rozzo pur nella sua finissima intelligenza criminale.

Chi ha compiuto la strage di Manchester, assai probabilmente, sarà stato un ragazzo vestito come le sue vittime, con lo zainetto nel quale portava la sua bomba.

Un tipo come tanti, mimetizzato tra le sue vittime.

E allora cos’è il male ? Sono oscuri cospiratori chiusi in lontani castelli che complottano contro l’umanità come gli uomini della Spectre dei film di 007 o persone normalissime a vedersi che non riconosci per strada ?

Ricordo a me stesso che la teoria dei complotti internazionali non è nuova nel mondo. L’olocausto degli ebrei fu giustificato anche con la pubblicazione di un documento falso, il “Protocollo dei savi di Sion” che prefigurava un complotto internazionale che muoveva il grande capitalismo internazionale e perfino il bolscevismo che quel capitalismo aveva abolito in Russia.

Come è andata a finire lo sappiamo tutti. Ecco perché diffido dal complottismo. Cercare nemici potenti e onnipotenti in una dimensione mitica è spesso un modo per giustificare il male vero, che ha facce, mani e fa cose molto concrete.

Falcone lo sapeva bene quando diceva che la mafia era un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un inizio e avrà anche una fine.

Il male non ha il volto del demonio, ma quello di un oscuro burocrate come Eichmann, come quello da contadino di Totò Riina, come quello da ragazzetto che è entrato in un concerto con una bomba. Possono essere sconfitti soltanto se sappiamo riconoscerli, perché il male che portano dentro, spesso è anche dentro di noi…

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