Gabriele Petrone

Chi sei, tu che ci uccidi…

Brenton Tarrant, l'autore della strage in Nuova Zelanda

Brenton Tarrant, l’autore della strage di Christchurch in Nuova Zelanda

Chi sei, tu che ci uccidi,
Che filmi la nostra morte
Che ci odi
Predicando vendette senza senso
Se non nella tua rabbiosa solitudine?
Noi sappiamo che non siamo colpevoli
Se non di vivere.
Tu, che hai vissuto solo del tuo odio,
Non esistevi quando ci uccidevi
E non esisterai neppure domani.

Con Nicola Zingaretti il PD riconquisterà il ruolo che gli spetta

Le Primarie di domenica 3 marzo hanno rappresentato certamente un vero e proprio punto di ripartenza. Rispetto alle previsioni della vigilia, infatti, la partecipazione è stata ampia (quasi un milione e settecentomila persone si sono recate ai seggi allestiti in tutta Italia) segno di una volontà di rilancio che l’elettorato del PD ha voluto dimostrare per superare la crisi apertasi dopo la disfatta elettorale del 4 marzo dell’anno scorso. Anche il risultato chiaro e netto (quasi il 70 per cento) conseguito da Nicola Zingaretti è significativo del bisogno di una leadership pienamente legittimata dal voto popolare e sganciata da tentazioni di “aggiustamenti” politicistici o correntizi. Un dato, quella della partecipazione al voto e del risultato di Nicola Zingaretti, assai omogeneo su tutto il territorio nazionale, Calabria compresa. Tuttavia, sostenere che i problemi del PD siano stati risolti dalla riuscita dell’evento delle primarie, sarebbe alquanto ottimistico. Il PD soffre di una crisi le cui radici affondano nello stesso modo con cui la sinistra ed il centrosinistra si sono organizzati, a partire dalla fine della cosiddetta Prima Repubblica. Una riflessione ben più profonda di quanto il dibattito interno al PD e al centrosinistra ha offerto finora sarebbe dunque auspicabile e ci si aspetta molto dalla direzione di Nicola Zingaretti, notoriamente un uomo di governo e amministratore assai accorto e competente. La crisi evidente che, giorno dopo giorno, sta manifestandosi nel governo giallo-verde, soprattutto nella sua componente grillina, dimostra come si siano aperti spazi politici notevoli e assolutamente impensabili solo qualche mese fa. Sta al PD e a un gruppo dirigente capace di esprimere, davvero e finalmente, innovazione e unità, saper cogliere queste opportunità per tornare ad occupare il ruolo centrale nel sistema politico italiano che spetta al centrosinistra.

Il Casinista

Articolo su  pubblicato su: www.ilcasinista.com

Donna è diversità che migliora chi gli sta vicino

Io l'8 marzo tutto l'anno

Quello che non capiranno mai purtroppo moltissimi maschi è che le donne sono diverse, sono altro, spesso sono meglio. Spesso basta solo la presenza di una donna in un gruppo, in un team o in una stanza per rendere tutti migliori. Eppure tanti, troppi, continuano a pensare le donne come ad una “proprietà” del maschio, ai diritti come ad una concessione benevola e non come uno strumento di valorizzazione collettiva. Bene ricordarlo con un governo che, da un momento all’altro, potrebbe perfino varare un decreto per ripristinare il “delitto d’onore”.

 

Primarie 2019: Grazie !!!

Primarie del PD 3 marzo 2019

La straordinaria partecipazione di tanti cittadini alle primarie di domenica testimonia che il PD, dato per morto un anno fa, resta un punto di riferimento fondamentale della democrazia italiana. Voglio ringraziare gli oltre 900 elettori del seggio del Centro storico e Frazioni che domenica hanno deciso di esserci e di scegliere. È stata una festa di democrazia vera e non virtuale. Un ringraziamento ai volontari che domenica, sin dalle prime luci dell’alba e fino a tarda sera hanno garantito lo svolgimento regolare delle operazioni di voto. Il voto anche a Cosenza si inserisce pienamente nel trend nazionale, sia per quanto riguarda la partecipazione sia nel risultato per la scelta del segretario. A Nicola Zingaretti, che come Circolo abbiamo sostenuto con convinzione, gli auguri di buon lavoro in un compito non semplice che ieri, però, ha avuto una importante legittimazione popolare.

Su Viale Parco il Sindaco la smetta con il gioco delle tre carte.

Il cantiere del Viale Parco

Il cantiere del Viale Parco

Con un post su Facebook il Sindaco di Cosenza oggi ci rivela di essere un difensore della realizzazione della Metro. Tutto ciò non può che fare piacere.
Evidentemente per Mario Occhiuto la Metro ha finalmente cessato di essere un’opera inutile” che “sventrerà la città e il viale Parco” per come dichiarava in campagna elettorale, promuovendo persino i banchetti per raccogliere firme contro, fino alle minacce di “bloccare i cantieri”.
La smetta, dunque, Mario Occhiuto, di prendere in giro i cosentini indossando ora i panni del no Metro ora quelli del “sindaco delle opere pubbliche” e si assuma fino in fondo le sue responsabilità.
Dica la verità, una volta tanto, e spieghi alla città che il cantiere per il quale ha chiuso il Viale Parco non è quello della Metro ma quello del cosiddetto “Parco del Benessere”, l’opera che ha voluto a tutti i costi nell’accordo quadro con la Regione per la realizzazione della Metro leggera.
La smetta di raccontare bugie oscillando tra la minaccia di bloccare il cantiere (reiterata appena qualche settimana fa per scaricare sulla Regione le colpe della sua scriteriata gestione del traffico) e oggi rispondere a chi, giustamente, gli chiede che il Viale sia aperto e i cantieri riorganizzati, che la domanda deve essere rivolta alla Regione (sic) !
Si convinca Occhiuto, che il tempo delle bugie e del gioco delle tre carte è finito: faccia il sindaco se ne è capace. Riapra Viale Parco e riorganizzi i cantieri del cosiddetto Parco del Benessere e della Metro secondo criteri razionali, che, finora, non ha adottato, ponendo fine allo stress cui sta sottoponendo tutta la città e l’area urbana.

 

 

Gabriele Petrone – Segretario I Circolo PD Cosenza

Damiano Covelli – Capogruppo PD Consiglio Comunale Cosenza

Il futuro di tutti…

Barbara e Umberto

Ieri abbiamo festeggiato i 18 anni di mio figlio Umberto e i 23 anni di mia figlia Barbara. Portano il nome dei nonni, i miei genitori. Come è tradizione. Questa mattina è partita Barbara. Andrà in Portogallo per sei mesi, con l’Erasmus. Confesso che ieri e oggi a stento ho trattenuto le lacrime. Ho visto scorrere gli anni. Ho rivisto gli amici (alcuni non ci sono più) quando parlavamo del futuro anni fa, animati dalla speranza di cambiare il mondo. E li ho rivisti negli occhi dei miei figli e dei loro amici. Credo che tutti, in Italia, dovremmo guardare e ascoltare di più questi ragazzi. Loro sono il futuro. Ma noi abbiamo cessato da tempo di pensare al futuro, come facevano i nostri genitori e i nostri nonni. Oggi guardiamo al futuro in termini strettamente individualistici. Pensiamo al nostro di futuro, non a quello di tutti, l’unico che può offrire uno sbocco anche ai nostri figli. Il futuro vero, infatti, consiste nel creare opportunità per tutti. Come fecero i nostri padri quando, stanchi di guerre, costruirono l’Europa che oggi consente, ad esempio, a mia figlia di andare a studiare fuori dal suo Paese. Una società muore quando pensa che ci si salva da soli, o peggio, contro gli altri. Se vogliamo davvero bene ai nostri figli pensiamo a tutti i ragazzi del mondo come se fossero i nostri figli. E forse salveremo anche noi stessi.

Cuore di burro

Salvini mangia nutella

Dal fiero “sono pronto a farmi processare” al “se si dice si al processo cade il governo” è passato lo spazio di un istante. State tranquilli, Salvini non sarà mai un dittatore. I dittatori veri, quelli di ieri, qualche processo lo subirono e anche la galera prima di prendere il potere e mandare sotto processo e in galera (o peggio) gli altri. Questi di oggi sanno solo agitare pugno di ferro, esibire faccia di bronzo ma, al fondo, hanno il cuore di burro.

18 anni di Umberto

Umberto da piccolo al mare

Ti ho visto piccolo, crescere. Ti ho visto cadere e rialzarti nei tuoi primi passi. Ti ho sentito pronunciare le prime parole, tra cui “papà” e mi sono sentito pieno di orgoglio. Ti ho parlato e ti ho ascoltato (forse non quanto avrei voluto). Ti ho sentito ridere e piangere. Ora hai 18 anni.
Auguri Umberto. Ti voglio bene.
Papà.

Auschwitz c’è ancora

Auschwitz I - Birkenau, Oświęcim, Polonia
Forse non ve ne siete accorti, ma Auschwitz è ancora in piedi, a monito di ciò che è stato, e che continua ad essere, drammaticamente possibile. Ogni volta che giriamo la testa Auschwitz torna. Oggi ha la forma dell’orrore delle morti in mare. Nessuna propaganda può giustificare ciò che sta succedendo.