Faranda

La pura arroganza

Cesare Battisti

C’è qualcosa di davvero insopportabile in questa vicenda di Cesare Battisti: la sua arroganza. Che costui non sia affatto un perseguitato della giustizia italiana (verso la quale, personalmente, ho un giudizio, per usare un eufemismo, assai articolato) lo dicono i fatti, le sentenze passate in giudicato per omicidi che di politico non avevano nulla. Cesare Battisti non è uno Scalzone, un Moretti, un Curcio o una Faranda, personaggi discutibili per gli atti terribili compiuti ma comunque dotati di una certa “dignità”. Battisti è un delinquente comune che negli anni di piombo ammantò di una patina politica le sue azioni ai danni di poveri cristi. Un uomo dotato di una certa capacità di fascinazione che ha preso per il culo intellettuali della gauche francese e veri combattenti durante una feroce dittatura come Lula e la Rousseff. Il suo brindisi e il suo sorriso suonano come un insulto non solo per i familiari delle sue vittime ma anche per quanti, in questi anni, dopo l’esperienza drammatica del terrorismo, si sono assunti le loro responsabilità politiche e affrontato le conseguenze giudiziarie delle loro azioni. Battisti è solo pura arroganza e solo per questo merita la galera (pur essendo io tra quelli che difficilmente la augura a qualcuno), dove spero possa andare al più presto.