Caro Matteo…

Matteo Barone

Caro Matteo,

Un pomeriggio come tanti nella tua Belvedere ti ha portato via. Ti ha portato via sulle ali di quella moto da te tanto amata e tanto odiata oggi da noi che non ti abbiamo più. Come se odiare un oggetto inanimato potesse consolarci della tua assenza, potesse placare il dolore con il dolce veleno della recriminazione.
Eppure, caro Matteo, la tua morte ci mette di fronte alle domande di sempre, quelle del se e del cosa potevamo fare e non abbiamo fatto, tutti, per evitare che tu ci lasciassi, che il tuo sorriso dolce di bambino appena sbocciato alla gioventù non si spegnesse. Ecco perché la tua morte per me, che ero solo uno dei tuoi insegnanti, ha anche il sapore della sconfitta educativa.

È questo il dolore più profondo: che il tuo non esserci più non riesca a farci evitare di segnare, ancora una volta, un altro nome sul registro delle assenze della vita.

(A Matteo Barone, V MAT, il tuo insegnante…)

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