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	<title>Gabriele Petrone &#187; Senza categoria</title>
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		<title>La Plaza de Toros</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Aug 2019 18:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cronache da Siviglia So di affrontare un tema molto divisivo: chi va in Spagna e in particolare a Siviglia è opportuno che assista ad una corrida de toros ? Si, proprio quello spettacolo in cui un giovane vestito con colori vivaci e armato di una mantella rossa, punzoni e spadino affronta e uccide un bestione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Plaza-dei-Toros-a-Siviglia-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3109" alt="Plaza dei Toros a Siviglia (1)" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Plaza-dei-Toros-a-Siviglia-1-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Cronache da Siviglia</strong><br />
So di affrontare un tema molto divisivo: chi va in Spagna e in particolare a Siviglia è opportuno che assista ad una <i>corrida de toros</i> ? Si, proprio quello spettacolo in cui un giovane vestito con colori vivaci e armato di una mantella rossa, punzoni e spadino affronta e uccide un bestione tra i cinque o sei quintali dopo una serie di acrobatiche e temerarie evoluzioni.<br />
Del resto, anche in Spagna il dibattito è aperto sulla opportunità di mantenere in vita uno spettacolo come questo, in cui, al di là di qualsiasi considerazione animalista e ambientalista, un animale viene ucciso in maniera piuttosto cruenta.<br />
Gli stessi spagnoli hanno, nei fatti, tolto la corrida dalle attrazioni turistiche, se si esclude qualche rappresentazione sui <i>souvenir</i> che sembrano richiamare una pratica antica o comunque passata.<br />
Nessuna guida o <i>tour operator</i>, a meno che non glielo chiediate, vi dirà che tra le cose da vedere c&#8217;è la corrida. Insomma, è uno spettacolo che, chi vuole vedere, deve andarselo a cercare. Ed io ho deciso di andarlo a vedere.<br />
A muovermi antiche reminescenze letterarie e la passione per il cinema: Ernest Hemingway con il suo <i>Morte nel pomeriggio</i>, Garcia Lorca di <i>LLanto</i> (il famoso poema dedicato ad un torero morto che comincia con il verso &#8220;alle cinque della sera..&#8221;, Rodolfo Valentino, Tyrone Power e Rita Hayworth protagonisti di pellicole basate sul romanzo di Vicente Blasco Ibáñez &#8220;Sangue e Arena&#8221;, ecc.. Senza contare le considerazioni storico-antropologiche sulla tauromachia, pratica profondamente intrecciata alla storia del Mediterraneo e della Spagna e che esprime il tema antico dello scontro/confronto tra uomo e natura, per dominarlo ed esserne dominati allo stesso tempo.<br />
Si tratta di temi che avrebbero bisogno di approfondimenti assai più puntuali e che esulano dallo scopo di questo righe che invece vogliono trasmettere più che altro impressioni e sensazioni.<br />
Ebbene, non posso negare di essere rimasto molto impressionato: raramente ho assistito ad una esibizione tanto coraggiosa e temeraria.<br />
Per un uomo assolutamente razionale come mi reputo di essere mi è davvero difficile capire cosa possa spingere un ragazzo, negli anni 2000, a rischiare la vita in una pratica tanto pericolosa.<br />
Eppure lo fanno, in esercizi sempre più audaci e pericolosi.<br />
Il toro è tutt&#8217;altro che stupido: insegue il suo obiettivo e cerca di colpirlo in tutti i modi: è forte, veloce, imprevedibile. Chi gli sta di fronte deve essere alla sua altezza. Nei momenti in cui si affrontano, uomo e animale, sono ad armi pari. Il guizzo rapido del toro si confronta con l&#8217;agilità del torero. La cornata fatale e l&#8217;abile schivata sono gesti che possono accadere da un momento all&#8217;altro e cambiare l&#8217;esito della contesa. Hemingway sosteneva che toro e torero sono entrambi vittima e carnefice e che la corrida è l&#8217;arte che lega la vita alla morte. E penso che avesse ragione.<br />
Si capirà, dunque, il fascino che questa pratica ha esercitato ed esercita su tanti. Ma anche il ribrezzo che devono provare altri ad assistere alla lenta agonia di un animale che viene colpito più volte fino alla stoccata finale che lo uccide. Alla fine sarà trascinato via tra le ovazioni del pubblico e macellato. La sua carne, molto ricercata, entrerà nel menu di raffinati buongustai.<br />
I sostenitori delle corride dicono che, alla fine, questi animali vivono una vita migliore dei loro &#8220;colleghi&#8221; destinati molto prima al mattatoio: cinque o sei anni rispetto ai due dei manzi normali. Gli animalisti, che spesso sono anche vegetariani, sostengono che nessun animale, anche se destinato ad essere mangiato, dovrebbe essere sottoposto a sofferenze inutili. Il dibattito rimane aperto ma, a mio parere prescinde da quel particolare elemento culturale che ho cercato di descrivere sopra.<br />
Anche per questo è stata introdotta una variante della corrida classica, la <i>corrida de decortes</i>, in cui il toro non viene ucciso e i <i>recortadores</i> vestono come calciatori e giocano a schivare le cornate dei tori e addirittura a saltare loro in groppa mentre sono in corsa. Vengono assegnati punteggi sia agli atleti che ai tori. Insomma siamo ai confini di una pratica sportiva vera e propria in cui il rischio è decisamente elevato ma solo per l&#8217;uomo. Un po&#8217; come accadeva ai tempi dell&#8217;antica Creta nel Palazzo di Minosse.<br />
Al netto di ogni altra considerazione credo che chi si rechi in Spagna una visitina ai tanti musei sulla tauromachia dovrebbe farla, per conoscere qualcosa che certamente non ha uguali in nessuna altra parte del mondo. Una dimensione culturale che vale comunque la pena di essere conosciuta.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Plaza-dei-Toros-a-Siviglia-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3111" alt="Plaza dei Toros a Siviglia (2)" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Plaza-dei-Toros-a-Siviglia-2-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Plaza-dei-Toros-a-Siviglia-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3112" alt="Plaza dei Toros a Siviglia (3)" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Plaza-dei-Toros-a-Siviglia-3-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Plaza-dei-Toros-a-Siviglia-4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3113" alt="Plaza dei Toros a Siviglia (4)" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Plaza-dei-Toros-a-Siviglia-4-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Tauromachia-antica-Creta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3114" alt="Tauromachia antica Creta" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/08/Tauromachia-antica-Creta-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p><strong>VIDEO</strong><br />
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		<title>L’Amministrazione Occhiuto rifiuta di dare spiegazioni sul caso delle “cartelle pazze”.</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2019 19:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2863" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/01/Commissione.jpg"><img class="size-medium wp-image-2863" alt="Commissione" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/01/Commissione-300x211.jpg" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">la riunione della Commissione consiliare</p></div>
<p>Riteniamo assolutamente irresponsabile e istituzionalmente irrispettosa l’assenza dell’Amministrazione comunale alla riunione della Commissione consiliare competente convocata sulla erogazione di cartelle di pagamento di acqua ed altri tributi relative ad anni passati che hanno praticamente raggiunto tutte le famiglie cosentine.<br />
In più sedi e da tempo abbiamo denunciato l’incongruenza di molte di queste cartelle e la loro dubbia legittimità.<br />
La riunione della Commissione consiliare sarebbe stata la sede più opportuna per fornire ai cittadini, sempre più vessati da ingiuste gabelle, spiegazioni e chiarimenti.<br />
La verità è che l’Amministrazione Occhiuto, grazie alla gestione allegra delle finanze comunali, è ossessionata dalla esigenza di fare cassa, sia con l’erogazione di cartelle “creative” sia con le multe pazze delle ZTL, in barba ad ogni principio di trasparenza.<br />
Il PD di Cosenza nei prossimi giorni attiverà ogni possibile iniziativa per chiamare i cittadini alla mobilitazione contro questo ennesimo scempio di ogni principio di buona ed efficace amministrazione della cosa pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><b>I segretari di circolo PD di Cosenza</b></p>
<p align="right"><b>Gabriele Petrone &#8211; I Circolo</b></p>
<p align="right"><b>Mario Petrozza &#8211; II Circolo</b></p>
<p align="right"><b>Andrea Codispoti &#8211; III Circolo</b></p>
<p align="right"><b>Tommaso Guzzi &#8211; IV Circolo</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Il Dispaccio.it" href="http://ildispaccio.it/cosenza/201466-cosenza-i-segretari-di-circolo-del-pd-l-amministrazione-occhiuto-rifiuta-di-dare-spiegazioni-sul-caso-delle-cartelle-pazze?fbclid=IwAR1BzQIVcDZklxUi7scAoR-Zreu6AIp7DPN6OC4ZJsjzShZ9RlExhO-5EzU" target="_blank"><strong>Il Dispaccio.it</strong></a></p>
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		<title>Il Sindaco della falsa nobiltà e della miseria vera</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2018 20:31:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosenza sprofonda nel fango delle voragini che si aprono nell’asfalto sotto le ruote dei malcapitati automobilisti, nella cronica mancanza di acqua, nel traffico impazzito per le strade chiuse e le ZTL demenziali predisposte come gigantesche trappole per fare cassa con le multe. E la chiusura di Viale Mancini voluta dal sindaco ufficialmente per la metro, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2782" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/12/Crollo-corso-Umberto.jpg"><img class="size-medium wp-image-2782" alt="Il crollo del manto stradale a Corso Umberto" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/12/Crollo-corso-Umberto-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Il crollo del manto stradale a Corso Umberto</p></div>
<p>Cosenza sprofonda nel fango delle voragini che si aprono nell’asfalto sotto le ruote dei malcapitati automobilisti, nella cronica mancanza di acqua, nel traffico impazzito per le strade chiuse e le ZTL demenziali predisposte come gigantesche trappole per fare cassa con le multe. E la chiusura di Viale Mancini voluta dal sindaco ufficialmente per la metro, ma in verità per realizzare un fantomatico Parco del benessere, quello che nel frattempo ci sta togliendo. I commercianti non battono chiodo, nei quartieri la miseria è diventata una compagna abituale, non si attivano finanziamenti perché il Comune non mette le risorse di sua competenza per la viabilità alternativa che potrebbe alleviare il traffico cittadino, ma il Sindaco si preoccupa di spendere centinaia di migliaia di euro per far affrescare la sala consiliare e comprare patacche da spacciare come “conio speciale e di pregio” (sic) per la distribuzione dei buoni alimentari alla povera gente. D’ora in poi a Cosenza si sarà pure poveri, ma si potrà pagare <i>aru ntinnu</i> con “conio di pregio” ! Nel frattempo si avvicina il Natale e ricomincia la solita pantomima delle luci e delle paillettes, degli alberi addobbati, ma non si va oltre corso Mazzini. Cosenza è stata ridotta come quelle case dei nobili decaduti che ricevono le persone nel salotto buono per non mostrare la miseria e il degrado delle altre stanze. Ma che ci frega? Tanto abbiamo il Sindaco del fare e della bellezza, per il resto la colpa è sempre degli altri.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/12/Crollo-corso-Umberto-2.jpg"><img alt="Crollo  corso Umberto 2" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/12/Crollo-corso-Umberto-2-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il crollo del manto stradale a Corso Umberto</p></div>
<p class="size-medium wp-image-2788">
<div id="attachment_2789" class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/12/Crollo-corso-Umberto-5.jpg"><img class="size-medium wp-image-2789" alt="Il crollo del manto stradale a Corso Umberto" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/12/Crollo-corso-Umberto-5-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il crollo del manto stradale a Corso Umberto</p></div>
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		<title>Barbara studia&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2018 20:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Studiare da comunisti&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/05/Studiare-da-comunisti-Barbara.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2583" alt="Studiare da comunisti, Barbara" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/05/Studiare-da-comunisti-Barbara-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Studiare da comunisti&#8230;</p>
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		<title>Io voto PD</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 18:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo arrivati alla fine di una campagna elettorale in cui si è appalesata con evidenza la classica dicotomia tra riformisti e populisti, tra chi cerca faticosamente di risolvere i problemi e chi si limita ad enunciarli e ad urlarli solo per capitalizzare consenso. Avrei preferito un altro tipo di confronto, ma tant’è ! Per me [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Camera-Mancini.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2479" alt="Camera Mancini" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Camera-Mancini-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Camera-Incarnato.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2480" alt="Camera Incarnato" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Camera-Incarnato-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Camera-Aiello.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2481" alt="Camera Aiello" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Camera-Aiello-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Senato-Ferrari.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2482" alt="Senato Ferrari" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Senato-Ferrari-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a> <a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Senato-Scalzo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2483" alt="Senato Scalzo" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Senato-Scalzo-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Siamo arrivati alla fine di una campagna elettorale in cui si è appalesata con evidenza la classica dicotomia tra riformisti e populisti, tra chi cerca faticosamente di risolvere i problemi e chi si limita ad enunciarli e ad urlarli solo per capitalizzare consenso.</p>
<p>Avrei preferito un altro tipo di confronto, ma tant’è !</p>
<p>Per me ci sono pochi dubbi: il voto al PD è l’unico possibile, non solo per i risultati positivi di questi anni (ma ce la siamo dimenticati l’Italia del 2011 che rischiava di non pagare neanche le pensioni e gli stipendi ?, Io no !) ma perché tiene in piedi una prospettiva per il Paese nel quadro di una Europa che dobbiamo cambiare ma dalla quale non possiamo prescindere.</p>
<p>Da una parte ci sono i mestatori, i pressapochisti, i qualunquisti (come quello che accetta di essere l’ipotetico ministro di una forza politica che ha avversato una riforma della scuola che lui pochi mesi prima aveva contribuito a scrivere ed elogiava pubblicamente !) insieme ai razzisti, agli xenofobi, ai dichiaratamente fascisti, ai francamente egoisti (Mein cacchien uber alles), dall’altra gente seria che ha fatto il suo dovere che, al netto di qualche errore (e chi non ne fa ?) ha comunque dimostrato di essere una classe dirigente all’altezza del suo compito.</p>
<p>Ognuno quindi, scelga liberamente. Io ho scelto. Voto PD e consiglio di fare altrettanto.</p>
<p>In ogni caso buon voto a tutti e auguri.</p>
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		<title>Riforma costituzionale, le ragioni del Si.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 16:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Titolo V della Costituzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato su La Provincia di Cosenza del 24 giugno 2016 Il prossimo referendum costituzionale di ottobre chiederà ai cittadini italiani di esprimersi su un disegno di legge costituzionale che punta al superamento del bicameralismo paritario, alla riduzione del numero dei parlamentari, al contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, alla soppressione del CNEL e alla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/06/Logo-Si-alla-riforma-costituzionale.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1807" alt="Logo Si alla riforma costituzionale" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/06/Logo-Si-alla-riforma-costituzionale-300x300.png" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Pubblicato su La Provincia di Cosenza del 24 giugno 2016</strong></p>
<p>Il prossimo referendum costituzionale di ottobre chiederà ai cittadini italiani di esprimersi su un disegno di legge costituzionale che punta al superamento del bicameralismo paritario, alla riduzione del numero dei parlamentari, al contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, alla soppressione del CNEL e alla revisione del Titolo V della parte II della Costituzione.</p>
<p>Io credo che, per rendere un vero servizio di informazione ai cittadini, dovremmo tenere la discussione essenzialmente sul merito della riforma ed evitare di sostenere il Si o il No con argomentazioni di tipo ideologico.</p>
<p>In questo mio articolo mi sforzerò di spiegare cosa propone il referendum e di dare le motivazioni di merito per le quali i cittadini dovrebbero sostenerlo e alcune considerazioni politiche che terrò però ben separate dalle prime.</p>
<p>Innanzitutto io credo che sia necessario spiegare ai cittadino ciò che la riforma costituzionale non cambia, vale a dire la parte prima della Costituzione, quella che riguarda i cosiddetti principi fondamentali ed i diritti e doveri dei cittadini. Ciò va detto perché si leggono qua e là troppe prese di posizione su possibili rischi democratici che invece non hanno alcun fondamento. <span id="more-1806"></span></p>
<p>La riforma interviene invece sulla seconda parte, quella riguardante l’ordinamento della Repubblica. La Repubblica Italiana resta una democrazia parlamentare e sono fatte salve le funzioni degli organi di garanzia, dal Presidente della Repubblica alla Corte Costituzionale, per la elezione dei quali sono stati anche modificati i <i>quorum </i>necessari.</p>
<p>Il Senato, come in gran parte delle democrazie occidentali, diventa una Camera delle Autonomie, è composto da 100 membri, 95 espressione delle autonomie territoriali (consiglieri regionali e sindaci di città capoluogo) e cinque nominati per sette anni dal Presidente della Repubblica per particolari meriti civili e sociali (viene così superata l’istituzione dei senatori a vita, ad eccezione degli ex presidenti della Repubblica).</p>
<p>Il nuovo Senato non vota più la fiducia al Governo ma non cessa di essere una assemblea legislativa su una grande quantità di materie, in particolare quelle che emanano dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea. Il nuovo Senato è comunque chiamato ad eleggere il Presidente della Repubblica, i componenti della Corte Costituzionale e a votare le leggi elettorali.</p>
<p>I senatori saranno scelti sulla base dell’indicazione espressa dai cittadini al momento della elezione del Consiglio della propria Regione secondo forme che saranno regolate con legge ordinaria dopo l’approvazione della riforma.</p>
<p>I senatori dureranno in carica per la durata del proprio Consiglio regionale, non percepiranno alcuna indennità ma solo il rimborso delle spese effettivamente sostenute nell’espletamento del proprio mandato a Roma.</p>
<p>La riforma, dunque, mette la parola fine al bicameralismo perfetto, con due Camere che davano entrambe la fiducia al Governo ed erano chiamate a svolgere la stessa funzione legislativa e rappresenta un indubbio risparmio sui costi di funzionamento delle istituzioni dal momento che si eleggeranno soltanto i 630 componenti della Camera dei deputati e il Senato sarà composto da eletti delegati da altre istituzioni e non più da 340 membri.</p>
<p>Si tratta di una riforma auspicata dall’opinione pubblica che da anni, anche sotto la spinta di partiti e movimenti populisti e antipolitici (molti dei quali, nota bene, oggi animano la campagna per il No), chiede la riduzione dei costi della politica e “meno poltrone”.</p>
<p>La riforma mette poi ordine nel Titolo V, definendo con maggiore chiarezza le competenze tra Stato e Regioni che, dopo la riforma del 2001, ha creato un numero infinito di contenziosi e ricorsi alla Corte costituzionale. Sul CNEL, un carrozzone inutile che non ha mai funzionato non occorre spendere altre parole visto che sulla sua soppressione non credo ci possano essere dubbi.</p>
<p>Al netto delle tante considerazioni politiche e un tantino ideologiche le obiezioni di merito dei fautori del No si riducono, essenzialmente alla considerazione che il problema non sarebbe tanto la riforma in sé ma il “combinato disposto” con la legge elettorale cosiddetta “Italicum” che assegna alla lista di maggioranza relativa la maggioranza assoluta dei seggi e la considerazione che i capilista bloccati potrebbero determinare l’elezione di una Camera composta quasi per metà da “nominati”. Ciò, secondo i fautori del no, metterebbe gli stessi organi di garanzia sotto il ricatto della maggioranza di governo.</p>
<p>A questa obiezione si potrebbe rispondere che giuridicamente non può esistere un “combinato disposto” tra due norme che hanno peso diverso, essendo la riforma costituzionale una legge appunto di rango costituzionale mentre quella elettorale è una legge ordinaria che può essere cambiata con procedura ordinaria.</p>
<p>Ma al di là della distinzione giuridica, pur essendo io un fautore abbastanza spinto della necessità di modificare l’”Italicum” proprio nei punti che riguardano il premio di maggioranza e i capilista bloccati (e mi pare che una riflessione in questo senso si sia anche aperta tra le forze politiche) la circostanza che i senatori siano comunque degli eletti ed indicati in qualche modo in questa funzione direttamente dai cittadini, rende quei rischi paventati assai meno presenti essendo abbastanza verosimile che i senatori saranno espressione non solo di diversi territori ma anche di diverse maggioranze politiche.</p>
<p>Se dunque ad ottobre vinceranno i Si le istituzioni costeranno di meno, il procedimento legislativo sarà più snello e rapido e la democrazia potrà funzionare meglio.</p>
<p>Soprattutto, ed è questa la considerazione politica che mi sento di fare alla fine, si chiuderà una volta per tutte la lunga transizione italiana apertasi nel 1993 e le stesse forze politiche saranno costrette ad adeguarsi e a trovare forme nuove per misurarsi nel dibattito politico e con il consenso dei cittadini.</p>
<p>Se invece dovesse prevalere il No, volente o nolente, al di là della buona fede di tutti e del destino individuale di qualche politico, a cominciare da quello di Matteo Renzi accusato forse a ragione, di avere troppo “personalizzato” la riforma, il Paese sarà ricacciato in questo limbo di continua instabilità. Ed è l’instabilità, come la storia ci ha più volte dimostrato, l’elemento di maggior danno per la qualità della democrazia.</p>
<p>Articolo in PDF</p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/06/La-Provincia-del-24-giugno-2016.pdf">La Provincia del 24 giugno 2016</a></strong></p>
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		<title>Seminario sull&#8217;alternanza scuola-lavoro dell&#8217;IIS Pizzini Pisani di Paola</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 22:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alisia Rosa Arturi]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>INTERVISTE</p>
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		<title>La sindrome di Girolimoni e il processo mediatico</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2015 20:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Petrone]]></category>
		<category><![CDATA[garantismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Girolinoni]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[processo mediatico]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato &#8220;Il Garantista&#8221; del 29 settembre 2015 Gino Girolimoni era un poveraccio accusato ingiustamente di essere un pedofilo autore di alcuni atroci delitti di bambine nella Roma degli anni Venti. Arrestato e processato, la polizia (eravamo in pieno regime fascista) fabbricò un cumulo di prove contro di lui che, tuttavia, non ressero in sede processuale. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/09/Girolimoni-ormai-anziano.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1440" alt="Girolimoni ormai anziano" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/09/Girolimoni-ormai-anziano-300x107.jpg" width="300" height="107" /></a></p>
<p><strong>Pubblicato &#8220;Il Garantista&#8221; del 29 settembre 2015</strong></p>
<p>Gino Girolimoni era un poveraccio accusato ingiustamente di essere un pedofilo autore di alcuni atroci delitti di bambine nella Roma degli anni Venti. Arrestato e processato, la polizia (eravamo in pieno regime fascista) fabbricò un cumulo di prove contro di lui che, tuttavia, non ressero in sede processuale. Assolto &#8220;per non aver commesso il fatto&#8221; e liberato, rimase però per tutti il &#8220;mostro di Roma&#8221;. Il vero autore dei delitti pare fosse un pastore anglicano inglese che, però, non sarà mai condannato. A questa storia il regista Damiano Damiani si ispirò nel 1972 per realizzare un bellissimo film interpretato dal grande Nino Manfredi.</p>
<p>L&#8217;arresto di Girolimoni e l&#8217;esibizione delle false prove contro di lui furono oggetto di una poderosa campagna di stampa che lo dipinse come un pervertito, mettendo in rilievo aspetti della sua vita privata che potevano avvalorare la sua colpevolezza. Era infatti orfano e scapolo, condizioni moralmente deprecate durante il fascismo e, per di più il fatto che fosse elegante e più o meno benestante (proprietario di una macchina, cosa assai rara a questi tempi) contribuivano a renderlo piuttosto &#8220;antipatico&#8221; ad un&#8217;opinione pubblica orientata dalla retorica populista e &#8220;antiborghese&#8221; del fascismo. <span id="more-1439"></span></p>
<p>I giornali si scatenarono, pubblicando particolari scabrosi spesso totalmente inventati, furono scomodati esperti che rintracciarono nelle sue caratteristiche somatiche i tratti del delinquente e del vizioso. Salvo poi, dopo l&#8217;assoluzione (chiesta anche dal pubblico ministero), far passare la notizia sotto silenzio. La vita di Girolimoni ne restò distrutta: non solo non fu riabilitato pubblicamente e risarcito per l&#8217;ingiusta detenzione, ma fu condannato ad una sorta di morte civile: non riuscì a trovare più lavoro (era procuratore di affari per uno studio legale e fotografo) e ridotto in miseria, morirà solo e abbandonato da tutti nel 1961 e con il marco dell&#8217;infamia tanto che ancora oggi Girolimoni in romanesco è sinonimo di pedofilo. Pare che Mussolini, che aveva ordinato alla polizia di trovare l&#8217;assassino a tutti i costi per dimostrare l&#8217;efficienza del nuovo regime, proprio in seguito a questo episodio decise di far sparire quasi completamente le notizie di cronaca dalle pagine dei giornali o comunque di relegarle in secondo piano.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/09/Una-immagine-di-un-giornale-dellepoca-su-Girolimoni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1441" alt="Una immagine di un giornale dell'epoca su Girolimoni" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/09/Una-immagine-di-un-giornale-dellepoca-su-Girolimoni.jpg" width="298" height="201" /></a></p>
<p>Rievoco questa storia perché Girolimoni fu forse il primo caso di processo mediatico in Italia. Da allora ce ne sono stati tanti: anzi sul circuito mediatico-giudiziario sono nate testate giornalistiche e si alimentano fortunate trasmissioni televisive. Poco importa se i processi, quelli veri nei tribunali (il caso di Caterina Girasole è, in questo senso, emblematico), spesso si concludono in assoluzioni con formula piena. Il circuito mediatico alla lunga macina tutto, vite, storie, innocenti e colpevoli.</p>
<p>Dai tempi del povero Girolimoni, purtroppo, non è cambiato nulla. Resta tutta aperta la questione di come garantire il diritto all&#8217;informazione insieme a quello dei singoli cittadini sottoposti ad azione giudiziaria, fossero anche Jack Lo Squartatore redivivo, a non essere condannati preventivamente (e/o successivamente) dalla gogna mediatica.</p>
<p>Oggi, più che mai, occorre interrogarsi sul modo in cui viene &#8220;alimentato&#8221; il circuito mediatico: le &#8220;veline&#8221; che partono dall&#8217;interno delle procure o dagli uffici di polizia giudiziaria o, peggio, le &#8220;polpette&#8221; avvelenate costruite di sana pianta per &#8220;mascariare&#8221; di proposito qualcuno, il gossip, le abitudini ed i vizi personali, le intercettazioni fuori contesto e non attinenti al processo; tutto fa brodo pur di creare un clima o un &#8220;personaggio&#8221;.</p>
<p>Bene ha fatto il Parlamento ad intervenire sul tema dell&#8217;uso delle intercettazioni, ma è evidente che le degenerazioni di questo &#8220;sistema&#8221; non possono essere regolate solo con le leggi.</p>
<p>Anche qui sarebbe necessaria una capacità di autoregolamentazione che parta dal principio fondamentale dell&#8217;etica della responsabilità. Avere la consapevolezza cioè, che quando si conduce una indagine o un processo e su di essi si scrive per informare, occorre sempre ricordarsi che si sta trattando di persone in carne ed ossa e della loro vita. E che giudizi ed opinioni devono sempre scaturire dalla ricerca e dalla esposizione completa dei fatti per come effettivamente sono accaduti.</p>
<p>Solo così, forse, sarà forse possibile trovare finalmente una cura alla sindrome di Girolimoni che ancora affligge la giustizia  e l&#8217;informazione in Italia.</p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/09/Il-Garantista-del-29-settembre-2015.pdf">Il Garantista del 29 settembre 2015</a></strong></p>
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		<title>Scrive sempe, sta cuntenta, io non penzo che a te sola&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2015 22:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[  A 100 anni dalla Grande Guerra (24 maggio 1915-24 maggio 2015). Seminario dell’IIS “Pizzini-Pisani” di Paola. Si è svolto questa mattina presso l’Auditorium Sant’Agostino del Comune di Paola un seminario pubblico in occasione dei 100 anni dalla grande guerra organizzato dall’IIS “Pizzini-Pisani” di Paola. Al seminario, coordinato dal prof. Pietro De Luca, è intervenuta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1279" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-seminario-23-maggio-a-100-anni-dalla-grande-Guerra1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1279" alt="Locandina seminario 23 maggio a 100 anni dalla grande Guerra" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/05/Locandina-seminario-23-maggio-a-100-anni-dalla-grande-Guerra1-300x269.jpg" width="300" height="269" /></a><p class="wp-caption-text">Locandina seminario 23 maggio a 100 anni dalla Grande Guerra<b></b></p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><b><strong>A 100 anni dalla Grande Guerra (24 maggio 1915-24 maggio 2015). </strong>Seminario dell’IIS “Pizzini-Pisani” di Paola.<br />
</b></p>
<p>Si è svolto questa mattina presso l’Auditorium Sant’Agostino del Comune di Paola un seminario pubblico in occasione dei 100 anni dalla grande guerra organizzato dall’IIS “Pizzini-Pisani” di Paola.</p>
<p>Al seminario, coordinato dal prof. Pietro De Luca, è intervenuta la consigliera comunale Maria Pia Serranò per portare i saluti dell’Amministrazione Comunaleho tenuto la relazione sul tema con un <i>focus</i> sul contributo della Calabria a quegli eventi.</p>
<p>Ho scelto  il titolo del seminario di oggi mutuandolo da una famosa canzone dell’epoca, <i>‘O surdato nnamurato</i> proprio a voler ricordare come quella terribile guerra, voluta da pochi, alla fine con coraggio e dedizione, fino all’estremo sacrificio, la fecero tutti, <span id="more-1275"></span> tutto il popolo italiano a cominciare dai più umili.</p>
<p>Ricordare la grande guerra oggi significa comprendere quanto quel terribile evento abbia avuto profonde conseguenze nella nostra vita nazionale, nella coscienza collettiva di un popolo che, fino ad allora, non era mai stato realmente tale. Significa riflettere sul cinismo di classi dirigenti che trascinarono il Paese in un conflitto non voluto per desiderio di potenza o per meschini interessi di parte. Ma ci fa anche comprendere come quella guerra poté, alla fine, essere vinta solo grazie al sacrificio di umili soldati-contadini che seppero farsi carico del destino di tutti.</p>
<div id="attachment_1277" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/05/Un-momento-dellincontro-di-oggi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1277" title="Un momento dell'incontro di oggi" alt="" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/05/Un-momento-dellincontro-di-oggi-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un momento dell&#8217;incontro di oggi</p></div>
<p>Ancora oggi voi ragazzi potete avere contezza di quello che fu un evento sconvolgente, che si iscrisse nel vissuto quotidiano di milioni di famiglie italiane osservando i monumenti ai caduti che caratterizzano il paesaggio urbano di ogni comune d’Italia, dalle Alpi alla Sicilia. Quei nomi incisi nel marmo sono la testimonianza viva di una tragedia nella quale ogni comunità, piccola o grande che fosse, rimase coinvolta. In Italia non tornarono in 600 mila, in Calabria circa 20mila.</p>
<p><strong>Relazione (testo provvisorio non rivisto)</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/05/Scrive-sempe-sta-cuntenta-io-non-penzo-che-a-te-sola-A-100-anni-dalla-Grande-Guerra-converted.pdf">Scrive sempe sta cuntenta io non penzo che a te sola A 100 anni dalla Grande Guerra-converted</a></strong></p>
<p>RASSEGNA STAMPA</p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/05/Articoli-de-Il-Quotidiano-Il-Garantista-La-Provincia-del-25-marzo-2015.pdf">Articoli de Il Quotidiano, Il Garantista, La Provincia del 25 marzo 2015</a></strong></p>
<p>VIDEO DELL&#8217;INCONTRO<br />
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		<title>Ciao Michele&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2015 12:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Filiberto Perllicori]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Petrone]]></category>
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		<description><![CDATA[È venuto a mancare Michele Pellicori&#8230;storico barbiere di via Frugiuele, il mio barbiere da quando ero bambino. Fino a ieri ha continuato a lavorare, sempre con lo stesso sorriso, con la stessa dedizione e professionalità. Per me era un amico caro, la persona con cui si parlava di tutto e ci si diceva tutto. Gli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/05/Ciao-Michele.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1299" alt="Ciao Michele" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/05/Ciao-Michele-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>È venuto a mancare Michele Pellicori&#8230;storico barbiere di via Frugiuele, il mio barbiere da quando ero bambino. Fino a ieri ha continuato a lavorare, sempre con lo stesso sorriso, con la stessa dedizione e professionalità. Per me era un amico caro, la persona con cui si parlava di tutto e ci si diceva tutto. Gli volevo bene, infatti non avevo mai cambiato barbiere da quando ero entrato per la prima volta nella sua bottega. Mi mancherà anche quella, le sue poltrone, i divani, l&#8217;appendiabiti, i suoi calendari. Un abbraccio Michele, a te e alla tua famiglia, un abbraccio a tuo figlio Filiberto Pellicori, a cui affido questo mio ricordo&#8230;</p>
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