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	<title>Gabriele Petrone &#187; Marco Di Lello</title>
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		<title>Primarie in Campania e il vecchio vizio giacobino</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2015 21:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Primarie.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1087" alt="Primarie" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Primarie-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Francamente trovo fuorviante e viziato da forte dosi di giacobinismo il dibattito che si è sviluppato attorno alle primarie della Campania.</p>
<p>Stiamo ai fatti per come si sono manifestati: ieri sono andati a votare in 157mila. Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, vince con il 52% contro il 44% di Andrea Cozzolino  e il 4% del socialista Marco Di Lello. Tutto si è svolto regolarmente e gli avversari di De Luca hanno già riconosciuto la sua vittoria e si sono messi a disposizione del partito e della coalizione. Eppure, quando ancora i seggi non erano stati ancora aperti, attorno alle primarie campane si è sviluppato un dibattito acceso, una rincorsa alla denuncia <span id="more-1086"></span>preventiva di possibili brogli, di filiere clientelari e di inquinamenti da parte di esponenti del centrodestra o addirittura della malavita, con l&#8217;icona dell&#8217;anticamorra Roberto Saviano che si spingeva fino all&#8217;appello per il non voto. Oggi, ad urne chiuse, appare difficile credere che le 137mila persone che si sono messe in fila ai seggi pagando uno o due euro per votare siano tutte clienti, ex di centrodestra o malavitosi.</p>
<p>Mi taccio sull&#8217;altra polemica che investe De Luca in queste ore sulla sua condanna per abuso d&#8217;ufficio per la quale il TAR del Lazio lo ha già reintegrato nella sua carica di sindaco (come del resto è accaduto anche per De Magistris). Né serve dilungarsi sulla incostituzionalità della legge Severino e sul fatto che il reato d&#8217;abuso d&#8217;ufficio in tanti paesi civili è depenalizzato se non connesso alla corruzione.</p>
<p>Sarebbe, invece necessario interrogarsi, ma con serietà e rigore di analisi,  sulle ragioni politiche che hanno portato a confrontarsi alle primarie il candidato sconfitto alle elezioni precedenti e due ex assessori della Giunta Bassolino.</p>
<p>Tuttavia chi, legittimamente, non era d&#8217;accordo con questa rappresentazione del centrosinistra, piuttosto che misurarsi democraticamente nelle urne, ha preferito polemizzare con le primarie, ha invocato operazioni verticistiche o ne ha messo in discussione la validità come strumento di selezione delle candidature. Sulle primarie, d&#8217;altro canto, la sindrome della volpe e l&#8217;uva è sempre aperta.</p>
<p>In realtà costoro non si sono posti l&#8217;unica vera domanda: perché il popolo del centrosinistra in Campania continua a riconoscersi nelle uniche esperienze di governo, sia pure nate più di vent&#8217;anni fa, che hanno registrato importanti successi amministrativi, vale a dire quella di Bassolino nella città di Napoli e di Vincenzo De Luca a Salerno ? L&#8217;esperienza bassoliniana, com&#8217;è noto, si è esaurita malamente cinque anni fa, mentre quella di  Vincenzo De Luca è ancora viva e vegeta e suscitatrice di larghi consensi a Salerno.</p>
<p>Non mi sfugge certamente che la rappresentazione che si è manifestata alle primarie campane sia anche il frutto della mancata costruzione del PD come soggetto politico collettivo, come organismo in grado cioè di promuovere la partecipazione politica e in cui le primarie devono essere la parte finale non iniziale del processo di costruzione di nuove classi dirigenti.</p>
<p>E&#8217; questo un tema ancora tutto aperto e che non può essere risolto con la cooptazione in posti di comando di personale che come unico merito hanno l&#8217;età anagrafica.</p>
<p>E&#8217; di questo che dovrebbero convincersi gli ayatollah che in questi anni hanno condotto in Campania e in Italia poderose campagne per il rinnovamento del PD e del centrosinistra creando anche mostri come Luigi De Magistris e che, al momento decisivo, quello cioè di trovare candidati, programmi e, soprattutto consenso al proprio progetto, sono evaporati limitandosi, come le comari del paesino della nota canzone di De Andrè, all&#8217;invettiva.</p>
<p>Si può ritenere di essere portatori del migliore progetto del mondo, ma se questo non cammina sul consenso popolare, esso risulta essere solo inutile velleitarismo, illusione giacobina.</p>
<p>Sarà sempre così fino a quando si continuerà a scambiare il rinnovamento politico (che è urgente e necessario) con il sostituismo, l&#8217;innovazione con il giovanilismo, il cambiamento con il trasformismo.</p>
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