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	<title>Gabriele Petrone &#187; Il Garantista</title>
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	<description>Il Blog Ufficiale</description>
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		<title>Cinque anni fa la proposta di reddito minimo in Calabria</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 22:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Pubblicato su &#8220;Il Garantista&#8221; del 16 novembre 2015. Sono passati cinque anni da quando il direttore Piero Sansonetti (con al seguito un Davide Varì ancora “pischello” come dicono a Roma) appena giunto in Calabria, organizzò un convegno nel corso del quale Enza Bruno Bossio lanciò la proposta del reddito minimo in Calabria. Allora non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1583" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/11/Convegno-il-Vento-del-Sud-13-novembre-2010.jpg"><img class="size-medium wp-image-1583" title="Convegno il Vento del Sud 13 novembre 2010" alt="Convegno il Vento del Sud 13 novembre 2010" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/11/Convegno-il-Vento-del-Sud-13-novembre-2010-300x201.jpg" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Convegno il Vento del Sud 13 novembre 2010</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Pubblicato su &#8220;Il Garantista&#8221; del 16 novembre 2015.</b></p>
<p>Sono passati cinque anni da quando il direttore Piero Sansonetti (con al seguito un Davide Varì ancora “pischello” come dicono a Roma) appena giunto in Calabria, organizzò un convegno nel corso del quale Enza Bruno Bossio lanciò la proposta del reddito minimo in Calabria.</p>
<p>Allora non c&#8217;erano i cinque stelle in parlamento e il dibattito su questo tema era affidato ai pochi  testardi che ci credevano.</p>
<p>La stessa Bruno Bossio non era ancora deputata ma soltanto componente della Direzione Nazionale del PD a trazione Bersani che sul reddito minimo aveva sempre dimostrato una certa freddezza.</p>
<p>Proporre il reddito minimo dalla Calabria governata da Giuseppe Scopelliti e in una Italia ancora dominata da Berlusconi sembrava, in effetti, un’utopia.</p>
<p>Eppure fu proprio in quei giorni di novembre del 2010 che cominciò lentamente una “lunga marcia” con la costituzione dei Comitati per il reddito minimo in diversi comuni calabresi, la raccolta di oltre 10mila firme a sostegno di una proposta di legge regionale di iniziativa popolare e il pronunciamento di numerosi consigli comunali.<span id="more-1582"></span></p>
<p>L’anno successivo si tenne in un hotel cosentino un meeting nazionale con il contributo di giuristi, sindacalisti e politici e l’iniziativa si estese.</p>
<p>Oggi in parlamento sono state depositate diverse proposte di legge e la Regione Calabria di Mario Oliverio si appresta a varare il reddito di inclusione sociale che conta di dare una prima risposta almeno a coloro che vivono sotto la soglia della povertà.</p>
<p>Iniziative simili sono in corso anche in altre regioni.</p>
<p>A livello nazionale il dibattito sul reddito minimo ha fatto grandi passi in avanti tanto che oggi ne parlano tutti, ultimo fra i tanti lo stesso Direttore dell’INPS Tito Boeri.</p>
<p>Tutto ciò è frutto di un lavoro che viene da lontano e che si spera si riesca a portare a compimento per garantire a tutti il diritto ad una esistenza dignitosa.</p>
<p>Ci sembrava giusto ricordare come la Calabria, una volta tanto, ha saputo essere anticipatrice di temi di interesse nazionale. E un po’ di orgoglio, ogni tanto, non guasta…</p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/11/Il-Garantista-del-15-novembre-2015-reddito-minimo-Prima-pagina.pdf">Il Garantista del 15 novembre 2015 reddito minimo Prima pagina</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/11/Il-Garantista-del-15-novembre-2015-reddito-minimo.pdf">Il Garantista del 15 novembre 2015 reddito minimo</a></strong></p>
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		<title>Il fascino “riscoperto” della Sila</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 14:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su &#8220;Il Garantista&#8221; del 9 ottobre 2015 La brutta avventura, per fortuna a lieto fine, della signora Brunella Guagliani, ritrovata dopo quattro giorni passati in un bosco della Sila, ha anche un risvolto positivo, quello di averci restituito in parte il fascino antico che la nostra montagna ha sempre avuto. Diciamoci la verità, la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/La-Sila.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1455" alt="La Sila" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/La-Sila-300x287.jpg" width="300" height="287" /></a></p>
<p><strong>Pubblicato su &#8220;Il Garantista&#8221; del 9 ottobre 2015</strong></p>
<p>La brutta avventura, per fortuna a lieto fine, della signora Brunella Guagliani, ritrovata dopo quattro giorni passati in un bosco della Sila, ha anche un risvolto positivo, quello di averci restituito in parte il fascino antico che la nostra montagna ha sempre avuto.</p>
<p>Diciamoci la verità, la Sila era diventata per tantissimi solo un luogo per amene passeggiate domenicali e di shopping a Camigliatello da concludere davanti a ricche tavolate nei ristoranti o in sontuosi e devastanti pic nic i cui segni restano a biancheggiare per decenni in mezzo ai boschi e ai prati. I meno pigri, al più, impegnati nella ricerca dei funghi, nella pesca nei laghi e nelle sciate d&#8217;inverno. Questa montagna, chiamata “Silva” (foresta) dai romani, per secoli fonte generosa di sostentamento per le sue popolazioni ma anche rifugio di briganti, banditi e animali selvaggi, era stata fagocitata dalla frenesia consumistica dei nostri tempi. <span id="more-1454"></span></p>
<p>Per quattro giorni, invece, è tornata ad essere quel luogo misterioso ed anche un tantino pericoloso del passato, la &#8220;selva oscura&#8221; di dantesca memoria, simbolo stesso del perdersi in ancestrali labirinti.</p>
<p>Chissà se, complice la brutta avventura della signora Brunella, torneremo tutti a guardarla con maggiore rispetto e ci penseremo due volte prima di abbandonare la nostra immondizia in mezzo ad uno dei suoi prati.</p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/Il-Garantista-del-9-ottobre-2015.pdf">Il Garantista del 9 ottobre 2015</a></strong></p>
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		<title>Dare sepoltura al cranio di Villella è una priorità</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 10:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su &#8220;Il Garantista&#8221; del 20 luglio 2015 Leggo sulla stampa locale e anche sul vostro giornale un atteggiamento di sufficienza e un certo benaltrismo rispetto al documento licenziato all&#8217;unanimità dalla conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale della Calabria che chiede la restituzione del cranio del brigante Villella attualmente custodito nel museo lombrosiano di Torino [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/07/Cranio-del-brigante-Villella.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1353" alt="Cranio del brigante Villella" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/07/Cranio-del-brigante-Villella-300x204.jpg" width="300" height="204" /></a></p>
<p><strong>Pubblicato su &#8220;Il Garantista&#8221; del 20 luglio 2015</strong></p>
<p>Leggo sulla stampa locale e anche sul vostro giornale un atteggiamento di sufficienza e un certo benaltrismo rispetto al documento licenziato all&#8217;unanimità dalla conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale della Calabria che chiede la restituzione del cranio del brigante Villella attualmente custodito nel museo lombrosiano di Torino per dargli sepoltura nel suo paese natale, Motta Santa Lucia.</p>
<p>Io credo, invece, che quel documento sia non solo opportuno ma abbia anche un importante valore culturale.</p>
<p>Intendiamoci, nessuno vuole sminuire considerazioni che, giustamente, mettono in evidenza le grandi emergenze che si pongono davanti al nuovo governo regionale ed all&#8217;intero sistema politico calabrese.</p>
<p>Tuttavia avere scelto di compiere un atto politico per chiedere che sia cancellata una vera e propria vergogna culturale dalla nostra storia unitaria è da considerare di per sé non solo giusto ma addirittura prioritario. <span id="more-1352"></span></p>
<p>Il cranio del povero Villella fu utilizzato da Cesare Lombroso come prova della inferiorità razziale dei meridionali per via della presenza di una &#8220;fossetta occipitale&#8221;, una tara fisiologica che provocava i comportamenti criminali, asociali e incivili delle popolazioni meridionali.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/07/Cesare-Lobroso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1354" alt="Cesare Lobroso" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/07/Cesare-Lobroso.jpg" width="194" height="259" /></a></p>
<p>È significativo che il primo a smontare queste teorie che poi la scienza avrebbe definitivamente dimostrato come erronee e fantasiose fu un politico, Antonio Gramsci, che ne denunciò il carattere razzistico per impostare quello che sarebbe poi diventato il nuovo meridionalismo.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/07/Antonio-Gramsci.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1355" alt="Antonio Gramsci" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/07/Antonio-Gramsci-211x300.png" width="211" height="300" /></a></p>
<p>Come è possibile continuare ad accettare che il cranio di una persona utilizzato come prova di teorie tanto aberranti possa rimanere esposto in un Museo, che di per sé è una agenzia educativa dello Stato ? Come è possibile che esso rimanga a giustificazione di vecchi e nuovi razzismi che purtroppo continuano a prosperare nella nostra società, sia pure nel quadro di una istituzione che raccoglie reperti di indubbio valore storico ?</p>
<p>Uno dei limiti di fondo delle classi dirigenti meridionali in diverse fasi storiche è stato sempre quello di essere subalterne a certe ideologie elaborate e diffuse nel Nord del Paese. Perché dunque lamentarsi quando dei consiglieri regionali chiedono che sia restituita verità e giustizia rispetto a quella che è stata e resta una palese falsità storica e scientifica ?</p>
<p>Suggerirei, dunque, di evitare sottovalutazioni. Far tornare il cranio di Villella non risolverà certo i problemi della disoccupazione e della povertà in Calabria, ma certamente può essere utile per dare alla nostra regione ed alle sue classi dirigenti consapevolezza di sé non &#8220;contro&#8221; il Nord ma come parte fondamentale di un Paese che deve finalmente compiere la sua unità.</p>
<p>L&#8217;atto compiuto dai capigruppo in Consiglio regionale certamente non è sufficiente a creare le condizioni di questa consapevolezza, ma ha un alto valore simbolico. E la politica vive anche di simboli. Del resto il problema del rapporto con la propria storia non riguarda solo la Calabria. Anche nel lontano Brasile, ad esempio, si verificò un caso analogo con i cangaceiros, omologhi dei briganti nostrani, le cui teste mummificate rimasero esposte nel museo antropologico di Salvador de Bahia per lunghi anni, salvo poi convenire sulla necessità della loro sepoltura.</p>
<p>Loro hanno provveduto nel 1969. È arrivata ora che lo facciamo anche noi.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/07/Il-Garantista-del-20-luglio-2015-Prima-Pagina.pdf">Il Garantista del 20 luglio 2015 Prima Pagina</a></p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/07/Il-Garantista-del-20-luglio-2015-Cranio-di-Villella.pdf">Il Garantista del 20 luglio 2015 Cranio di Villella</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vicenda Lupi, guardiamoci allo specchio</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2015 16:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio fare un coming out qui, pubblicamente, partendo dalla vicenda Lupi. Com&#8217;è noto non sono un uomo di potere ma se lo fossi (e in passato, sia pure piccolo piccolo, lo sono stato) e potessi dare una risposta individuale ad una persona che mi chiede un favore e che reputo davvero bisognosa e senza ledere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Lapidazione.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1125" alt="Lapidazione" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Lapidazione-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Voglio fare un <i>coming out</i> qui, pubblicamente, partendo dalla vicenda Lupi. Com&#8217;è noto non sono un uomo di potere ma se lo fossi (e in passato, sia pure piccolo piccolo, lo sono stato) e potessi dare una risposta individuale ad una persona che mi chiede un favore e che reputo davvero bisognosa e senza ledere il diritto di altri, lo farei.</p>
<p>Non lo farei per mio figlio o per un congiunto perché ritengo che il potere delegato dal popolo non possa essere usato a fini personali o familiari, secondo un&#8217;etica che è quella della responsabilità.</p>
<p>Se Lupi ha commesso un errore forse è stato questo e glielo hanno fatto pagare tutto. Ma, come scrive Michele Serra nella sua <span id="more-1124"></span>Amaca di oggi, anche nei giudizi ci vuole equilibrio e misura. Da più potere deriva più responsabilità e bisogna sapersela assumere, sempre. Lupi se l&#8217;è assunta. Punto.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Maurizio-Lupi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1126" alt="Maurizio Lupi" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Maurizio-Lupi-300x156.jpg" width="300" height="156" /></a></p>
<p>Non mi piace, invece, questo accanimento forcaiolo che gode per le teste che cadono, come se la caduta del potente potesse aggiungere qualcosa alle proprie tasche vuote (ma spesso sono proprio coloro che le hanno più piene ad urlare di più). E magari si tralascia di ammettere a se stessi di tutte le volte che la raccomandazione la si è chiesta, fosse anche per l&#8217;esame dei propri figli o per il certificato fatto presto al Comune. Senza porsi il problema di come rendere la scuola più giusta e formativa o la pubblica amministrazione più efficiente, magari pagando le tasse che costituisce una delle prime responsabilità del cittadino. Ma, come scrive Comi stamattina sul Garantista commentando una indagine del CENSIS dalla quale emerge che più di quattro milioni di italiani &#8220;ammettono&#8221; (ma sappiamo tutti che tantissimi altri le chiedono senza ammetterlo) di avere chiesto una raccomandazione, di rendere le cose più efficienti in questo Paese non frega nulla a nessuno. L&#8217;importante è dire che la colpa è sempre degli altri. La cosa più triste è che se in Italia ricomparisse Gesù e dicesse: &#8220;Getti la prima pietra chi non ha mai chiesto una raccomandazione&#8221; lo seppellirebbero sotto un mare di pietre&#8230;&#8230;</p>
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