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	<title>Gabriele Petrone &#187; Giancarlo Caselli</title>
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		<title>GIULIO ANDREOTTI: UN UOMO DI POTERE IN UN PARTITO CONDANNATO AL POTERE.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 14:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2013/05/Andreotti.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-418" alt="Andreotti" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2013/05/Andreotti-300x215.jpg" width="300" height="215" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Quando scompaiono personalità come quella di Giulio Andreotti non si può fare a meno dal rifuggire da giudizi semplicistici e liquidatori.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Lo si deve alla grandezza di un personaggio che comunque è parte fondamentale della storia d’Italia degli ultimi settant’anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Lo si deve, lasciatemelo dire, all’intelligenza dei cittadini, ai quali non può essere propinata la solita lettura “giudiziaria” di una vicenda vasta e tragica che è quella dell’Italia del dopoguerra, delle sue luci e delle sue ombre.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Andreotti fu, soprattutto, un uomo politico e un uomo di stato. Fu un uomo di potere in un partito condannato dalla situazione internazionale a restare comunque al potere, la Democrazia Cristiana. Un partito in cui lui e la sua corrente non furono mai maggioranza ma spesso rappresentarono il punto (di potere, appunto) più avanzato di equilibrio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Proprio per questo l’uomo nella sua vita, ha suscitato più odio che amore.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Andreotti fu odiato dai comunisti che in lui vedevano la personificazione di tanti mali: la DC, i cattivi “amerikani”, la mafia. Sì, perché per tanti comunisti Andreotti era mafioso ben prima che il processo di Caselli e il presunto “bacio” di Riina dessero credito a questa tesi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">La sua stessa figura fisica sembrava richiamare l’antica idiosincrasia ipocrita di tanti intellettuali italiani per la politica intesa come intrigo, segreto, manovra. Di che meravigliarsi ? Siamo il Paese che ha dato i natali a Machiavelli e nello stesso tempo più odia Machiavelli.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma Andreotti era odiato anche da tanti democristiani nell’infinito gioco delle correnti contrapposte dalle quali sembrava emergere sempre lui, nonostante tutti e tutto. Neanche nel PSI era particolarmente amato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In verità Andreotti fece, nelle condizioni storiche date, quello che si richiedeva ad un politico moderato nato dal patto degasperiano di tenere fuori l’Italia dall’influenza sovietica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">I dirigenti comunisti più accorti e tutti coloro che conoscevano la politica, quella vera, lo sapevano e ad Andreotti riconoscevano il ruolo che si era assunto. Lo riconoscevano e lo rispettavano.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Poi la vicenda giudiziaria: molti l’hanno ricordato e non posso non tornarci. Andreotti si difese nel processo e non pretese di difendersi dal processo. Altro uomo, altra stoffa. E tuttavia quel processo fu, per me, un grave <i style="mso-bidi-font-style: normal;">vulnus</i> alla vicenda politica e sociale del Paese, la cui storia non può essere letta come un romanzo criminale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Intendiamoci, non sostengo che la politica non si processa, anzi. Credo invece che sia la storia a non potere essere letta con le lenti di un processo giudiziario. I processi devono stabilire se ci sono reati e punirli. Non possono scrivere la storia di un Paese.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sarà dunque la storia ad assegnare torti e ragioni. L’ha già fatto, se ci pensiamo bene.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">In attesa che qualcuno con meno pregiudizi e maggiore obiettività la scriva, rendiamo ad Andreotti il rispetto che gli è, comunque, dovuto.</p>
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