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	<title>Gabriele Petrone &#187; egoismo</title>
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	<description>Il Blog Ufficiale</description>
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		<title>I muri nella storia non hanno mai fermato nessuno.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 17:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Vi stanno dicendo: “chissenefrega”, ci rubano il lavoro, sono sporchi e portano malattie, sono solo la scusa per imbrogli e tangenti…ma loro continueranno a venire semplicemente perché vogliono scappare da morte certa. Forse che quando si sta per annegare non ci si aggrappa anche ad un pezzo di legno pieno di chiodi acuminati ? Forse [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/06/Strage-in-Siria.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1319" alt="Strage in Siria" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/06/Strage-in-Siria-300x210.jpg" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Vi stanno dicendo: “chissenefrega”, ci rubano il lavoro, sono sporchi e portano malattie, sono solo la scusa per imbrogli e tangenti…ma loro continueranno a venire semplicemente perché vogliono scappare da morte certa.</p>
<p>Forse che quando si sta per annegare non ci si aggrappa anche ad un pezzo di legno pieno di chiodi acuminati ? Forse che la paura di morire annegati è peggiore di quella di morire ammazzati, sgozzati, fatti a pezzi da bombe e armi automatiche ? Cosa fareste voi per mettere in salvo voi stessi e/o per dare una speranza ai vostri figli che rischiano di morire ogni giorno di fame, di persecuzione e di guerra se non cercare di scappare dove pensate che la vita sia migliore ? Vi farebbe forse paura un ragazzone con le felpe variopinte o una elegante signora bionda che vi urlano addosso “fuori i negri” ? Vi fermerebbero forse muri alti, sentinelle, filo spinato ? <span id="more-1318"></span></p>
<p>I muri non hanno mai fermato nessuno, la storia ce lo insegna sin dai tempi della Grande Muraglia fino a quelli del Muro di Berlino: crollati, divenuti attrazioni turistiche o venduti a tocchetti come <i>souvenir</i>. Nessuno è mai riuscito a fermare le migrazioni, perché l’uomo migra sin dai tempi in cui era solo uno scimmione africano.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/06/Strage-in-Siria-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1320" alt="Strage in Siria 2" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/06/Strage-in-Siria-2-300x191.jpg" width="300" height="191" /></a></p>
<p>La cosa più seria che noi uomini e donne del civile Occidente dovremmo fare di fronte al dramma che sta investendo intere popolazioni ed aree enormi del Globo sarebbe unirsi, ragionare, trovare soluzioni. Comprendere, ad esempio, che sarebbe necessario porre fine allo sfruttamento di quei territori, alla vendita indiscriminata di armi in cambio di petrolio e di materie prime per mantenere la nostra opulenza sempre più ristretta, sempre più assediata. Ci darebbe più credibilità anche quando andiamo con le armi a portare pace, più autorevolezza nel dirimere conflitti, invece di essere, agli occhi di questi disgraziati, o un nemico da abbattere o un grassa mucca da mungere.</p>
<p>La democrazia, i diritti, le libertà non possono avere eccezioni, altrimenti non sono democrazia, diritti e libertà.</p>
<p>Perché questo mondo diventa ogni giorno sempre più piccolo: o scegliamo di scannarci l’uno con l’altro in una bella guerra globale o in milioni di guerre locali, o impariamo a viverci tutti insieme rispettandoci e tollerandoci.</p>
<p>Perché ben presto non ci saranno muri abbastanza alti per proteggerci.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/06/Strage-in-Siria-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1321" alt="Strage in Siria 3" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/06/Strage-in-Siria-3-300x192.jpg" width="300" height="192" /></a></p>
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		<title>La società senza memoria e senza vergogna</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2015 21:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[egoismo]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Petrone]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[È lodevole l&#8217;iniziativa di tanti sinceri democratici che, in queste ore di egoismo elevato a cultura di stato, raccontano di quando eravamo noi italiani ( e anche tanti europei) ad essere migranti, maltrattati, calpesti e derisi. Io stesso c&#8217;ho provato e continuerò a provarci. Ma comincio a pensare che siano davvero troppi gli italiani egoisti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/06/Migranti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1315" alt="Migranti" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/06/Migranti.jpg" width="248" height="164" /></a></p>
<p>È lodevole l&#8217;iniziativa di tanti sinceri democratici che, in queste ore di egoismo elevato a cultura di stato, raccontano di quando eravamo noi italiani ( e anche tanti europei) ad essere migranti, maltrattati, calpesti e derisi. Io stesso c&#8217;ho provato e continuerò a provarci.</p>
<p>Ma comincio a pensare che siano davvero troppi gli italiani egoisti e fondamentalmente razzisti, tranne quando li si sorprende a caccia di prostitute a buon mercato e di colore sulla tangenziale o a fare affari sporchi con i paesi del quarto mondo (<i>patata et pecunia non olent</i>).</p>
<p>Oggi si indignano perché la Francia ha chiuso le frontiere, ma solo perché il problema rimane loro sul groppone ed i neri deturpano le belle stazioni costruite sulle tangenti. Hai voglia a ripetere che i nostri nonni li lasciavano sei mesi ad Ellis Island, <span id="more-1314"></span>che morivano di fame e di colera sulle navi esattamente come questi poveracci, e che quando sbarcavano li chiamavano tutti mafiosi. Niente da fare, l&#8217;egoista non ha memoria e non ha vergogna. Preferisce girare la testa dall&#8217;altra parte e plaudire al gesto atletico del calciatore nero ultimo acquisto della squadra del cuore, perché si sa, la domenica è del pallone.</p>
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		<title>L’insopportabile veleno del moralismo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 18:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[moralismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa mattina Massimo Gramellini su “La Stampa” ha raccontato il caso di un giovane ingegnere di trentatré anni di Torino che, colpito da un tumore che gli aveva provocato l’amputazione di una gamba, aveva chiesto al suo condominio di poter istallare, a sue spese, un ascensore dal momento che il suo appartamento si trovava all’ultimo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/02/moralista.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1075" alt="moralista" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/02/moralista-300x154.jpg" width="300" height="154" /></a></p>
<p>Questa mattina Massimo Gramellini su “La Stampa” ha raccontato il caso di un giovane ingegnere di trentatré anni di Torino che, colpito da un tumore che gli aveva provocato l’amputazione di una gamba, aveva chiesto al suo condominio di poter istallare, a sue spese, un ascensore dal momento che il suo appartamento si trovava all’ultimo piano.</p>
<p>Scrive Gramellini che l’assemblea di condominio “aveva negato l’assenso. La legge consentiva a Stefano – così si chiamava il giovane ingegnere -  di procedere. Ma il <i>dominus</i> dell’assemblea, titolare della maggioranza dei millesimi, aveva opposto ostacoli ed eccezioni, arrivando a insinuare che il giovane volesse costruire l’ascensore con gli incentivi concessi ai disabili per aumentare il valore del suo appartamento e poi rivenderlo. Aveva preteso che Stefano sottoscrivesse un documento in cui si impegnava a rimuovere l’impianto, in caso di cessione della casa, e a utilizzarlo in esclusiva, negando le chiavi dell’ascensore a parenti e infermieri. (…) Per non perdere energie che gli servivano altrove, Stefano accantonò il progetto dell’ascensore e si trasferì nell’appartamento del cugino al pianterreno, dove una morte più misericordiosa degli uomini è venuto a prenderlo ieri mattina”.</p>
<p>La cosa bella è che i condomini di Stefano “erano frequentatori assidui della parrocchia. Devoti al prossimo, purché non abitasse a casa loro”.</p>
<p>Confesso che la storia raccontata da Gramellini, pur rattristandomi non poco, non mi ha sorpreso. Sono anni che si avvertono dovunque, nel ventre molle della società italiana, i segni drammatici di una decadenza etica, un rinchiudersi negli egoismi più ristretti e, cosa più insopportabile, mascherati sotto una abbondante patina di moralismo, il veleno ideologico di questi tempi insulsi.</p>
<p>Nel negare a Stefano, malato e senza una gamba, la possibilità di costruire un ascensore che ne alleviasse le sofferenze sono sicuro che il capo condominio si sentiva nel giusto, perché smascherava un possibile imbroglio, una possibile speculazione.</p>
<p>Era così ottenebrato dalla sua visione del mondo, tutta ristretta all’interesse particolarissimo fatto di millesimi e valori catastali da non vedere davanti a se un ragazzo malato e senza una gamba, ma solo lo specchio di se stesso. “Perché ognuno del suo cuor l’altrui misura”.</p>
<p>Il guaio è che il moralismo è un veleno che, ormai, pervade tutto il discorso pubblico. Ad una società che avrebbe bisogno di più solidarietà, di stringersi attorno ad obiettivi comuni e condivisi, si stanno copiosamente distribuendo le tossine di una nuova concezione del mondo, quella del “solo i fatti miei e quelli degli altri sono tutti un imbroglio”.</p>
<p>Certo proprio un bel mondo quello che stiamo confezionando per i nostri figli.</p>
<p>INTERVISTA A ENZA BRUNO BOSSIO CHE CITA, NEL FINALE, QUESTO ARTICOLO</p>
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<p>&nbsp;</p>
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