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	<title>Gabriele Petrone &#187; tu chiamale se vuoi emozioni</title>
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	<description>Il Blog Ufficiale</description>
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		<title>Mogol, le ideologie, le emozioni, il Nobel.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2015 21:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Giulio Rapetti Mogol]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Battisti]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, a margine di un incontro con i giovani a Cetraro, ho avuto l&#8217;occasione di conoscere quello che considero uno dei più grandi poeti italiani degli ultimi decenni, Giulio Rapetti in arte Mogol. Abbiamo parlato dell&#8217;iniziativa che sta portando avanti da alcuni anni di formazione rivolta ai giovani e ha detto alcune cose che condivido [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Con-Mogol.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1141" alt="Con Mogol" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Con-Mogol-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Oggi, a margine di un incontro con i giovani a Cetraro, ho avuto l&#8217;occasione di conoscere quello che considero uno dei più grandi poeti italiani degli ultimi decenni, Giulio Rapetti in arte Mogol.</p>
<p>Abbiamo parlato dell&#8217;iniziativa che sta portando avanti da alcuni anni di formazione rivolta ai giovani e ha detto alcune cose che condivido molto: &#8220;solo il genio può essere un dono, il talento va coltivato&#8221; e che &#8220;i giovani hanno il dovere di essere migliori di chi li ha preceduti&#8221;.</p>
<p>Infine mi ha raccontato, divertito, una storia peraltro nota, di quando, negli anni &#8217;70, non riusciva a staccarsi di dosso l&#8217;etichetta <span id="more-1140"></span>&#8220;di destra&#8221; che avevano affibbiato a lui e a Battisti.</p>
<p>&#8220;Avevi voglia a dire che <i>le braccia tese</i> o <i>alzate</i> non erano saluti romani ma soltanto lo slancio di un uomo che alza le mani verso il cielo in segno d&#8217;amore. Fascista a me, che il mio primo voto l&#8217;ho dato ai socialisti. Niente, una storia che non riuscivi a toglierti di dosso, e solo perché avevamo scelto di scrivere e cantare storie d&#8217;amore&#8221;.</p>
<p>Erano altri tempi quelli, ma la cattiva abitudine di catalogare persone e fatti secondo schemi pregiudiziali ed ideologici non è affatto passata.</p>
<p>Per fortuna la gente, alla fine, è sempre più avanti di certi schemi e sa riconoscere la buona musica e la vera poesia.</p>
<p>Le canzoni scritte da Mogol continuano oggi a parlare a tanta gente perché sanno raccontare la vita, gli amori, le passioni di tanti, forse di tutti.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Con-Mogol-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1142" alt="Con Mogol 2" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/03/Con-Mogol-2-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Del resto la poesia parla d&#8217;amore dai tempi di Saffo, passando per Catullo, Dante e Petrarca.</p>
<p>Perché il sogno di cambiare il mondo si può esprimere anche, semplicemente, aiutando le persone a riconoscere i propri sentimenti. &#8220;Tu chiamale, se vuoi, emozioni&#8221;.</p>
<p>PS: C&#8217;è la proposta di candidare Giulio Rapetti Mogol al Nobel. Io la condivido e la sostengo e spero di essere insieme a tanti altri. Perché questo Paese ha bisogno di riscoprire anche le radici profonde della sua cultura di cui la poesia d&#8217;amore è parte fondante.</p>
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