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	<title>Gabriele Petrone &#187; strage in Kenya</title>
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		<title>Chi è il mio prossimo ?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2015 15:33:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[buon samaritano]]></category>
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		<description><![CDATA[147 morti colpevoli soltanto di essere cristiani, sono stati trucidati in Kenya. Una strage che oggi è sulle prime pagine dei giornali ma lateralmente, domani non ci sarà più. Sui social, a parte qualche lodevole eccezione, sono altre le notizie che prevalgono. Stessa sorte è toccata, solo pochi giorni fa alle stragi di uomini, donne [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/04/Il-buon-samaritano.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1148" alt="Il buon samaritano" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/04/Il-buon-samaritano-300x230.jpg" width="300" height="230" /></a></p>
<p>147 morti colpevoli soltanto di essere cristiani, sono stati trucidati in Kenya. Una strage che oggi è sulle prime pagine dei giornali ma lateralmente, domani non ci sarà più. Sui <i>social</i>, a parte qualche lodevole eccezione, sono altre le notizie che prevalgono.</p>
<p>Stessa sorte è toccata, solo pochi giorni fa alle stragi di uomini, donne e bambini nella faida tra musulmani sunniti e sciiti nello Yemen.</p>
<p>Sorte diversa è toccata alla strage di Parigi del gennaio scorso, dove si sono registrati 12 morti e 11 feriti e di cui ancora si parla e si discute, o alle 23 vittime dell’attentato del museo del Bardo a Tunisi. <span id="more-1147"></span></p>
<p>Facile la considerazione che pure si è letta in altre occasioni: i morti non sono tutti uguali, per cui il nostro opulento occidente si sente coinvolto e piange solo quando i morti sono bianchi, europei e magari anche cristiani.</p>
<p>In realtà episodi come questi dimostrano che mentre l’odio può essere assoluto, travalicare confini, religioni, etnie, l’amore, invece continua ad essere limitato, limitato a chi si considera “prossimo”, vale a dire più vicino a sé.</p>
<p>Da secoli, cioè, l’uomo non riesce a rispondete alla domanda che Gesù formulò raccontando la parabola del buon samaritano: chi è il mio prossimo ?</p>
<p>Raccontando, infatti, dell’uomo aggredito e lasciato in fin di vita per strada che non riceve soccorso dai suoi connazionali e correligionari e, invece, viene salvato da un samaritano, cioè da un appartenente ad un popolo disprezzato e deriso dai Giudei, Gesù indicava con chiarezza che all’amore ed alla solidarietà non possono esserci limiti.</p>
<p>E non ci si rende conto che il problema di guardare all’altro uomo non come ad un nemico ma come al proprio prossimo va ben al di là del sentimento religioso e rappresenta invece il fondamento stesso del laicissimo concetto di democrazia moderna.</p>
<p>Ma purtroppo, dentro questo mondo grande e terribile, ci si continua ad illudere di poter sfuggire all’orrore e all’odio senza fine semplicemente chiudendo la finestra o cambiando canale.</p>
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