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	<title>Gabriele Petrone &#187; social network</title>
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	<description>Il Blog Ufficiale</description>
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		<title>La pedagogia per il recupero dei webeti</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2016 19:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Scusate se insisto, non sono diventato all&#8217;improvviso un bacchettone moralista o un moderato doroteo. Sono, invece, profondamente convinto che tutte le persone che non hanno mandato il cervello all&#8217;ammasso devono condividere una battaglia pedagogica contro il webetismo, contro coloro cioè che usano i social come sfogatoio di impulsi irrazionali e non come luogo bello, largo, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/11/Webeti.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1973" alt="Webeti" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/11/Webeti-300x228.jpg" width="300" height="228" /></a></p>
<p>Scusate se insisto, non sono diventato all&#8217;improvviso un bacchettone moralista o un moderato doroteo. Sono, invece, profondamente convinto che tutte le persone che non hanno mandato il cervello all&#8217;ammasso devono condividere una battaglia pedagogica contro il webetismo, contro coloro cioè che usano i social come sfogatoio di impulsi irrazionali e non come luogo bello, largo, democratico di confronto di idee e posizioni. L&#8217;ideologia del bar dello sport c&#8217;è sempre stata ma in passato i corpi intermedi (partiti, sindacati, associazionismo, ecc.) svolgevano un efficace ruolo di filtro contro atteggiamenti e situazioni che, se lasciate sole a svilupparsi, alimentavano rabbia e rancore sociale senza sbocchi democratici e di avanzamento reale delle istanze popolari. Ecco perché tutti, pur conservando con determinazione le nostre posizioni politiche e culturali, dobbiamo lavorare perché il dibattito pubblico non degeneri. Quando ciò è accaduto storicamente abbiamo poi dovuto faticosamente raccogliere i cocci. Molto devono fare le classi dirigenti, non c&#8217;è dubbio, ma se cominciamo noi non è male.</p>
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		<title>L’insostenibile cultura dell’anti…</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 16:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[homo homini lupus]]></category>
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		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<description><![CDATA[Viviamo un&#8217;epoca per certi aspetti assurda. Vittorino Andreoli qualche tempo fa la definiva l&#8217;epoca dell&#8217;uomo pulsionale che ha completamente soppiantato l&#8217;uomo moderno figlio della cultura occidentale. L&#8217;identità ha cessato di essere frutto della sedimentazione di culture e si caratterizza come frutto di pulsioni irrazionali, come elemento che scaturisce dalla contrapposizione ad un nemico reale o [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/08/NO.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1863" alt="NO" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/08/NO-300x177.jpeg" width="300" height="177" /></a></p>
<p>Viviamo un&#8217;epoca per certi aspetti assurda.</p>
<p>Vittorino Andreoli qualche tempo fa la definiva l&#8217;epoca dell&#8217;uomo pulsionale che ha completamente soppiantato l&#8217;uomo moderno figlio della cultura occidentale.</p>
<p>L&#8217;identità ha cessato di essere frutto della sedimentazione di culture e si caratterizza come frutto di pulsioni irrazionali, come elemento che scaturisce dalla contrapposizione ad un nemico reale o immaginario che sia.</p>
<p>Nessuno ne è immune, basta guardarsi intorno.</p>
<p>Tutti ce l&#8217;hanno con qualcuno o qualcosa, pochi si interrogano su se stessi. <span id="more-1862"></span></p>
<p>Se guardiamo all&#8217;umanità che si esprime sulla piazza globale dei social sono tutti anti qualcosa, pochi a favore o per. Perché per essere anti non è necessario pensare, interrogarsi, sviluppare quella straordinaria dote umana che è l&#8217;analisi, la critica, in una parola, la cultura.</p>
<p>Essere anti dà sicurezze consolatorie quanto effimere non certezze stabili che invece richiedono anche il sacrificio del mettersi in discussione.</p>
<p>Il tutto con il contorno di classi dirigenti che si illudono di poter cavalcare tutte le tigri possibili dei malcontenti e delle paure umane in cambio di un consenso altrettanto effimero e di intellettuali che si crogiolano, nella migliore delle ipotesi, nella loro presunta diversità.</p>
<p>Tutto volge al peggio e si sceglie sempre il peggiore. C&#8217;è davvero poco da stare allegri.</p>
<p>Forse è arrivato il momento della responsabilità, ma sono ancora troppo pochi coloro che hanno il coraggio di affermarla di fronte alla Vandea che monta ogni giorno di più in questo nostro mondo. Perché questo è il confine che separa la civiltà e il progresso dalla barbarie e dall&#8217;<i>homo homini lupus</i>.</p>
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