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	<title>Gabriele Petrone &#187; pesca</title>
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		<title>Un ricordo di mio nonno Alfio (di Francesco Petrone, mio fratello)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 21:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Mio nonno materno, Alfio, da Paternò, pur trapiantato a Cosangeles poco meno che trentino (come direbbe Camilleri) conservava questa abitudine di &#8220;dare i morti&#8221;, come diceva lui a noi nipoti. Ricordo che, bambini, ci metteva in fila e ci regalava una banconota (la ricordate?) da 500 lire ciascuno, che era allora per noi un piccolo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/11/500-lire.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2354" alt="500 lire" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/11/500-lire-300x150.jpg" width="300" height="150" /></a></p>
<p>Mio nonno materno, Alfio, da Paternò, pur trapiantato a Cosangeles poco meno che trentino (come direbbe Camilleri) conservava questa abitudine di &#8220;dare i morti&#8221;, come diceva lui a noi nipoti. Ricordo che, bambini, ci metteva in fila e ci regalava una banconota (la ricordate?) da 500 lire ciascuno, che era allora per noi un piccolo tesoro.</p>
<p>Ci si poteva comprare un albo di Topolino, le figurine per l&#8217;album dei calciatori o di goldrake e spararne il resto da Ciccio.</p>
<p>Questi era un ambulante, già vecchissimo allora per noi bambini che trasportava a mano (da davanti alla scuola ai giardinetti nei giorni feriali, al piazzale della chiesa alla domenica) un enorme carretto letteralmente ricoperto di ogni cosa potesse attrarre i bambini: da giocattoli di ogni tipo a caramelle e gomme da masticare, sino alle radici di liquirizia da succhiare, e soprattutto le &#8220;bombette&#8221;.</p>
<p>Erano dei minuscoli petardi a forma di candelotti di dinamite, di carta colorata muniti di miccia con all&#8217;interno un piccolo quantitativo di polvere pirica. Si potevano così usare da soli o a gruppi legati insieme con il filo per cucire, per &#8220;minare&#8221; tutto ciò che piacesse.</p>
<p>Con il resto del Topolino dunque si potevano comprare da Ciccio due gomme a forma di sigaretta, qualche decina di bombette e magari rischiare di vincere qualche altro giocattolo a quella che lui chiamava &#8220;a pisca&#8221; (ovvero la pesca), estraendo a caso dopo averne comprato il diritto per 50 lire, uno dei rotolini di carta a forma di mini papiro che in numero di alcune decine teneva infissi in una tavoletta di legno con tanti buchi. Dentro potevi leggere se avevi vinto e cosa.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/11/Albi-di-Topolino.jpg"><img alt="Albi di Topolino" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/11/Albi-di-Topolino-212x300.jpg" width="212" height="300" /></a><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/11/Piccoli-petardi1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2357" alt="http://www.dreamstime.com/stock-photo-image33398850" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/11/Piccoli-petardi1-300x180.jpg" width="300" height="180" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il fascino “riscoperto” della Sila</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 14:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[fascino misterioso]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su &#8220;Il Garantista&#8221; del 9 ottobre 2015 La brutta avventura, per fortuna a lieto fine, della signora Brunella Guagliani, ritrovata dopo quattro giorni passati in un bosco della Sila, ha anche un risvolto positivo, quello di averci restituito in parte il fascino antico che la nostra montagna ha sempre avuto. Diciamoci la verità, la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/La-Sila.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1455" alt="La Sila" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/La-Sila-300x287.jpg" width="300" height="287" /></a></p>
<p><strong>Pubblicato su &#8220;Il Garantista&#8221; del 9 ottobre 2015</strong></p>
<p>La brutta avventura, per fortuna a lieto fine, della signora Brunella Guagliani, ritrovata dopo quattro giorni passati in un bosco della Sila, ha anche un risvolto positivo, quello di averci restituito in parte il fascino antico che la nostra montagna ha sempre avuto.</p>
<p>Diciamoci la verità, la Sila era diventata per tantissimi solo un luogo per amene passeggiate domenicali e di shopping a Camigliatello da concludere davanti a ricche tavolate nei ristoranti o in sontuosi e devastanti pic nic i cui segni restano a biancheggiare per decenni in mezzo ai boschi e ai prati. I meno pigri, al più, impegnati nella ricerca dei funghi, nella pesca nei laghi e nelle sciate d&#8217;inverno. Questa montagna, chiamata “Silva” (foresta) dai romani, per secoli fonte generosa di sostentamento per le sue popolazioni ma anche rifugio di briganti, banditi e animali selvaggi, era stata fagocitata dalla frenesia consumistica dei nostri tempi. <span id="more-1454"></span></p>
<p>Per quattro giorni, invece, è tornata ad essere quel luogo misterioso ed anche un tantino pericoloso del passato, la &#8220;selva oscura&#8221; di dantesca memoria, simbolo stesso del perdersi in ancestrali labirinti.</p>
<p>Chissà se, complice la brutta avventura della signora Brunella, torneremo tutti a guardarla con maggiore rispetto e ci penseremo due volte prima di abbandonare la nostra immondizia in mezzo ad uno dei suoi prati.</p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/Il-Garantista-del-9-ottobre-2015.pdf">Il Garantista del 9 ottobre 2015</a></strong></p>
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