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	<title>Gabriele Petrone &#187; Partito Comunista Italiano</title>
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		<title>100 anni di comunisti in Italia…</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 20:43:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3772" class="wp-caption alignnone" style="width: 230px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2021/01/La-prima-tessera-del-Partito-Comunista-dItalia.jpg"><img class="size-full wp-image-3772" alt="La prima tessera del Partito Comunista d'Italia" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2021/01/La-prima-tessera-del-Partito-Comunista-dItalia.jpg" width="220" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">La prima tessera del Partito Comunista d&#8217;Italia</p></div>
<p>Cento anni fa a Livorno i delegati della frazione comunista del Congresso socialista davano vita al Partito Comunista d’Italia, Sezione dell’Internazionale Comunista o Terza Internazionale. Il PCdI, e dopo la svolta togliattiana Partito Comunista Italiano, nasceva da una scissione nel quadro del grande movimento mondiale originato dalla Rivoluzione d’Ottobre in Russia nel 1917. In Italia, stremata dalla guerra, già imperversava la violenza fascista. In Parlamento e nel Paese i socialisti erano primo partito ma immobilizzati in una linea verbosamente rivoluzionaria priva di sbocchi. Una fondazione, dunque, in uno dei momenti più bui e difficili della storia italiana e mondiale. I comunisti italiani avranno una storia gloriosa nella lotta al fascismo, nella costruzione della democrazia e nella emancipazione delle classi popolari. Una storia che va discussa e approfondita. E mai dimenticata&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;utilità di saper tacere&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2015 16:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/04/Liberazione-1954-2015.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1218" alt="Liberazione 1954-2015" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/04/Liberazione-1954-2015-300x184.jpg" width="300" height="184" /></a></p>
<p>&#8220;Passeggiando&#8221; tra post e commenti dedicati al 25 aprile se ne possono individuare quattro &#8220;tipi&#8221;.</p>
<p>Il primo, il più corretto e per fortuna maggioritario, quello che cerca di cogliere il senso di una Festa che, grazie anche all&#8217;evoluzione del dibattito politico e storiografico, ha cessato di essere una celebrazione di parte (se mai lo è stata) per assumere il valore di un momento di generale riflessione sulla libertà e la democrazia come patrimonio di tutti.</p>
<p>Poi c&#8217;è il secondo &#8220;tipo&#8221;, quello che definirei scettico a tutti i costi, che cerca di sminuire il valore delle celebrazioni tacciandole come retoriche e rituali. Costoro, spesso gli stessi che con grande provincialismo indicano i limiti del nostro Paese proprio nel non <span id="more-1217"></span>sentirsi comunità nazionale a differenza delle altre nazioni del mondo, dovrebbero spiegare come è possibile celebrare una ricorrenza nazionale senza quel minimo di serietà, di ritualità e anche di retorica che sono &#8220;dovute&#8221; in certe occasioni.</p>
<p>Il terzo &#8220;tipo&#8221; è quello fascio-negazionista, che rimastica tesi della destra orfana di Salò sui partigiani venduti agli americani e che hanno venduto l&#8217;Italia agli USA, criminali colpevoli con la loro resistenza di avere &#8220;provocato&#8221; la, in fondo giusta, reazione nazi-fascista, di avere massacrato persone per puro spirito di vendetta o per preparare un colpo di Stato comunista, ecc.. Stupidaggini ideologiche e storiografiche che, purtroppo, qualche politico populista e qualche giornalista da &#8220;cassetta&#8221; continuano a propagare.</p>
<p>Infine il quarto tipo che definirei <i>scunchiudente</i>, crasso nella sua ignorante sottovalutazione individualista, costituito dal solito schema qualunquista che non sa far altro che imprecare contro tutti e contro tutto ciò che lontanamente sa di politica, compresi i partigiani di 70 anni fa (ho letto persino post che li definivano opportunisti che dopo la guerra si sono &#8220;sistemati&#8221;, sic !).</p>
<p>Ebbene, si potrebbe dire agli ultimi tre tipi che la democrazia e la libertà di cui celebriamo oggi la ricorrenza è quella che consente loro di dire ciò che dicono. Ma non capirebbero. Nella speranza che un giorno comprenderanno l&#8217;utilità di saper tacere quando non si hanno cose davvero serie da dire continuiamo ad avere per loro tanta umana comprensione, quella che deriva dalle buone ragioni che mossero quei ragazzi di 70 anni fa alla riconquista della libertà per tutti&#8230;</p>
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