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	<title>Gabriele Petrone &#187; Michele Emiliano</title>
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		<title>Grazie&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Apr 2017 17:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2145" alt="Convenzione 1" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-1-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Ieri abbiamo tenuto il nostro congresso di circolo. Al di là del risultato delle singole mozioni ciò che riempie di soddisfazione è stata l&#8217;eccezionale partecipazione al voto dei nostri iscritti, in linea con i dati che si stanno registrando in Calabria e segnatamente nella Provincia di Cosenza. È una cosa che ci fa ben sperare nel futuro l&#8217;attaccamento al partito di tante compagne e compagni in uno dei momenti più difficili della nostra storia repubblicana. Resto convinto che nessuna riforma della politica sarà possibile in questo Paese senza grandi forze popolari e di massa. Uso il plurale non a caso perché la ricostruzione di grandi partiti che praticano al loro interno la democrazia è un problema che riguarda tutti, non solo il PD.</p>
<p>Lasciatemi dunque ringraziare tutti coloro che ieri hanno dedicato parte del loro tempo per partecipare ai nostri lavori. Un grazie particolare consentitemi infine di rivolgerlo ai compagni che, con il loro lavoro e il loro contributo politico ci hanno consentito di fare di ieri una vera e propria festa di partecipazione: Raffaele Zuccarelli, Damiano Covelli, Luigi De Cicco, Roberta Vivacqua, Domenico De Luca, Andrea Adamo.</p>
<p>Ringrazio inoltre Franco Ambrogio, Nicola Adamo, Enza Bruno Bossio, Luig Guglielmelli, Ernesto Magorno, per i loro interventi al nostro congresso, così come il garante Domenico D&#8217;Ambrosio, e i presentatori delle mozioni Enzo Damiano per la mozione Orlando e Marco Ambrogio per la mozione Emiliano. E avanti per fare ancora più grande questo nostro PD. <span id="more-2144"></span></p>
<p>Iscritti al Circolo: 470.</p>
<p>Votanti: 390</p>
<p>Voti validi: 389</p>
<p>Nulla: 1</p>
<p>Matteo Renzi: 348 voti (89,46%).</p>
<p>Michele Emiliano: 28 voti (7,20%).</p>
<p>Andrea Orlando 13 voti (3,34%).</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-3.jpg"><img alt="Convenzione 3" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-3-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-2.jpg"><img alt="Convenzione 2" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-2-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2147" alt="Convenzione 4" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-4-300x198.jpg" width="300" height="198" /></a>  <a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-5.jpg"><img alt="Convenzione 5" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-5-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Non si torna indietro&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Mar 2017 19:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/03/Non-si-torna-indietro-Segnale-stradale.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2109" alt="Non si torna indietro Segnale stradale" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/03/Non-si-torna-indietro-Segnale-stradale-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Quando dieci anni fa nacque il PD appartenevo alla schiera dei convinti non entusiasti. Mentre a 19 anni, quando presi la prima tessera del PCI da iscritto alla FGCI, sentivo di fare una scelta di vita e la facevo con la gioia del ragazzo che voleva cambiare l&#8217;Italia e il mondo, le successive trasformazioni del partito a cui avevo dedicato la mia vita le ho vissute come scelte politiche che mi consentivano di tenere aperto quell&#8217;orizzonte su un terreno nuovo. Vissi anche il PD così, con la consapevolezza che sceglievo la strada difficile ma affascinante dell&#8217;unità delle culture democratiche di questo Paese con tutto ciò che comportava in termini non di rinuncia ma di investimento della propria identità in un progetto lungo che era quello della conquista del governo per operare il vero cambiamento e non limitarsi alla sua sola enunciazione. In una parola il riformismo.<br />
Mi convinsero i dirigenti politici ai quali mi sentivo più vicino, in primo luogo D&#8217;Alema, anche se mi ha sempre infastidito l&#8217;appellativo dalemiano, così come nel PCI contestavo l&#8217;appellativo di ingraiano. Trovavo e trovo detestabile definirsi col cognome di un leader, per quanto autorevole esso possa essere. Mi è sempre sembrato un atteggiamento da correntismo provinciale, da intruppamento pecorone. <span id="more-2108"></span></p>
<p>Anche localmente mi sono sempre sentito parte di un gruppo dirigente ampio, che si unisce e si divide su prospettive strategiche, senza trascurare anche la tattica che in politica non ha meno importanza. Così come i destini individuali hanno senso e si legittimano in questo quadro, altrimenti sfociano in carrierismo fine a se stesso. Quel partito, quei partiti, mi hanno educato così. Così ho sempre sentito il PD, anche quando sono stato minoranza e ne coglievo e ne colgo ancora i limiti politici, programmatici, organizzativi.</p>
<p>Non ho avuto mai remore nel criticare scelte sbagliate, cercando di correggerle nei limiti delle mie forze.<br />
Ho vissuto cosi anche la stagione di Renzi, di cui ho apprezzato alcune cose e criticato altre, cercando di correggerle. Da minoranza, però, non ho mai avuto atteggiamenti minoritari. Una minoranza ha senso se si batte per diventare maggioranza, se afferma le proprie idee e le sue proposte per cambiare il corso delle cose esistenti. Ho pensato, ad esempio, che la lotta al renzismo (non a Renzi) avesse dovuto e potuto maturare non votando al Senato la fiducia sulla cosiddetta &#8220;Buona Scuola&#8221; così come si era fatto alla Camera dove però i numeri erano diversi. Avremmo aiutato il nostro Governo e persino Renzi non creando &#8220;a gratis&#8221; una frattura con un mondo che è sempre stato a noi vicino. Avremmo avuto ragione visto che a pentirsi di quella riforma è stato per primo Matteo Renzi, e oggi si è aperta una riflessione, spero non tardiva, nel PD e nel Governo con la Ministra che sta già operando importanti correzioni. L&#8217;intervento di ieri al Lingotto di Massimo Recalcati è, in questo senso significativo.</p>
<p>Si è scelta la strada, giusta, della contestazione della legge elettorale senza porre la prima, vera questione, quella del,superamento dei capilista bloccati, la cui &#8220;spartizione&#8221; è stata la prima causa del conflitto interno e delle fuoriuscite dal PD, diciamolo senza ipocrisie. Una contestazione che, alla fine, aveva il solo scopo di un ritorno al &#8220;proporzionale&#8221; e l&#8217;abbandono della vocazione maggioritaria del PD, cosa su cui non sono stato e mai sarò d&#8217;accordo, perché una democrazia ha senso nell&#8217;alternanza altrimenti muore di consociativismo e di inconcludenza, il contrario del vero riformismo.<br />
Si è votata in Parlamento la riforma costituzionale, il minimo sindacale possibile sbandierando il risultato di avere ottenuto l&#8217;elezione nei fatti diretta dei senatori. Una riforma minima, ripeto, che tuttavia avrebbe consentito di insediare le radici di una democrazia parlamentare in linea con gli altri paesi europei salvo poi chiedere al popolo di bocciare il proprio voto dato in parlamento intruppandosi in un fronte in cui la sinistra era davvero ben poca cosa ! Un capolavoro !<br />
Renzi ci ha messo del suo, la personalizzazione, la fretta, una certa dose di arroganza, l&#8217;illusione di battere il populismo con alcune dosi di populismo&#8230;e la frittata è stata compiuta.<br />
Purtroppo per tutti, per questo Paese innanzitutto, stressato dalla crisi economica e da un ceto politico nella sua maggioranza proteso solo al proprio posizionamento tattico e particolaristico (la vera casta che andrebbe spazzata via, altro che i vitalizi), dalle uova si fanno le frittate, ma dalle frittate non si può tornare alle uova.</p>
<p>Ora abbiamo il dovere, tutti, per l&#8217;Italia, per il nostro popolo, di trovare il bandolo perduto, di frenare il rinculo subito. E ciò sarà possibile farlo solo se recuperiamo le ragioni di fondo che ci fecero fare il PD dieci anni fa.</p>
<p>Per questo sono andato al Lingotto, dove ho ascoltato, ho detto la mia, ho condiviso e criticato, come ho sempre fatto nella mia vita, come mi ha insegnato la politica.<br />
Il Lingotto e soprattutto il congresso del PD, possono essere la frenata del contraccolpo subito il 4 dicembre e la nostra ripartenza.</p>
<p>Per questo nel prossimo congresso ho scelto di sostenere il ticket Renzi-Martina che più coerentemente rispecchia il progetto originario del PD.</p>
<p>Le altre candidature non hanno queste caratteristiche.</p>
<p>Non ce l&#8217;ha quella di Orlando perché il problema non è fare una corrente di sinistra nel PD ma fare del PD un partito di sinistra nel senso più ampio del termine. Gli interventi di padri storici della sinistra come Biagio De Giovanni e Beppe Vacca ieri al Lingotto lo hanno testimoniato bene.<br />
Non ce l&#8217;ha quella di Emiliano, che sento estranea alla mia cultura e piuttosto debole sul piano dell&#8217;impianto politico, con discutibili cadute in una dimensione populista che in Italia ha ben più coerenti interpreti.</p>
<p>Ora, comunque, tutti abbiamo il dovere di discutere e confrontarci, lealmente, come parte della stessa comunità.</p>
<p>Domani insieme dovremo riprendere il cammino interrotto. Non possiamo e non dobbiamo tornare indietro.</p>
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		<title>La vera maggioranza&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2017 20:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immaginate per un attimo che i protagonisti di questi ultimi anni della vita del PD semplicemente non esistessero. Niente Renzi, Bersani, Speranza, Letta, D&#8217;Alema, Emiliano e co. Comunque dovremmo discutere di questo PD, del suo ruolo, della sua funzione perché al di fuori di esso rimarrebbero comunque Grillo, Salvini, Berlusconi, Trump, la Brexit, l&#8217;Europa in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/02/Bandiere.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2093" alt="Bandiere" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/02/Bandiere-300x128.jpg" width="300" height="128" /></a></p>
<p>Immaginate per un attimo che i protagonisti di questi ultimi anni della vita del PD semplicemente non esistessero.</p>
<p>Niente Renzi, Bersani, Speranza, Letta, D&#8217;Alema, Emiliano e co.</p>
<p>Comunque dovremmo discutere di questo PD, del suo ruolo, della sua funzione perché al di fuori di esso rimarrebbero comunque Grillo, Salvini, Berlusconi, Trump, la Brexit, l&#8217;Europa in dissoluzione, l&#8217;emergenza del Medio oriente e del nord Africa, il dramma dell&#8217;immigrazione, la minaccia del terrorismo, il dramma globale della povertà, ecc..</p>
<p>Perché l&#8217;aver voluto, giustamente, tenere aperto un partito riformista in questi anni è stata una scelta giusta.<br />
Non a caso a noi guarda ancora oltre un terzo dell&#8217;elettorato italiano, siamo la prima forza politica della sinistra in Europa, nonostante tutto. <span id="more-2092"></span></p>
<p>Ecco perché discutere è un dovere e nei grandi partiti si discute nei congressi, dove ci si divide sulle analisi e sulle proposte. Ad analisi e proposte sono legate poi l&#8217;elezione dei gruppi dirigenti e la selezione della rappresentanza.</p>
<p>In realtà, diciamoci la verità, si sta discutendo di persone, della loro collocazione e della loro prospettiva, sia pure a breve termine. Cosa legittima, ma criminale se slegata completamente dal cosa e dal come fare da qui ai prossimi anni per dare una risposta ai drammi di questo mondo grande e terribile.</p>
<p>Ecco perché soltanto pensarle le scissioni è un atto irresponsabile, non solo perché in genere hanno sempre portato danni, anche quando sono state animate da grandi movimenti storici, ma soprattutto quando si motivano su presunte divergenze su tempi e scadenze di un congresso più che su quello che in quel congresso si deve discutere.</p>
<p>Per quanto mi riguarda io penso che questo congresso dobbiamo farlo per discutere di quelle cosette che ho enunciato sopra. E non credo affatto di essere minoranza in questo partito. Anzi credo di essere parte della vera maggioranza.</p>
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