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	<title>Gabriele Petrone &#187; Maurizio Gasparri</title>
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		<title>Facile ridere degli strafalcioni di Razzi e non dell’ignoranza compiaciuta ed ostentata di tanti altri.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 14:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/04/Buona-Pascuetta-di-Razzi.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1151" alt="Buona Pascuetta di Razzi" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/04/Buona-Pascuetta-di-Razzi-300x168.png" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Nella tanto bistrattata prima repubblica c&#8217;erano senatori e deputati con appena la terza elementare o che avevano imparato a leggere e scrivere in maniera fortunosa. A loro poteva scappare uno strafalcione ma nessuno ne metteva in dubbio la competenza politica nei settori in cui i partiti li facevano &#8220;specializzare&#8221;. La differenza stava nel fatto che questi vivevano la loro scarsa cultura con vergogna, si facevano assistere nella stesura di relazioni e scritti (a parlare in pubblico, in generale, se la cavavano tutti avendo imparato sul campo). Sentivano, infatti, tutto il peso di una ignoranza, sia pure subita perché frutto della loro condizione sociale subalterna, e cercavano quotidianamente di migliorare. <span id="more-1150"></span></p>
<p>Il nostro Razzi, invece, della sua condizione di uomo poco acculturato si compiace, crogiolandosi nella maschera che si è cucita addosso. Magari si crede Bertoldo alla corte di re Alboino e invece, al massimo, passa per Gasperino il carbonaio messo al posto del Marchese Del Grillo.</p>
<p>Razzi, infatti, gode nell&#8217;essere <em>naïf</em>, tanto nessuno gli ha mai chiesto di essere diverso o di più.</p>
<p>Il suo primo leader, il Di Pietro del che &#8220;c&#8217;azzecca&#8221; o &#8220;capisce a me&#8221;, era un rozzo compiaciuto come lui, tanto da portarlo in parlamento senza preoccuparsi se il nostro poteva davvero rappresentare cose un tantino complesse come interessi sociali e politici, ideali o, semplicemente, dei territori. Scoprì rapidamente che Razzi non solo era semplice, ma aveva anche interessi semplici, limitati al suo immediato <em>particulare</em>. Tanto da andarsene con il suo secondo capo, quel Berlusconi che lo ha usato per tenersi la maggioranza facendo proprio leva su quei suoi interessi semplici semplici, e fregandosene altamente se sapeva leggere e scrivere correttamente in italiano. Per quello che serviva e serve oggi Razzi a Berlusconi non è necessario.</p>
<p>D&#8217;altro canto da anni molti italiani vanno dietro a leader che fanno passare la loro rozzezza e la loro sostanziale ignoranza per autenticità e capacità di parlare il mitico &#8220;linguaggio del popolo&#8221;, trasformando i talk show in spettacoli di urla e parolacce, le dichiarazioni in festival della banalità o della ricerca a tutti costi della provocazione populista (vi ricordate di Bossi, dello stesso Di Pietro, dell&#8217;attuale Salvini, di Calderoli o di certe sparate di Gasparri ?).</p>
<p>Il giorno in cui gli italiani chiederanno alla propria classe politica ragionamenti, proposte e idee invece di battute, insulti e banalità vedrete che anche Antonio Razzi andrà ad iscriversi alla scuola serale.</p>
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		<title>L’insostenibile mancanza di decenza non è colpa del Web.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 17:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/01/Il-borghese-piccolo-piccolo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-969" alt="Il borghese piccolo piccolo" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/01/Il-borghese-piccolo-piccolo-196x300.jpg" width="196" height="300" /></a></p>
<p>Alcuni anni fa il grande Alberto Sordi impersonava con i suoi film i vizi e i difetti dell&#8217;italiano medio, del borghese piccolo piccolo all&#8217;occorrenza massone e assassino giustiziere, dell&#8217;ipocrita difensore del matrimonio contro il divorzio e impenitente concubino e puttaniere, del medico della mutua disonesto, del trafficante d&#8217;armi cinico e ossessionato dalla sua famiglia vorace consumatrice di beni&#8230;Nei film di Sordi emergeva amara la rappresentazione di una Italia ubriacata dal boom economico, percorsa da egoismi sociali ma che, tutto sommato, poteva invocare la circostanza attenuante di un Paese che, mettendo ala berlina i propri difetti e ridendone, riusciva a conservare un minimo di coscienza di sé. Insomma, dei personaggi di Sordi si rideva e ci si vergognava un po&#8217; e a nessuno veniva in mente di assumerli come modelli.</p>
<p>Negli ultimi vent&#8217;anni il discorso pubblico è andato invece degradando sempre di più e ad esso, rinunciando ad ogni seria analisi sociale e di sistema, si è contrapposto un moralismo becero e ancora più ipocrita nel suo individualismo. Come sorprendersi delle emerite stronzate scritte sul Web se a rilanciarle ci si mette anche un uomo delle istituzioni, per quanto discutibile come Gasparri ? Il limite della decenza e del buon gusto è stato sfondato e nessuno ne prova vergogna. Questo è il vero problema, non il web che questo discorso pubblico semplicemente diffonde. Non percepiamo più il limite della decenza e non siamo neppure più in grado di ridere dei nostri difetti.</p>
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