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	<title>Gabriele Petrone &#187; Matteo Renzi</title>
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		<title>Basta con le ipocrisie e le invettive. Il PD deve essere altro o non sarà</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 18:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se c’è una cosa sulla quale dovremmo tutti riflettere non è tanto Renzi che se ne va ma cosa resta del PD. Perché la sua uscita toglie ogni scusa a chi rimane e oggi dirige il PD. Una riflessione vera è, a questo punto, ineludibile. La scissione di Renzi è solo l’ennesima manifestazione della crisi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-Simbolo-PD.png"><img class="alignnone size-full wp-image-3155" alt="Immagine Simbolo PD" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2019/09/Immagine-Simbolo-PD.png" width="299" height="169" /></a></p>
<p>Se c’è una cosa sulla quale dovremmo tutti riflettere non è tanto Renzi che se ne va ma cosa resta del PD. Perché la sua uscita toglie ogni scusa a chi rimane e oggi dirige il PD. Una riflessione vera è, a questo punto, ineludibile. La scissione di Renzi è solo l’ennesima manifestazione della crisi del PD come partito nato per unire le grandi culture riformiste italiane. Aver fatto il governo potrebbe essere una condizione importante ma non sufficiente per rilanciare non solo il Paese ma anche una forza di centrosinistra moderna. Perché un conto è fare il governo con i 5 stelle e favorire la loro fuoriuscita dalla dimensione massimal-qualunquista che li ha portati ad essere la prima forza nel 2018, un conto, invece, è porsi in maniera subalterna al loro giustizialismo antipolitico, fino addirittura a prefigurare nelle regioni alleanze civiche non solo senza simboli ma anche senza politica, magari cercando, come in Calabria, di riesumare candidati in servizio permanente effettivo già bocciati in altre stagioni dagli elettori pur di risolvere qualche conflitto locale interno nel gioco asfittico delle correnti romane. Il PD oggi è popolato da correnti protese solo al posizionamento interno. Un gruppo dirigente degno di questo nome dovrebbe chiudere con la stagione delle giaculatorie e delle invettive e avviare un serio dibattito sul che cosa deve essere il PD, se deve continuare ad esistere in questa forma o fare altro, ma soprattutto se vuole restare nel solco della sinistra moderna e riformista (che è anche laica e protesa alla difesa dello Stato di diritto e delle garanzie individuali e sociali) o chiudersi in una dimensione sempre oscillante tra il governismo a tutti i costi e la testimonianza subalterna. Essere di sinistra, infatti, non può essere una enunciazione di principio ma la fatica quotidiana della rappresentanza di interessi sociali diffusi e sempre più complessi. Il governo per la sinistra o serve al cambiamento o non serve. Si faccia un congresso straordinario. Per discutere di idee e proposte. Mettiamoci alle spalle vent’anni di confronti nominalistici. Facciamolo se vogliamo essere utili non solo a noi stessi ma al Paese.</p>
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		<title>Discutere in maniera matura</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2018 20:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/01/Bandiera-del-PD.jpg"><img alt="Bandiera del PD" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/01/Bandiera-del-PD-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Stiamo vivendo una fase assai delicata della vita del PD. Il dialogo con i 5 stelle è inevitabile ma sappiamo tutti quanto sia difficile e complesso. E comunque non potrà prescindere dai contenuti della nostra proposta politica, dalla dignità del nostro essere una forza riformista pienamente collocata nella dimensione europea. E soprattutto dobbiamo evitare a qualunque costo di dividerci. Discutiamo in maniera matura evitando di essere subalterni a categorie come renzismo e anti renzismo che sono fuorvianti. Il tema che abbiamo di fronte non è la conta tra di noi ma come una forza politica matura e responsabile, di fronte al teatrino indegno messo in atto in questi 50 giorni dai cosiddetti vincitori, prova a dare una mano per il bene del Paese. Sapendo che nulla è scontato. E partendo dalla analisi corretta della natura del Movimento 5 Stelle: una forza qualunquista di massa, collettore di istanze più contro che per e quindi assolutamente indifferente ai contenuti. Che li fa interlocutori per certi aspetti anche peggiori e inaffidabili della destra che almeno ha una fisionomia politica chiara e definita. Questo è il tema. Martina sta facendo uno sforzo importante di sintesi. E lo stesso silenzio di Renzi va interpretato come un positivo atteggiamento politico. Io credo, infatti, che per Renzi possa parlare solo Renzi. L’importante è che tutti dobbiamo essere consapevoli che qualunque posizione si assumerà dovrà essere tutto il PD a prenderla.</p>
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		<title>Scusi, ma lei è favorevole o contrario ?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 17:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Salvatore-Giuliano.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2473" alt="Salvatore Giuliano" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Salvatore-Giuliano-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Riepiloghiamo: Luigi Di Maio, nel caso assai improbabile dovesse vincere le elezioni, come futuro Ministro dell&#8217;Istruzione sceglie un preside già componente dello staff del Ministro Giannini, favorevole alla buona scuola che, com&#8217;è noto, è stata fortemente avversata dai 5 stelle. Ora questo preside nega di essere stato a favore ma un video in cui dice a Renzi: &#8220;Presidente vada avanti&#8221; lo inchioda. Ed io mi chiedo: o i meccanismi di scelta di Di Maio sono a dir poco approssimativi o i 5 stelle ora sono a favore della Buona scuola o lo erano anche allora fingendo di essere contro. In tutti e tre i casi mi sembra che o siamo alla commedia dell&#8217;assurdo o nel caro vecchio e sempreverde trasformismo italico.</p>
<p><strong><a title="La Stampa" href="http://www.lastampa.it/2018/03/01/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/il-prof-che-il-ms-vorrebbe-ministro-dellistruzione-era-sostenitore-della-buona-scuola-di-renzi-5k2gCmWaPEGIfL2gL7cNJP/pagina.html">La Stampa</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grazie&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Apr 2017 17:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2145" alt="Convenzione 1" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-1-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Ieri abbiamo tenuto il nostro congresso di circolo. Al di là del risultato delle singole mozioni ciò che riempie di soddisfazione è stata l&#8217;eccezionale partecipazione al voto dei nostri iscritti, in linea con i dati che si stanno registrando in Calabria e segnatamente nella Provincia di Cosenza. È una cosa che ci fa ben sperare nel futuro l&#8217;attaccamento al partito di tante compagne e compagni in uno dei momenti più difficili della nostra storia repubblicana. Resto convinto che nessuna riforma della politica sarà possibile in questo Paese senza grandi forze popolari e di massa. Uso il plurale non a caso perché la ricostruzione di grandi partiti che praticano al loro interno la democrazia è un problema che riguarda tutti, non solo il PD.</p>
<p>Lasciatemi dunque ringraziare tutti coloro che ieri hanno dedicato parte del loro tempo per partecipare ai nostri lavori. Un grazie particolare consentitemi infine di rivolgerlo ai compagni che, con il loro lavoro e il loro contributo politico ci hanno consentito di fare di ieri una vera e propria festa di partecipazione: Raffaele Zuccarelli, Damiano Covelli, Luigi De Cicco, Roberta Vivacqua, Domenico De Luca, Andrea Adamo.</p>
<p>Ringrazio inoltre Franco Ambrogio, Nicola Adamo, Enza Bruno Bossio, Luig Guglielmelli, Ernesto Magorno, per i loro interventi al nostro congresso, così come il garante Domenico D&#8217;Ambrosio, e i presentatori delle mozioni Enzo Damiano per la mozione Orlando e Marco Ambrogio per la mozione Emiliano. E avanti per fare ancora più grande questo nostro PD. <span id="more-2144"></span></p>
<p>Iscritti al Circolo: 470.</p>
<p>Votanti: 390</p>
<p>Voti validi: 389</p>
<p>Nulla: 1</p>
<p>Matteo Renzi: 348 voti (89,46%).</p>
<p>Michele Emiliano: 28 voti (7,20%).</p>
<p>Andrea Orlando 13 voti (3,34%).</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-3.jpg"><img alt="Convenzione 3" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-3-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-2.jpg"><img alt="Convenzione 2" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-2-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2147" alt="Convenzione 4" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-4-300x198.jpg" width="300" height="198" /></a>  <a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-5.jpg"><img alt="Convenzione 5" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/Convenzione-5-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Non si torna indietro&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Mar 2017 19:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando dieci anni fa nacque il PD appartenevo alla schiera dei convinti non entusiasti. Mentre a 19 anni, quando presi la prima tessera del PCI da iscritto alla FGCI, sentivo di fare una scelta di vita e la facevo con la gioia del ragazzo che voleva cambiare l&#8217;Italia e il mondo, le successive trasformazioni del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/03/Non-si-torna-indietro-Segnale-stradale.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2109" alt="Non si torna indietro Segnale stradale" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/03/Non-si-torna-indietro-Segnale-stradale-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Quando dieci anni fa nacque il PD appartenevo alla schiera dei convinti non entusiasti. Mentre a 19 anni, quando presi la prima tessera del PCI da iscritto alla FGCI, sentivo di fare una scelta di vita e la facevo con la gioia del ragazzo che voleva cambiare l&#8217;Italia e il mondo, le successive trasformazioni del partito a cui avevo dedicato la mia vita le ho vissute come scelte politiche che mi consentivano di tenere aperto quell&#8217;orizzonte su un terreno nuovo. Vissi anche il PD così, con la consapevolezza che sceglievo la strada difficile ma affascinante dell&#8217;unità delle culture democratiche di questo Paese con tutto ciò che comportava in termini non di rinuncia ma di investimento della propria identità in un progetto lungo che era quello della conquista del governo per operare il vero cambiamento e non limitarsi alla sua sola enunciazione. In una parola il riformismo.<br />
Mi convinsero i dirigenti politici ai quali mi sentivo più vicino, in primo luogo D&#8217;Alema, anche se mi ha sempre infastidito l&#8217;appellativo dalemiano, così come nel PCI contestavo l&#8217;appellativo di ingraiano. Trovavo e trovo detestabile definirsi col cognome di un leader, per quanto autorevole esso possa essere. Mi è sempre sembrato un atteggiamento da correntismo provinciale, da intruppamento pecorone. <span id="more-2108"></span></p>
<p>Anche localmente mi sono sempre sentito parte di un gruppo dirigente ampio, che si unisce e si divide su prospettive strategiche, senza trascurare anche la tattica che in politica non ha meno importanza. Così come i destini individuali hanno senso e si legittimano in questo quadro, altrimenti sfociano in carrierismo fine a se stesso. Quel partito, quei partiti, mi hanno educato così. Così ho sempre sentito il PD, anche quando sono stato minoranza e ne coglievo e ne colgo ancora i limiti politici, programmatici, organizzativi.</p>
<p>Non ho avuto mai remore nel criticare scelte sbagliate, cercando di correggerle nei limiti delle mie forze.<br />
Ho vissuto cosi anche la stagione di Renzi, di cui ho apprezzato alcune cose e criticato altre, cercando di correggerle. Da minoranza, però, non ho mai avuto atteggiamenti minoritari. Una minoranza ha senso se si batte per diventare maggioranza, se afferma le proprie idee e le sue proposte per cambiare il corso delle cose esistenti. Ho pensato, ad esempio, che la lotta al renzismo (non a Renzi) avesse dovuto e potuto maturare non votando al Senato la fiducia sulla cosiddetta &#8220;Buona Scuola&#8221; così come si era fatto alla Camera dove però i numeri erano diversi. Avremmo aiutato il nostro Governo e persino Renzi non creando &#8220;a gratis&#8221; una frattura con un mondo che è sempre stato a noi vicino. Avremmo avuto ragione visto che a pentirsi di quella riforma è stato per primo Matteo Renzi, e oggi si è aperta una riflessione, spero non tardiva, nel PD e nel Governo con la Ministra che sta già operando importanti correzioni. L&#8217;intervento di ieri al Lingotto di Massimo Recalcati è, in questo senso significativo.</p>
<p>Si è scelta la strada, giusta, della contestazione della legge elettorale senza porre la prima, vera questione, quella del,superamento dei capilista bloccati, la cui &#8220;spartizione&#8221; è stata la prima causa del conflitto interno e delle fuoriuscite dal PD, diciamolo senza ipocrisie. Una contestazione che, alla fine, aveva il solo scopo di un ritorno al &#8220;proporzionale&#8221; e l&#8217;abbandono della vocazione maggioritaria del PD, cosa su cui non sono stato e mai sarò d&#8217;accordo, perché una democrazia ha senso nell&#8217;alternanza altrimenti muore di consociativismo e di inconcludenza, il contrario del vero riformismo.<br />
Si è votata in Parlamento la riforma costituzionale, il minimo sindacale possibile sbandierando il risultato di avere ottenuto l&#8217;elezione nei fatti diretta dei senatori. Una riforma minima, ripeto, che tuttavia avrebbe consentito di insediare le radici di una democrazia parlamentare in linea con gli altri paesi europei salvo poi chiedere al popolo di bocciare il proprio voto dato in parlamento intruppandosi in un fronte in cui la sinistra era davvero ben poca cosa ! Un capolavoro !<br />
Renzi ci ha messo del suo, la personalizzazione, la fretta, una certa dose di arroganza, l&#8217;illusione di battere il populismo con alcune dosi di populismo&#8230;e la frittata è stata compiuta.<br />
Purtroppo per tutti, per questo Paese innanzitutto, stressato dalla crisi economica e da un ceto politico nella sua maggioranza proteso solo al proprio posizionamento tattico e particolaristico (la vera casta che andrebbe spazzata via, altro che i vitalizi), dalle uova si fanno le frittate, ma dalle frittate non si può tornare alle uova.</p>
<p>Ora abbiamo il dovere, tutti, per l&#8217;Italia, per il nostro popolo, di trovare il bandolo perduto, di frenare il rinculo subito. E ciò sarà possibile farlo solo se recuperiamo le ragioni di fondo che ci fecero fare il PD dieci anni fa.</p>
<p>Per questo sono andato al Lingotto, dove ho ascoltato, ho detto la mia, ho condiviso e criticato, come ho sempre fatto nella mia vita, come mi ha insegnato la politica.<br />
Il Lingotto e soprattutto il congresso del PD, possono essere la frenata del contraccolpo subito il 4 dicembre e la nostra ripartenza.</p>
<p>Per questo nel prossimo congresso ho scelto di sostenere il ticket Renzi-Martina che più coerentemente rispecchia il progetto originario del PD.</p>
<p>Le altre candidature non hanno queste caratteristiche.</p>
<p>Non ce l&#8217;ha quella di Orlando perché il problema non è fare una corrente di sinistra nel PD ma fare del PD un partito di sinistra nel senso più ampio del termine. Gli interventi di padri storici della sinistra come Biagio De Giovanni e Beppe Vacca ieri al Lingotto lo hanno testimoniato bene.<br />
Non ce l&#8217;ha quella di Emiliano, che sento estranea alla mia cultura e piuttosto debole sul piano dell&#8217;impianto politico, con discutibili cadute in una dimensione populista che in Italia ha ben più coerenti interpreti.</p>
<p>Ora, comunque, tutti abbiamo il dovere di discutere e confrontarci, lealmente, come parte della stessa comunità.</p>
<p>Domani insieme dovremo riprendere il cammino interrotto. Non possiamo e non dobbiamo tornare indietro.</p>
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		<title>La vera maggioranza&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2017 20:52:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Immaginate per un attimo che i protagonisti di questi ultimi anni della vita del PD semplicemente non esistessero. Niente Renzi, Bersani, Speranza, Letta, D&#8217;Alema, Emiliano e co. Comunque dovremmo discutere di questo PD, del suo ruolo, della sua funzione perché al di fuori di esso rimarrebbero comunque Grillo, Salvini, Berlusconi, Trump, la Brexit, l&#8217;Europa in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/02/Bandiere.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2093" alt="Bandiere" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/02/Bandiere-300x128.jpg" width="300" height="128" /></a></p>
<p>Immaginate per un attimo che i protagonisti di questi ultimi anni della vita del PD semplicemente non esistessero.</p>
<p>Niente Renzi, Bersani, Speranza, Letta, D&#8217;Alema, Emiliano e co.</p>
<p>Comunque dovremmo discutere di questo PD, del suo ruolo, della sua funzione perché al di fuori di esso rimarrebbero comunque Grillo, Salvini, Berlusconi, Trump, la Brexit, l&#8217;Europa in dissoluzione, l&#8217;emergenza del Medio oriente e del nord Africa, il dramma dell&#8217;immigrazione, la minaccia del terrorismo, il dramma globale della povertà, ecc..</p>
<p>Perché l&#8217;aver voluto, giustamente, tenere aperto un partito riformista in questi anni è stata una scelta giusta.<br />
Non a caso a noi guarda ancora oltre un terzo dell&#8217;elettorato italiano, siamo la prima forza politica della sinistra in Europa, nonostante tutto. <span id="more-2092"></span></p>
<p>Ecco perché discutere è un dovere e nei grandi partiti si discute nei congressi, dove ci si divide sulle analisi e sulle proposte. Ad analisi e proposte sono legate poi l&#8217;elezione dei gruppi dirigenti e la selezione della rappresentanza.</p>
<p>In realtà, diciamoci la verità, si sta discutendo di persone, della loro collocazione e della loro prospettiva, sia pure a breve termine. Cosa legittima, ma criminale se slegata completamente dal cosa e dal come fare da qui ai prossimi anni per dare una risposta ai drammi di questo mondo grande e terribile.</p>
<p>Ecco perché soltanto pensarle le scissioni è un atto irresponsabile, non solo perché in genere hanno sempre portato danni, anche quando sono state animate da grandi movimenti storici, ma soprattutto quando si motivano su presunte divergenze su tempi e scadenze di un congresso più che su quello che in quel congresso si deve discutere.</p>
<p>Per quanto mi riguarda io penso che questo congresso dobbiamo farlo per discutere di quelle cosette che ho enunciato sopra. E non credo affatto di essere minoranza in questo partito. Anzi credo di essere parte della vera maggioranza.</p>
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		<title>Riconoscere sempre le sconfitte. Ora al voto prima possibile</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 17:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In democrazia bisogna riconoscere immediatamente le sconfitte. Io l&#8217;ho sempre fatto e non conto nulla, ma quello che più conta, lo ha fatto Renzi, assumendosi in pieno le responsabilità di avere personalizzato un voto referendario che invece avrebbe dovuto essere sganciato da ogni considerazione politica. E il voto rispecchia pienamente le appartenenze politiche. Il voto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/12/Scheda-del-referendum.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2012" alt="Scheda del referendum" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/12/Scheda-del-referendum-300x161.png" width="300" height="161" /></a></p>
<p>In democrazia bisogna riconoscere immediatamente le sconfitte. Io l&#8217;ho sempre fatto e non conto nulla, ma quello che più conta, lo ha fatto Renzi, assumendosi in pieno le responsabilità di avere personalizzato un voto referendario che invece avrebbe dovuto essere sganciato da ogni considerazione politica. E il voto rispecchia pienamente le appartenenze politiche. Il voto ha completamente ignorato il merito della riforma ed è diventato un giudizio su un governo e un leader. Sul Si c&#8217;era praticamente solo il PD. Ha vinto elettoralmente il No di Salvini, Grillo, Berlusconi. Ora si apre una fase difficile. Chi ha vinto ha il dovere della proposta, a cominciare dalle cose più urgenti, come una legge elettorale funzionante visto che al Senato c&#8217;è il proporzionale e alla Camera il maggioritario, che significa nessun Governo. Non sarà facile. Vedremo che succederà. Spero il meglio perché il tanto peggio tanto meglio non ha mai portato nulla di buono. In ogni caso credo che si debba andare al voto al più presto.</p>
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		<title>Cile, tifo e politica</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 15:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1888" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/09/Inti-Illimani.jpg"><img class="size-medium wp-image-1888" alt="Gli Inti Illimani" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/09/Inti-Illimani-300x141.jpg" width="300" height="141" /></a><p class="wp-caption-text">Gli Inti Illimani</p></div>
<p>Potete sghignazzare quanto volete sulla crassa ignoranza di Gigi Di Maio che situa Pinochet in Venezuela dopo averlo accostato, in maniera volgare ed istituzionalmente assai discutibile, al Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.</p>
<p>Potreste ricordargli che il suo non è un errore di poco conto, anzi, è uno svarione di proporzioni cosmiche ignorare quello che ha rappresentato, anche nella politica italiana, la drammatica vicenda del golpe cileno dell’11 settembre 1973.</p>
<p>Potreste ricordargli i tanti esuli che vennero anche in Italia, a cominciare da quelli più famosi, gli Inti-Illimani, che con la loro musica testimoniarono il fallimento dell’esperienza democratica di Salvador Allende, vincitore di regolari elezioni e a capo di una coalizione di forze popolari e democratiche che tentarono di fare del Cile, un paese dove le ineguaglianze assomigliavano a quelle dell’Egitto dei Faraoni, semplicemente un luogo più giusto in cui vivere, in cui non si morisse di fame o di fatica nelle miniere, in cui una casta (questa si, vera) di pochissimi padroni deteneva tutta la ricchezza tenendo un intero popolo sottomesso e in miseria. <span id="more-1887"></span></p>
<p>Avete voglia a consigliare la lettura non dico di qualche libro di storia, ma almeno di un romanzo, come “La Casa degli Spiriti” di Isabel Allende, che quel mondo e quei fatti descrive bene con la poesia magica e realistica della grande letteratura sudamericana.</p>
<p>Perdereste soltanto tempo nel dire che fu proprio il fallimento di Allende in Cile a portare la DC e il PCI sulla strategia del compromesso storico per salvare la democrazia italiana e, per reazione contraria, a spingere una parte importante della generazione degli anni ’70 sulla strada del terrorismo politico che ha insanguinato il nostro Paese fino alla prima metà degli anni ’80.</p>
<p>Luigi Di Maio non vi ascolterà ma soprattutto non vi ascolteranno le decine di migliaia di attivisti-picchiatori sul web che difendono i 5 stelle.</p>
<p>Senza generalizzare, ne conosco tanti anche civili e capaci di dialogo, vi diranno che quella di Di Maio è la solita aggressione mediatica contro la “rivoluzione 5 stelle”, che è un complotto dei soliti poteri forti e del solito, cattivissimo PD renziano.</p>
<p>Altri, più riflessivi, diranno, va beh, ha sbagliato, ma che volete, non sarà mica il solo ignorante in parlamento e comunque meglio un ignorante onesto che un ladro colto.</p>
<p>A parte il fatto che se a dire una boiata del genere fosse stato un deputato del PD dubito che gli avrebbero più consentito di accostarsi ad un microfono o ad una telecamera (se non altro per purissime ragioni di consenso in un elettorato che alla storia della sinistra è ancora legato), quando mai i mali, presunti o reali, degli altri hanno giustificato i propri ?</p>
<p>C’è qui un difetto di fondo, di ragionamento che è poi alla base dei tanti mali che viviamo oggi.</p>
<p>Il rancore contro la “casta politica” ha fatto passare l’idea che i politici devono essere uguali a noi, non migliori di noi.</p>
<p>Tutti quanti noi cittadini, invece, dovremmo pretendere dai nostri rappresentanti non soltanto onestà, ma anche competenza, conoscenza, cultura dal momento che li mandiamo a decidere del nostro destino.</p>
<p>A me sembra una cosa di una ovvietà sorprendente ma mi rendo conto, leggendo il web, che non è così.</p>
<p>C’è una vecchia Italia che preferisce il tifo alla politica, anche se il centravanti della propria squadra finisce per fare gol nella propria porta. Ed invece di sostituirlo o quantomeno cambiarlo di ruolo, si preferisce tenerlo dove sta dicendo che è stata tutta colpa dell’arbitro.</p>
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		<title>Restare in piedi per Cosenza</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 14:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le sconfitte si accettano e da quelle si riparte. A Cosenza Occhiuto vince perché riesce ad interpretare un diffuso sentimento antipolitico che altrove viene intercettato dai 5 stelle e che mette il PD, il partito più politico che c&#8217;è al di là di chi lo dirige, in difficoltà in tutti i grandi centri urbani. È [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/06/Cavallo-in-piedi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1797" alt="Cavallo in piedi" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/06/Cavallo-in-piedi-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Le sconfitte si accettano e da quelle si riparte. A Cosenza Occhiuto vince perché riesce ad interpretare un diffuso sentimento antipolitico che altrove viene intercettato dai 5 stelle e che mette il PD, il partito più politico che c&#8217;è al di là di chi lo dirige, in difficoltà in tutti i grandi centri urbani.</p>
<p>È un&#8217;analisi elementare che va approfondita e pone al PD problemi seri che deve affrontare con urgenza visto che governa in Calabria e in Italia.</p>
<p>Lo dico ai tanti che pensano che il problema sia prendersela con questo o con quello, a cominciare da Renzi e non vedere come si correggono gli errori che si sono commessi. <span id="more-1796"></span></p>
<p>Ovviamente le ragioni politiche della battaglia condotta con grande generosità da Carlo Guccione, restano tutte in piedi. Così come rimangono aperte le preoccupazioni sulla vicenda politico-istituzionale del comune di Cosenza. Il PD deve restare in piedi e vigile nella funzione di opposizione che i cittadini gli hanno assegnato e tenersi pronto ad assumersi le responsabilità di essere partito di riferimento per tutti i cittadini, anche per quelli che non lo votano, quando le sbronze saranno passate e le Illusioni sopite.</p>
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		<title>Bugie e maldestra propaganda di Mario Occhiuto</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 15:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le bugie dell&#8217;ex sindaco Occhiuto non finiscono mai e con esse l&#8217;arroganza o la non rassegnazione alla incontrovertibile realtà di non essere più sindaco. In una nota inviata agli organi di stampa,  afferma che il distretto della cybersecurity visitato ieri dal premier Renzi, è una sua creatura. NIENTE DI PIÙ FALSO! Il distretto nasce da [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/03/image.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1673" alt="image" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/03/image-300x180.jpeg" width="300" height="180" /></a></p>
<p>Le bugie dell&#8217;ex sindaco Occhiuto non finiscono mai e con esse l&#8217;arroganza o la non rassegnazione alla incontrovertibile realtà di non essere più sindaco.</p>
<p>In una nota inviata agli organi di stampa,  afferma che il distretto della cybersecurity visitato ieri dal premier Renzi, è una sua creatura.</p>
<p>NIENTE DI PIÙ FALSO!</p>
<p>Il distretto nasce da un progetto cofinanziato dal Miur con partner istituzionali (Università della Calabria) aziende pubbliche (Poste Italiane) e aziende private (tra cui NTT data e ADS) per realizzare un centro di eccellenza della ricerca sulla sicurezza informatica.</p>
<p>Poiché Poste ha deciso di localizzare il centro di ricerca presso il vecchio edificio delle cosiddette Poste Vecchie di Piazza Crispi, ha inevitabilmente dovuto coinvolgere il Comune per le autorizzazioni edilizie. <span id="more-1669"></span></p>
<p>E già allora il sindaco Occhiuto, non solo ha pubblicato sul sito del Comune i progetti di Poste come se fossero propri, ma soprattutto non ha collaborato minimamente con i dirigenti di Poste per velocizzare i lavori. Salvo prendersene i meriti nel momento in cui vengono inaugurati da Matteo Renzi.</p>
<p>Tutto ciò è facilmente riscontrabile dagli atti, dal progetto e dalle stesse dichiarazioni dei dirigenti di Poste. Mario Occhiuto la smetta di innalzare cortine fumogene per coprire un&#8217;azione di governo della città che in questi anni ha fatto delle bugie condite da abbondanti dosi di maldestra propaganda un vero e proprio stile amministrativo.</p>
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