<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gabriele Petrone &#187; Marco Travaglio</title>
	<atom:link href="http://www.gabrielepetrone.it/tag/marco-travaglio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gabrielepetrone.it</link>
	<description>Il Blog Ufficiale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Mar 2026 08:11:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>PD: Basta con la strategia del “fare il morto”.</title>
		<link>http://www.gabrielepetrone.it/pd-basta-con-la-strategia-del-fare-il-morto/</link>
		<comments>http://www.gabrielepetrone.it/pd-basta-con-la-strategia-del-fare-il-morto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 21:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA["repubblica dei PM"]]></category>
		<category><![CDATA["travaglismo"]]></category>
		<category><![CDATA[Alfonso Bonafede]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria "stalinismo dei poveri"]]></category>
		<category><![CDATA[candidature]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Calenda]]></category>
		<category><![CDATA[caso Palamara]]></category>
		<category><![CDATA[centro destra]]></category>
		<category><![CDATA[centro sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[corona virus]]></category>
		<category><![CDATA[decreti sicurezza di Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[fare il morto]]></category>
		<category><![CDATA[forza riformista e di cambiamento del Paese]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Petrone]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgia Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Viva]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[liste bloccate (orrore!)]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Guglielmelli]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Nino Di Matteo]]></category>
		<category><![CDATA[parlamentari]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[PD al 19 per cento]]></category>
		<category><![CDATA[PD caso Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[PD che fa il morto]]></category>
		<category><![CDATA[Più Europa]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
		<category><![CDATA[riformismo]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra bersaniana]]></category>
		<category><![CDATA[sottosegretari]]></category>
		<category><![CDATA[strategia del "fare il morto"]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrielepetrone.it/?p=3439</guid>
		<description><![CDATA[Raccolgo gli spunti offerti da un interessante intervento di Luigi Guglielmelli a commento degli impietosi sondaggi che danno il PD vicino al dato del 4 marzo 2018. Il 19 per cento circa è un dato dal quale, pur nella generale crisi di tutte le forze dell’attuale quadro politico, sembra difficile schiodarsi. Si aggiunga che, nonostante [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2020/06/Fare-il-morto.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3440" alt="Fare il morto" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2020/06/Fare-il-morto-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Raccolgo gli spunti offerti da un interessante intervento di Luigi Guglielmelli a commento degli impietosi sondaggi che danno il PD vicino al dato del 4 marzo 2018.<br />
Il 19 per cento circa è un dato dal quale, pur nella generale crisi di tutte le forze dell’attuale quadro politico, sembra difficile schiodarsi. Si aggiunga che, nonostante un lieve incremento dei 5 stelle, attorno al 15 per cento e quindi ben al di sotto del 32 per cento delle elezioni del 2018, il centro destra, pur arretrando lievemente, attrae ancora il 50 per cento dell’elettorato italiano. Cosa consegue da questi dati, pur nel quadro della alea tipica di tutti i sondaggi? Che il PD e il centro sinistra nel suo complesso (vedi anche i dati debolissimi degli altri, dalla sinistra bersaniana a Italia Viva passando da Più Europa fino a Calenda) non hanno alcuna prospettiva di governo quando le elezioni ci saranno. Eppure siamo al governo da 1 anno circa. È anzi assai probabile che il prossimo governo sarà appannaggio del centro destra a forte trazione di Salvini e Meloni. Con qualunque sistema elettorale sarà utilizzato. Del resto le elezioni che si sono svolte finora a livello locale confermano questa tendenza. È sufficiente questo per aprire una riflessione nel PD? Io credo proprio di sì. Eppure sembra prevalere la strategia del “fare il morto”, preoccupandosi soltanto di appianare i contrasti con gli alleati, a cominciare dai 5 stelle. Quando si formò questo governo io fui d’accordo. Molti di noi hanno sperato in una “romanizzazione” dei barbari, vale a dire lo spostamento su posizioni riformiste del corpaccione populista dei 5 stelle. In verità pare che ci siamo imbarbariti noi. La giustizia, al netto dell’esplosione dello scandalo Palamara e della offensiva di Di Matteo contro Bonafede, resta terreno di scontro di un giustizialismo becero e rozzo, tendente ad affermare una “repubblica dei PM” che ha nel travaglismo” (sic) il suo punto di orientamento quotidiano. Non parliamo poi delle politiche sulla immigrazione, con i decreti sicurezza di Salvini che restano ancora lì, intonsi, dopo un anno di governo PD! E gli esempi potrebbero continuare all’infinito. Il PD finora ha fatto finta di essere “morto”. Il gruppo dirigente nazionale si preoccupa al massimo di amministrare l’esistente, a gestire (piuttosto male e con lo sterzo di uno “stalinismo dei poveri”, vedi il caso Calabria sul quale stendiamo un velo pietoso) le candidature in attesa di un voto che verrà prima o poi e che, male che vada dovrebbe consentire di scegliere un centinaio di parlamentari se restano (orrore!) le liste bloccate. Mi chiedo e chiedo a chi ha ancora un residuo di onestà intellettuale, può un partito ridursi a questo? Può la sua prospettiva essere solo quella di offrire una borsa di studio di seggio parlamentare a qualche fido di corrente? E anche lo sforzo di governo può ridursi a far fare il ministro o il sottosegretario a qualcuno per continuare ad amministrare un esistente sempre più ristretto e autoreferenziale? O, invece, è necessario misurarsi, qui ed ora, con una grande politica riformatrice che offra al Paese, oltre che agli alleati, una agenda di cambiamento profondo resa ancora più urgente dalla crisi del corona virus? Io vedo praterie aperte per una politica di questo tipo di fronte alla crisi del populismo. E invece rispetto al populismo continuiamo ad essere subalterni ed afoni. Al PD si chiede solo di fare la cosa per cui è nato: essere una grande forza riformista e di cambiamento del Paese. Sperando che si capisca una volta per tutte che “facendo il morto” prima o poi si annega davvero.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gabrielepetrone.it/pd-basta-con-la-strategia-del-fare-il-morto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’ideologia del rancore e dell’invidia sociale</title>
		<link>http://www.gabrielepetrone.it/lideologia-del-rancore-e-dellinvidia-sociale/</link>
		<comments>http://www.gabrielepetrone.it/lideologia-del-rancore-e-dellinvidia-sociale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 11:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Petrone]]></category>
		<category><![CDATA[impiegati di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[invidia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[ipocrisia]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Santoro]]></category>
		<category><![CDATA[moralizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[rancore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrielepetrone.it/?p=1503</guid>
		<description><![CDATA[Pubblicato su “Il Garantista” del 26 ottobre 2015 Ma ci siamo chiesti perché, nonostante da più di vent’anni in Italia il discorso pubblico sia &#8220;fissato&#8221; sulle coordinate della &#8220;moralizzazione&#8221; ogni giorno le cronache ci consegnano un quadro desolante di corruzione (vera o presunta) e di comportamenti non etici che investono non soltanto i potenti, politici [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/Rancore.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1504" alt="Rancore" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/Rancore-300x104.jpg" width="300" height="104" /></a></p>
<p><b>Pubblicato su “Il Garantista” del 26 ottobre 2015</b></p>
<p>Ma ci siamo chiesti perché, nonostante da più di vent’anni in Italia il discorso pubblico sia &#8220;fissato&#8221; sulle coordinate della &#8220;moralizzazione&#8221; ogni giorno le cronache ci consegnano un quadro desolante di corruzione (vera o presunta) e di comportamenti non etici che investono non soltanto i potenti, politici e “colletti bianchi”, ma anche larghe fasce della società, dagli impiegati che imbrogliano con il cartellino ai falsi invalidi che prendono pensioni come ciechi e poi vengono sorpresi a guidare la macchina.</p>
<p>Insomma, nonostante i Travaglio, i Santoro, i talk show, i giornali di successo e le ondate continue di indignazione on line, la corruzione non solo non diminuisce ma addirittura si ha la sensazione che aumenti giorno dopo giorno, con episodi che ne dimostrano praticamente il carattere di massa.</p>
<p>A mio parere non è soltanto un problema di dissociazione tra comportamento pubblico e comportamento privato (la doppia morale gesuitica è sempre stata di casa dalle nostre latitudini) che pure porta gli impiegati arrestati di Sanremo ad esprimere sulle loro bacheche social il massimo della indignazione contro la “casta politica corrotta” e contemporaneamente truffare lo Stato rubando sul tempo e gli straordinari. <span id="more-1503"></span></p>
<p>La verità è che nella società italiana resiste e per certi aspetti cresce proprio nei momenti di crisi la tendenza a guardare a tutto ciò che è “pubblico” non come ad un bene comune da tutelare e difendere perché appartiene a tutti ma come ad un &#8220;luogo&#8221; dove prendere il più possibile ed al minimo costo.</p>
<p>Si comprende, pertanto, il motivo per cui non solo la narrazione moralistica di questi anni non ha prodotto cambiamenti ma addirittura ha finito per alimentare proprio quella ideologia dell’invidia e del rancore sociale che sta alla base del disprezzo non solo della “politica” ma di tutto ciò che è in qualche modo “pubblico”.</p>
<p>Per cui, paradossalmente, il politico o il potente che rubano non sono disprezzati perché sottraggono risorse destinate a tutti, ma solo invidiati da chi non ha potuto fare come loro !!!</p>
<p>Qualunque politico potrà raccontarvi l’amarezza che si prova quando, troppo spesso, proprio quelli che lo disprezzano in pubblico, in privato gli vanno a chiedere l’indomandabile !!!</p>
<p>Insomma, ci si ostina a non capire che qualunque campagna di moralizzazione e di promozione dell’etica pubblica non può prescindere da un’analisi seria della società e da un conseguente e coerente progetto di cambiamento.</p>
<p>Un progetto che, proprio perché coerente, deve essere in grado, in alcuni momenti, anche di essere “impopolare”. Perché gridare “al ladro” (ed in genere a gridare per primo è sempre il vero ladro) è sempre più facile di impegnarsi per fare in modo che i furti diminuiscano davvero.</p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/Il-Garantista-del-26-ottobre-2015-Prima-pagina.pdf">Il Garantista del 26 ottobre 2015 Prima pagina</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/10/Il-Garantista-del-26-ottobre-2015.pdf">Il Garantista del 26 ottobre 2015</a></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gabrielepetrone.it/lideologia-del-rancore-e-dellinvidia-sociale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Travaglio de “Il Fatto Quotidiano”</title>
		<link>http://www.gabrielepetrone.it/il-travaglio-de-il-fatto-quotidiano/</link>
		<comments>http://www.gabrielepetrone.it/il-travaglio-de-il-fatto-quotidiano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 11:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cetto La Qualunque]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Petrone]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Magalli]]></category>
		<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[qualunquista]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Torquemada]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrielepetrone.it/?p=1004</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;è qualcosa di vagamente patologico nell&#8217;ossessione inquisitoria di Travaglio e de &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;. Lo dico con sincera preoccupazione. In quel &#8220;Mattarella è una brava persona, però&#8230;&#8221; c&#8217;è qualcosa che è degno dello studio attento del miglior Sigmund Freud. Il cercare antichi vizi, personali e di parenti e affini fino al sesto grado, è certamente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1006" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/02/Tomas-de-Torquemada.jpg"><img class="size-medium wp-image-1006" alt="Il Grande Inquisitore" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2015/02/Tomas-de-Torquemada-300x234.jpg" width="300" height="234" /></a><p class="wp-caption-text">Tomas de Torquemada, il Grande Inquisitore</p></div>
<p>C&#8217;è qualcosa di vagamente patologico nell&#8217;ossessione inquisitoria di Travaglio e de &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;. Lo dico con sincera preoccupazione. In quel &#8220;Mattarella è una brava persona, però&#8230;&#8221; c&#8217;è qualcosa che è degno dello studio attento del miglior Sigmund Freud. Il cercare antichi vizi, personali e di parenti e affini fino al sesto grado, è certamente un modo per riaffermare disperatamente il ruolo di Torquemada incorruttibili che si sono ritagliati nel circo mediatico, ma anche il segno di una involuzione malata che rasenta l&#8217;autismo giornalistico. Ammettere semplicemente di non averne imbroccata una in tutta questa vicenda del Quirinale, che Renzi è il PD sono stati bravi e che la trovata di Magalli presidente è stata solo una emerita cretinata che non è riuscita neanche a far ridere qualcuno sarebbe, da parte di questi ineffabili paladini dell&#8217;onestà, un atto onesto. Ma non c&#8217;è cosa più difficile per un qualunquista ammettere di non avere capito, anche questa volta, &#8220;una beata m&#8230;&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gabrielepetrone.it/il-travaglio-de-il-fatto-quotidiano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il diritto all’odio non esiste…</title>
		<link>http://www.gabrielepetrone.it/il-diritto-allodio-non-esiste/</link>
		<comments>http://www.gabrielepetrone.it/il-diritto-allodio-non-esiste/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 14:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[diritto all'odio]]></category>
		<category><![CDATA[forcaiola]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Petrone]]></category>
		<category><![CDATA[intellighenzia]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[radical]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gabrielepetrone.it/?p=155</guid>
		<description><![CDATA[Dopo l’episodio di Milano con il lancio della statuetta in faccia a Berlusconi nel 2009, Marco Travaglio scrisse sul blog di Beppe Grillo un articolo con il quale parlava di “diritto all’odio”. Il giornalista di destra diventato icona di certa sinistra forcaiola scriveva: “Chi l’ha detto che non posso odiare un politico e augurarmi che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2011/10/scontri-roma26_0001_280xFree.jpg"><img src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2011/10/scontri-roma26_0001_280xFree-270x300.jpg" alt="scontri-roma26_0001_280xFree" width="270" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-158" /></a><br />
Dopo l’episodio di Milano con il lancio della statuetta in faccia a Berlusconi nel 2009, Marco Travaglio scrisse sul blog di Beppe Grillo un articolo con il quale parlava di “diritto all’odio”. Il giornalista di destra diventato icona di certa sinistra forcaiola scriveva: “Chi l’ha detto che non posso odiare un politico e augurarmi che il Creatore se lo porti via al più presto? Un politico si vota, non si ama. In politica non esiste l’amore, non c’è sentimento”. E ancora. «Non vedo per quale motivo – continuava l’ex giornalista de “Il Borghese” – qualcuno non possa odiare Berlusconi. L’importante è che si limiti ad odiarlo senza fargli nulla di male”.<br />
Ora io credo che questa affermazione sia rivelatrice di un vero e proprio veleno che si è diffuso nella politica e nella società italiana, in una parte delle sue classi dirigenti, della cultura e della cosiddetta “intellighenzia” radical italiana, un veleno che va combattuto con decisione e senza tentennamenti.<br />
La realtà sociale del Paese è infatti drammatica. Interi pezzi di società sono sospinti sotto la soglia della povertà, diritti che si credevano acquisiti vengono di giorno in giorno negati e fatti a pezzi.<br />
In questo contesto la politica e le classi dirigenti nel loro complesso devono assumersi la responsabilità di indicare soluzioni non di soffiare sul fuoco o versarvi benzina.<br />
Non esiste il “diritto all’odio” perché l’odio è la negazione di ogni diritto. Chi fomenta l’odio, anche quando non si rende colpevole di violenze, e soprattutto se lo fa dall’alto della sua condizione di “privilegiato” da decine di migliaia di euro al mese (spesso molto di più dei tanti bistrattati politici) che gioca sulla disperazione di tanti, diventa colpevole indiretto delle violenze che da quell’odio inevitabilmente si generano.<br />
In Italia è già successo, purtroppo, e i rischi che tutto si ripeta ci sono tutti come dimostrano i fatti di Roma. Non si tratta di ripercorrere la categoria dei “cattivi maestri”, di invocare censure, ma di avviare una campagna politica e culturale contro chi irresponsabilmente si fa promotore di una visione manichea e distruttiva della politica dal tepore dei salotti o per il gusto della tirata demagogica nei talk show televisivi, una visione che distrugge la democrazia nei suoi stessi principi fondativi.<br />
Io trovo significativo che i manifestanti pacifici sabato abbiano cercato di espellere quelli violenti dal corteo. E’ un fatto importante che, a mia memoria, non era mai successo. Segno che gli anticorpi ci sono e vanno incoraggiati e moltiplicati. Avendo il coraggio di contestare a gente come Travaglio e a tanti altri come lui le innumerevoli e irresponsabili parole che assai spesso propagano a piene mani.<br />
Perché nessun dissenso, per quanto profondo e radicale esso sia, può giustificare l’odio politico. Perché la democrazia è nata proprio per regolare i conflitti e bandire l’odio dai rapporti civili e politici e non il contrario, altro che balle.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gabrielepetrone.it/il-diritto-allodio-non-esiste/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
