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	<title>Gabriele Petrone &#187; Luigi Di Maio</title>
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		<title>La presunzione di onestà</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2018 19:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2774" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/11/Di-Maio-figlio-Di-Maio-padre.jpg"><img class="size-medium wp-image-2774" alt="Di Maio figlio Di Maio padre" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/11/Di-Maio-figlio-Di-Maio-padre-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Di Maio figlio Di Maio padre</p></div>
<p>In questa vicenda di Di Maio padre, figlio, fratelli e mammà c’è qualcosa di più: c’è la presunzione dell’uomo qualunque di essere sempre migliore della classe politica che lo governa (e che comunque si sceglie lui) e la presunzione da mosca cocchiera dei politici demagogici.<br />
Al di là del merito, delle eventuali violazioni di norme, dei possibili risvolti penali e persino delle implicazioni di carattere etico, ciò che emerge, nuda e cruda, è l’Italia, la splendida e meschina terra in cui viviamo.<br />
La Di Maio family non è molto diversa dalle tante che praticano nei confronti dello Stato il vecchio refrain: prendere molto e possibilmente dare nulla. Ma per questo non si sentono in colpa, anzi. Ritengono di compiere una giusta azione risarcitoria nei confronti di una politica e di una pubblica amministrazione inefficiente, corrotta, geneticamente disonesta.<br />
Siamo di fronte ad un fenomeno di ipocrisia di massa, che si nutre di retorica antisistema ed è la prima causa dei fenomeni degenerativi di cui soffre il nostro Stato.<br />
L’antipolitica di questi anni, di cui si sono nutrite tutte le forze politiche, non solo non ha combattuto questo atteggiamento ma lo ha incoraggiato, ne ha fatto una politica. Credendo di essere migliori, un esercito di uomini qualunque insieme a un ceto politico di demagoghi riciclati oggi ha assunto ruoli di governo al grido di “onestà onestà” e in nome della lotta alle tasse brutte, sporche e cattive e del &#8220;fuori i poveri disgraziati di immigrati che ci rubano il lavoro&#8221;.<br />
È così che abbiamo portato il bar dello sport in parlamento e al governo. Una massa di persone che imprecano per le multe e lasciano la macchina in tripla fila. Che si incazzano per gli immigrati che sono troppi e si lamentano perché non trovano la badante per il vecchio il mese di agosto. Il tipo che ha trovato lavoro facendo la fila nelle segreterie politiche dei “soliti politici” che tuona tutti i giorni contro il clientelismo. L’elenco potrebbe continuare all’infinito.<span id="more-2773"></span><br />
Il bar dello sport, del resto, non ama i ragionamenti logici: è un luogo dove sfogarsi, è una rappresentazione che si nutre di se stessa. Che rifugge la complessità, i tempi lunghi, il gradualismo, che sono tipici non solo della politica ma del semplice e banale buon senso.<br />
Ma il bar dello sport oggi è “soggetto politico”. Ha cominciato ad esserlo con le piazze televisive dei primi talk show degli anni 90 e ora pervade di sé i social media. Ciò comporterebbe da parte della politica maggiore responsabilità e minore demagogia. Perché comunque la “gente” pretende che il politico sia migliore, non solo più onesto ma anche più competente (qualcuno lo spieghi a Toninelli e a Castelli, please).<br />
Perché, dunque, si sorprende il Di Maio della canea contro il papà e la sua famiglia ? Perché si indigna, cerca distinguo sulle vicende dei padri degli altri ? Davvero ha creduto, anche solo per un attimo, che una volta andato al governo non ci sarebbe stato nessuno a rimproverargli anche le cose che non fa (come faceva lui) figuriamoci quelle che hanno forse fatto il babbo o il nonno o il cugino americano ? Se lo ha pensato vuol dire che dopo cinque anni di parlamento e sei mesi di governo non ci ha capito niente e forse sarebbe meglio che cambiasse mestiere.<br />
Ma al di là di questo lo comprendano una volta per tutte i populisti e i demagoghi: il bar dello sport non si può guidare né controllare: ti può portare al governo ma se vuoi restarci devi capire che la realtà è sempre diversa dalla rappresentazione e non si può accontentare tutti, perché il bene comune non coincide mai con la soddisfazione di tutti gli interessi particolari. È una verità persino banale come quella che della non esistenza della presunzione di onestà. Duemila anni di cristianesimo ancora non ci hanno insegnato che nessuno può sentirsi privo di peccato. Esiste solo la consapevolezza dei propri limiti e l’aspirazione, migliorando se stessi, di provare migliorare anche gli altri e, magari, questo nostro meraviglioso Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Difendere la buona accoglienza</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2018 13:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/11/Difendere-la-buona-accoglienza-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2740" alt="Difendere la buona accoglienza 2" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/11/Difendere-la-buona-accoglienza-2-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
<p>La propaganda giallo-verde mira ad instillare nei cittadini sentimenti che si concretizzano nella criminalizzazione della solidarietà (Mimmo Lucano ne è un esempio piuttosto emblematico).<br />
Per tali motivi, il Primo Circolo PD Centro Storico e Frazioni sostiene il coordinamento SPRAR CS e l’accoglienza diffusa contro i centri di detenzione CAS, CARA e CPR che trasformano i migranti in invisibili della città, senza diritti e senza doveri. Nel centro storico di Cosenza, dove le comunità rom straniere presenti e i migranti subiscono il diniego del permesso di soggiorno lo tocchiamo con mano. Sono, infatti, considerate inesistenti da parte dell’amministrazione comunale generando degrado sociale.<br />
Per questo noi siamo a favore dell’Unione Europea, ci schieriamo dalla parte di Mimmo Lucano e difendiamo, fortemente, l’integrazione. Ci auspichiamo che tutti i comuni si uniscano per difendere il modello SPRAR che Salvini-Di Maio vogliono smantellare.<br />
NO al fascismo, a chi chiude i porti condannando migliaia di esseri umani a morte, alla deriva xenofoba del governo!<br />
<a href="https://www.facebook.com/hashtag/restiamoumani?source=feed_text&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARAhJKFwCXOGX_ncAIqt0Rqk_d9DKnD1ufcIl1fiB_zkqTxZ0zwPL-rZqeqj5cqXSZkq-cYPUfisKdBxDmj-OxM9DJP4NainGi_ewbQSIavrYxfoFkbSbQia-yB36BqvWO6qmGcDm3WpEYaxKIL3GrJLx3X89OiI5dofZQiTwYG2EQAxwEazoSAANLimgFpGomksdgtAOqdU1kDaUmSvevQ1Mxwv7A&amp;__tn__=%2ANKH-R" data-ft="{&quot;type&quot;:104,&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;}">#RESTIAMOUMANI</a></p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/11/Difendere-la-buona-accoglienza.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2741" alt="Difendere la buona accoglienza" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/11/Difendere-la-buona-accoglienza-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Salvini nel cul de sac</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Aug 2018 21:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Salvini-nel-cul-de-sac.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2660" alt="Italy's Interior Minister Salvini attends a news conference at the Viminale in Rome" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Salvini-nel-cul-de-sac-300x150.jpeg" width="300" height="150" /></a></p>
<p>Chiariamo subito prima che si scateni la solita ridda di commenti senza capo e né coda orientati solo dalla tifoseria che ormai caratterizza tutto il dibattito pubblico italiano.<br />
1. Salvini è indagato formalmente per come prescrive la Costituzione presso il Tribunale dei Ministri per abuso d’ufficio e altre ipotesi di reato piuttosto gravi tra cui sequestro di persona. Nessun abuso ma esercizio della obbligatorietà dell’azione penale anch’essa sancita dalla Costituzione. In altre parole il Procuratore, in questo caso di Agrigento, non solo può ma DEVE agire se individua nell’azione di un cittadino, anche e soprattutto se Ministro, elementi di reato. Tutti i discorsi sulla opportunità della azione del Procuratore sono, pertanto, giuridicamente e sostanzialmente inconcludenti.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Nave-Diciotti-nel-porto-di-Catania.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2661" alt="Nave Diciotti nel porto di Catania" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Nave-Diciotti-nel-porto-di-Catania-300x192.png" width="300" height="192" /></a><br />
2. È stato lo stesso Salvini a rivendicare la sua azione, che è consistita nel non aver comunicato al Ministero delle infrastrutture competente sui porti, dove far sbarcare la &#8220;Diciotti&#8221;. Sorprendersi perché un giudice fa il suo dovere o addirittura minacciarlo per interposta persona è sintomo di una concezione ben strana della legge e di uno Stato democratico sulla cui Costituzione il nostro ha giurato (magari se la leggeva prima non era male).<br />
3. Io sono garantista fino al midollo. In un sistema democratico e di diritto tutti sono innocenti fino a sentenza definitiva. Salvini non deve dimettersi. Magari qualche imbarazzo lo avranno Di Maio che chiede le dimissioni anche di chi non è neanche indagato (purché suo avversario) o Conte che dice, da avvocato, “non possiamo aspettare i tempi della giustizia”. O vale per tutti o per nessuno. È la legge bellezza.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Migranti-sulla-Diciotti.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2662" alt="Migranti sulla Diciotti" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Migranti-sulla-Diciotti-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Migranti-sulla-Diciotti-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2663" alt="Migranti sulla Diciotti 2" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Migranti-sulla-Diciotti-2-239x300.jpg" width="239" height="300" /></a><br />
In ultimo una considerazione politica: Salvini è rimasto incastrato nel suo stesso giochino. Ha fatto il duro con i poveri 170 eritrei della &#8220;Diciotti&#8221; mentre, nel silenzio generale, da luglio ad oggi di migranti ne sono sbarcati in Puglia e in Calabria più di 500. Ha cercato di forzare l’Europa minacciandola sulla base di presupposti giuridici inesistenti, che gli ha risposto picche. Ha sperato che Mattarella o Conte lo scavalcassero per avere la scusa di aprire un’altra querelle con la UE e magari una crisi di governo che portasse alle elezioni e lui capitalizzasse al massimo la sua battaglia senza paura contro i perfidi poteri forti che non lo fanno governare, ma gli è andata male. Hanno trovato il compromesso grazie alla Chiesa che ha dichiarato di accogliere gli eritrei (a proposito in Eritrea c’è una delle più feroci dittature del globo lo sapevate ?), come se le procedure di accoglienza non rimanessero in capo allo Stato italiano. Un escamotage per uscire dal cul de sac in cui si era infilato insieme al governo. Bugiardo, ipocrita, inaffidabile sul piano politico. Sul piano giudiziario ci saranno giudici a valutare. Perché c’è sempre un giudice a Berlino.</p>
<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Migranti-sulla-Diciotti-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2664" alt="Migranti sulla Diciotti 3" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/09/Migranti-sulla-Diciotti-3-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></p>
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		<title>Io sto con Mattarella senza se e senza ma</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2018 22:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2595" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/05/Sergio-Mattarella-sul-corpo-di-suo-fratello-Piersanti-ucciso-dalla-mafia.jpg"><img class="size-medium wp-image-2595" alt="Sergio Mattarella sul corpo di suo fratello Piersanti ucciso dalla mafia" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/05/Sergio-Mattarella-sul-corpo-di-suo-fratello-Piersanti-ucciso-dalla-mafia-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Sergio Mattarella sul corpo di suo fratello Piersanti ucciso dalla mafia</p></div>
<p>Sto cancellando dai miei contatti Facebook tutti coloro che stanno attaccando il Presidente della Repubblica che ha esercitato una prerogativa assegnatagli dalla Costituzione. E&#8217; successo anche in altri momenti della storia repubblicana che queste prerogative siano state esercitate dai Presidenti della Repubblica nei confronti di maggioranze ben più ampie e altrettano sostenute dal consenso popolare di quelle di oggi e nessuno ha urlato a complotti e si è sempre trovato un punto di equilibrio tra i diversi poteri dello Stato. Il Presidente è il Capo dello Stato, garante della Costituzione e dei trattati internazionali. Se si vuole l&#8217;Italia fuori dall&#8217;euro bisognava avere il coraggio di dirlo a tutti gli italiani con franchezza. Nessuno di questi signori ha fatto la campagna elettorale su questo ma su una giusta esigenza, che condivido, di riefinizione dei trattati. La vera questione è che hanno fatto di Savona un casus belli per andare al voto. Con la Lega che si è giocato i cinque stelle e Di Maio come polli, visto che alle elezioni, scommetto 100 euro contro un fagiolo, si ripresenterà con Berlusconi che si potrà anche candidare. Il tutto sulla pelle degli italiani, con lo spread che si sta già mangiando i mutui e la borsa le imprese. Se volete per l&#8217;Italia il destino della Grecia del governo con Varoufakis con la gente che correva ai bancomat, impiegati statali licenziati e pensioni cancellate (altro che riforma della Fornero) dovete avere il coraggio di dirlo agli italiani, Perché nessun partner internazionale rinuncierà ai suoi crediti con l&#8217;Italia perché un Savona, un Di Maio o un Salvini qualunque fanno la voce grossa. La rinegoziazione dei trattati vuole politica, mediazione, capacità di costruire alleanze, magari anche unità di tutte le forze politiche italiane, perchè no ? L&#8217;Italia si difende così, non con le chiacchiere contro le &#8220;inique sanzioni&#8221; di mussoliniana memoria, e sappiamo la fine che abbiamo fatto. Io alla Costituzione nata contro quel signore che distrusse l&#8217;Italia continuo ad essere attaccato. Io sto con Mattarella senza se e senza ma.</p>
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		<title>Mercati, Bruxelles Germania e Savona</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2018 18:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cerchiamo di ragionare un attimo, mettendo in ordine le questioni: 1. Ammettiamo per un attimo che ci sia un complotto contro il nascente &#8220;governo del cambiamento&#8221; con la speculazione sui mercati ordito dai cattivi, Bruxelles, mercati internazionali e Germania. Certo bisognerebbe capire perché non era un complotto quando accadde durante il governo Berlusconi ma tant&#8217;è. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/05/Populismo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2589" alt="Populismo" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/05/Populismo-300x146.jpg" width="300" height="146" /></a></p>
<p>Cerchiamo di ragionare un attimo, mettendo in ordine le questioni:<br />
1. Ammettiamo per un attimo che ci sia un complotto contro il nascente &#8220;governo del cambiamento&#8221; con la speculazione sui mercati ordito dai cattivi, Bruxelles, mercati internazionali e Germania. Certo bisognerebbe capire perché non era un complotto quando accadde durante il governo Berlusconi ma tant&#8217;è. Perché subirlo alimentando sospetti su cose che mettono in allarme i mercati, primo fra tutti che l&#8217;Italia non voglia onorare il suo debito con i suoi partner internazionali ? Perché non adottare una politica più prudente anche nel quadro di una esigenza di arrivare ad una rinegoziazione dei trattati (che, ricordo, è cosa assai difficile visto che il problema sta nel fatto che siamo i più indebitati nella UE ma sembra che ce lo dimentichiamo spesso, a partire dai chi ha vinto le elezioni) magari creando le opportune alleanze anche con altri partner europei senza allarmare gli altri partner? E&#8217; cosa difficile ma sta nella logica della politica che significa mediare e raggiungere obiettivi possibili.<br />
2. E&#8217; davvero da ingenui pensare che se si minacciano schiaffi a destra e a manca qualcuno non pensi di cominciare a darteli per primo. La speculazione sui mercati, che non si era manifestata finora, ha cominciato ad emergere negli ultimi giorni quando è stato reso noto il famoso contratto i cui contenuti economici sono a dir poco aleatori e che dicono esplicitamente di voler sforare i parametri economici, in sostanza non contenere il nostro debito pubblico che oggi è garantito dal sistema bancario europeo (anche tedesco e americano, il che spiega anche la freddezza dell&#8217;altro sovranista Trump nei confronti dei nostri).<br />
3. Il problema non è Savona, che è tutt&#8217;altro che un eroe anti-esteblishment essendone parte integrante da almeno un quarantennio, ma il segnale che manderebbe la sua nomina in un momento in cui la speculazione è già in atto e sta bruciando miliardi, rendendo ancora più difficili le ambizioni della politica economica dei contrattisti e già sta colpendo coloro che hanno un contratto di mutuo a tasso variabile (con buona pace della difesa degli interessi del &#8220;popolo&#8221;).<br />
4. Il braccio di ferro con il Presidente della Repubblica, oltre a cercare di forzarne le prerogative indicate dall&#8217;art. 92 della Costituzione (che vale sempre mica a giorni alterni) crea ulteriori danni alle istituzioni oltre che all&#8217;economia. Voglio ricordare che non è la prima volta che un Presidente della Repubblica dice no ad un ministro: lo fece Oscar Luigi Scalfaro con il primo governo Berlusconi sulla nomina di Previti a ministro della giustizia (spostato poi alla difesa) per le sue posizioni anticostituzionali e per essere l&#8217;avvocato di Berlusconi. Ci possono essere ragioni di opportunità politica che Presidente del Consiglio, forze politiche di maggioranza e Presidente della Repubblica valutano laicamente senza creare strappi alle istituzioni che sono a garanzia di tutti.<br />
5. Io credo che chi ha vinto deve governare, ma con realismo. Personalmente trovo velleitario e dannoso dire che faremo la guerra a tutti quando sappiamo che le economie sono tutte interdipendenti (altrimenti non si comprende perché Salvini, ad esempio, insiste per superare le sanzioni alla Russia che danneggiano le esportazioni delle aziende italiane). A meno che non teorizziamo la realizzazione del &#8220;socialismo in un solo Paese&#8221;. A parte che chi lo fece in passato fu sconfitto a prezzo di gravi danni per il suo popolo, non mi pare che il prossimo governo sia composto da bolscevichi, anzi.</p>
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		<title>L&#8217;intransigente purezza rivoluzionaria delle mie b&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2018 19:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2511" class="wp-caption alignnone" style="width: 275px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Presidenti-di-Camera-e-Senato.jpg"><img class="size-full wp-image-2511" alt="Presidenti di Camera e Senato" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Presidenti-di-Camera-e-Senato.jpg" width="265" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidenti di Camera e Senato</p></div>
<p>Non discuto la Casellati Mazzanti Vien Dal Mare ma solo l&#8217;ipocrisia dei grillini e dei Travaglio e co. Io che non credo alle manichee divisioni tra tutti buoni da una parte e tutti cattivi dall&#8217;altra spero per le istituzioni che sarà un buon Presidente. Faccio sommessamente notare che dicevano &#8220;mai con Berlusconi&#8221; e che prima era inciucio ora, invece, è la vittoria della coerenza (parole di Di Maio). Io dico soltanto &#8220;benvenuti nel Paese reale&#8221;. Ora proveranno come sa di sale il pane della politica che spesso ti fa mangiare ciò che prima dichiaravi indigesto. E capiranno che per governare dovranno ingoiare tanti di quei rospi che Verdini e Alfano gli sembreranno delle principesse. Solidarietà anche ai sinistri sinistri col tre per cento o che hanno votato direttamente 5 stelle pensando di fare la rivoluzione d&#8217;ottobre e adesso si ritrovano con la commare di Ghedini alla seconda carica dello Stato, quella che si è assunta la figlia al Ministero della salute, per intenderci. È la politica bellezza, ma almeno finirete di passeggiarci sui cosiddetti con la &#8220;intransigente purezza rivoluzionaria&#8221; delle mie b&#8230;</p>
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		<title>Scusi, ma lei è favorevole o contrario ?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 17:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Salvatore-Giuliano.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2473" alt="Salvatore Giuliano" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/03/Salvatore-Giuliano-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a></p>
<p>Riepiloghiamo: Luigi Di Maio, nel caso assai improbabile dovesse vincere le elezioni, come futuro Ministro dell&#8217;Istruzione sceglie un preside già componente dello staff del Ministro Giannini, favorevole alla buona scuola che, com&#8217;è noto, è stata fortemente avversata dai 5 stelle. Ora questo preside nega di essere stato a favore ma un video in cui dice a Renzi: &#8220;Presidente vada avanti&#8221; lo inchioda. Ed io mi chiedo: o i meccanismi di scelta di Di Maio sono a dir poco approssimativi o i 5 stelle ora sono a favore della Buona scuola o lo erano anche allora fingendo di essere contro. In tutti e tre i casi mi sembra che o siamo alla commedia dell&#8217;assurdo o nel caro vecchio e sempreverde trasformismo italico.</p>
<p><strong><a title="La Stampa" href="http://www.lastampa.it/2018/03/01/italia/speciali/elezioni/2018/politiche/il-prof-che-il-ms-vorrebbe-ministro-dellistruzione-era-sostenitore-della-buona-scuola-di-renzi-5k2gCmWaPEGIfL2gL7cNJP/pagina.html">La Stampa</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La vera questione sulla &#8220;rimborsopolli&#8221; dei grillini.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 21:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roba da strizzacervelli. I parlamentari grilini versano volontariamente parte dei loro stipendi nel fondo per il micro credito alle imprese. Nessuno li forza, è una scelta politica. Come quella dei deputati PD che versano al partito per finanziarne le attività dopo l&#8217;abolizione del finanziamento pubblico. Ma alcuni di loro facevano il bonifico, postavano la ricevuta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/02/Ipocrisia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2459" alt="Ipocrisia" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2018/02/Ipocrisia-300x166.jpg" width="300" height="166" /></a></p>
<p>Roba da strizzacervelli. I parlamentari grilini versano volontariamente parte dei loro stipendi nel fondo per il micro credito alle imprese. Nessuno li forza, è una scelta politica. Come quella dei deputati PD che versano al partito per finanziarne le attività dopo l&#8217;abolizione del finanziamento pubblico. Ma alcuni di loro facevano il bonifico, postavano la ricevuta sul loro sito e poi lo revocavano. Il massimo dell&#8217;ipocrisia: neanche il coraggio di tenersi soldi già loro. Più che rimborsopoli grillina dovremmo definirla &#8220;rimborsopolli&#8221;.</p>
<p>Ma la vera questione su questa vicenda è che non sono riusciti a controllare la rendicontazione di una iniziativa sulla quale hanno basato tutta la loro credibilità sin dall&#8217;inizio. Sulla quale dovevano necessariamente essere rigorosi: Se non riescono a fare questo sulla loro bandiera di questi anni come possono pensare di governare un Paese ?</p>
<p>Continuate a difenderli ancora quanto volete, fate il conto di quanto hanno dato e quanto non hanno dato, disquisite su mele marce e mele sane. Magari votateli pure. Ma fatelo con la consapevolezza che questi sono, degli incompetenti e pure presuntuosi, oltre che portatori di una cultura qualunquista e reazionaria. Al netto dei rubagalline ipocriti e ciucci persino a rubare che hanno fatto diventare parlamentari della Repubblica Italiana.</p>
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		<title>La guerra è business&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Apr 2017 14:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/War-is-business.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2166" alt="War is business" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2017/04/War-is-business.jpg" width="209" height="241" /></a></p>
<p>Oggi Luigi Di Maio di fronte alla tragedia della guerra in Siria ha bofonchiato del costo dei missili, 60 milioni di dollari, dicendo che forse era meglio lanciare dollari su quei territori invece che missili. Li per li non ci ho pensato ma è una frase talmente banale e scunchiudente che vincerebbe qualunque gara di idiozia. Michela giustamente ha detto: ma come si fa a parlare dei dollari che costano i missili senza curarti dei morti che provocano. Io dico di più: come fai a non capire che quei 60 milioni di dollari li hanno pagati proprio i morti che quei missili hanno provocato. E che la guerra semplicemente non esisterebbe se non fosse un grande business. Sia per i russi amici che per gli americani nemici o viceversa. E che per i signori della morte e della guerra lanciare missili è semplicemente un fatto di guadagno. E i signori della morte e della guerra i soldi non li buttano mica dalla finestra o dagli aerei.</p>
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		<title>Cile, tifo e politica</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 15:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriele Petrone</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1888" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/09/Inti-Illimani.jpg"><img class="size-medium wp-image-1888" alt="Gli Inti Illimani" src="http://www.gabrielepetrone.it/wp-content/uploads/2016/09/Inti-Illimani-300x141.jpg" width="300" height="141" /></a><p class="wp-caption-text">Gli Inti Illimani</p></div>
<p>Potete sghignazzare quanto volete sulla crassa ignoranza di Gigi Di Maio che situa Pinochet in Venezuela dopo averlo accostato, in maniera volgare ed istituzionalmente assai discutibile, al Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.</p>
<p>Potreste ricordargli che il suo non è un errore di poco conto, anzi, è uno svarione di proporzioni cosmiche ignorare quello che ha rappresentato, anche nella politica italiana, la drammatica vicenda del golpe cileno dell’11 settembre 1973.</p>
<p>Potreste ricordargli i tanti esuli che vennero anche in Italia, a cominciare da quelli più famosi, gli Inti-Illimani, che con la loro musica testimoniarono il fallimento dell’esperienza democratica di Salvador Allende, vincitore di regolari elezioni e a capo di una coalizione di forze popolari e democratiche che tentarono di fare del Cile, un paese dove le ineguaglianze assomigliavano a quelle dell’Egitto dei Faraoni, semplicemente un luogo più giusto in cui vivere, in cui non si morisse di fame o di fatica nelle miniere, in cui una casta (questa si, vera) di pochissimi padroni deteneva tutta la ricchezza tenendo un intero popolo sottomesso e in miseria. <span id="more-1887"></span></p>
<p>Avete voglia a consigliare la lettura non dico di qualche libro di storia, ma almeno di un romanzo, come “La Casa degli Spiriti” di Isabel Allende, che quel mondo e quei fatti descrive bene con la poesia magica e realistica della grande letteratura sudamericana.</p>
<p>Perdereste soltanto tempo nel dire che fu proprio il fallimento di Allende in Cile a portare la DC e il PCI sulla strategia del compromesso storico per salvare la democrazia italiana e, per reazione contraria, a spingere una parte importante della generazione degli anni ’70 sulla strada del terrorismo politico che ha insanguinato il nostro Paese fino alla prima metà degli anni ’80.</p>
<p>Luigi Di Maio non vi ascolterà ma soprattutto non vi ascolteranno le decine di migliaia di attivisti-picchiatori sul web che difendono i 5 stelle.</p>
<p>Senza generalizzare, ne conosco tanti anche civili e capaci di dialogo, vi diranno che quella di Di Maio è la solita aggressione mediatica contro la “rivoluzione 5 stelle”, che è un complotto dei soliti poteri forti e del solito, cattivissimo PD renziano.</p>
<p>Altri, più riflessivi, diranno, va beh, ha sbagliato, ma che volete, non sarà mica il solo ignorante in parlamento e comunque meglio un ignorante onesto che un ladro colto.</p>
<p>A parte il fatto che se a dire una boiata del genere fosse stato un deputato del PD dubito che gli avrebbero più consentito di accostarsi ad un microfono o ad una telecamera (se non altro per purissime ragioni di consenso in un elettorato che alla storia della sinistra è ancora legato), quando mai i mali, presunti o reali, degli altri hanno giustificato i propri ?</p>
<p>C’è qui un difetto di fondo, di ragionamento che è poi alla base dei tanti mali che viviamo oggi.</p>
<p>Il rancore contro la “casta politica” ha fatto passare l’idea che i politici devono essere uguali a noi, non migliori di noi.</p>
<p>Tutti quanti noi cittadini, invece, dovremmo pretendere dai nostri rappresentanti non soltanto onestà, ma anche competenza, conoscenza, cultura dal momento che li mandiamo a decidere del nostro destino.</p>
<p>A me sembra una cosa di una ovvietà sorprendente ma mi rendo conto, leggendo il web, che non è così.</p>
<p>C’è una vecchia Italia che preferisce il tifo alla politica, anche se il centravanti della propria squadra finisce per fare gol nella propria porta. Ed invece di sostituirlo o quantomeno cambiarlo di ruolo, si preferisce tenerlo dove sta dicendo che è stata tutta colpa dell’arbitro.</p>
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