Dalila Nesci

#‎diteloallaNesci‬

Il testo dell'emendamento della Nesci

Lega e 5 stelle presentano due emendamenti per togliere i 50 milioni destinati agli LSU LPU della Calabria. Firmataria dell’emendamento dei 5 stelle la calabrese Nesci. Per questi signori LSU ed LPU sono assistiti, improduttivi, parassiti. Cari LSU-LPU della Calabria, #diteloallaNesci che senza il vostro lavoro lo Stato in Calabria semplicemente chiuderebbe. Altro che assistenza.

Per tentare di dire no agli LSU ed LPU calabresi M5S, Forza Italia e Lega hanno detto tante stupidaggini e hanno riesumato vecchi pregiudizi.

Manifestazione LSU LPU

C’è una deputata calabrese del Movimento 5 Stelle che in queste ore si è spesa molto per definire un maledetto imbroglio l’emendamento del centrosinistra (quello firmato da Aiello, Bruno Bossio, Censore e altri per intenderci) che ha avviato, finalmente, la contrattualizzazione dei lavoratori LSU ed LPU della Calabria.

Con grande candore e convinzione la deputata in questione ha difeso l’emendamento cinquestelle che invece prevedeva il solo pagamento delle spettanze arretrate e l’avvio di concorsi con cui coprire i posti vacanti degli enti pubblici (quelli, si presume, occupati ora dagli LSU ed LPU).

Insomma il maledetto imbroglio sarebbe un percorso che garantisce la contrattualizzazione e un chiaro percorso di stabilizzazione (e ci mette anche i soldi) mentre pagare solo il dovuto e poi dire agli oltre 5000 precari calabresi andate a casa che il lavoro che state svolgendo ora lo mettiamo a concorso (e forse vi facciamo partecipare) sarebbero le magnifiche sorti e progressive ? Lasciamo perdere !!!

Per quanto mi riguarda questo modo di ragionare non mi sorprende: esso coincide con l’idea di fondo espressa anche da Forza Italia e dalla Lega: disprezzo per il pubblico impiego e pregiudizio antimeridionale.

Bisognerebbe spiegare alla diligente esecutrice della linea Grillo-Casaleggio (e ovviamente anche agli esponenti di Lega e Forza Italia) che i lavoratori LSU ed LPU hanno già superato una selezione basata sull’anzianità di iscrizione agli uffici di collocamento quando sono stati assunti per qualifiche che non prevedevano la procedura del concorso.

Bisognerebbe spiegare ancora che gran parte di questi lavoratori, pur essendo diplomati o addirittura laureati, si sono adattati a svolgere mansioni assai inferiori alla loro qualificazione e che il blocco del turn over nella pubblica amministrazione li ha portati a ricoprire progressivamente mansioni superiori. Tutto ciò per il semplice motivo che gli enti in cui lavoravano non avevano altro personale cui affidare queste mansioni e sarebbero stati costretti a non garantire i servizi essenziali.

Va detto, inoltre, che un percorso di contrattualizzazione prevede, come prescrive la legge, le procedure di riconoscimento delle mansioni superiori svolte dal lavoratore e la sua anzianità di servizio anche attraverso procedure concorsuali “interne” (altrimenti non si comprenderebbe a cosa servono i contratti !!!).

Ma c’è qualcosa di più: capisco la politica e anche le esigenze della polemica “antipolitica” di chi si sforza di svolgere il compito assegnatogli dai leader, ma come è possibile che questa deputata, che è nata e abita in Calabria, non si sia accorta che dietro il viso dell’impiegato o dell’impiegata che magari a lei stessa ha allungato il certificato da dietro lo sportello del suo Comune c’è magari un LSU o un LPU, cioè una persona che da quasi vent’anni svolge un lavoro sottopagato e senza alcun diritto ?

Io penso che nella risposta a questa domanda risieda, al di là delle chiacchere, il vero confine tra buona e cattiva politica.